Squeeze page e Landing page: quando usare l’una o l’altra
Quando si parla di squeeze page e landing page, la confusione è frequente: sembrano pagine simili, ma in realtà rispondono a obiettivi completamente diversi all’interno del funnel di marketing. Saper scegliere tra l’una e l’altra non è una questione di preferenze grafiche o di tendenze, ma di strategia: ogni pagina ha un ruolo preciso e va utilizzata nel momento giusto del percorso utente.
In questo articolo analizzeremo, che cos’è una squeeze page, cos’è una landing page, quali sono le differenze operative tra le due e quando utilizzarle per massimizzare conversioni e qualità dei lead. L’obiettivo è offrirti criteri pratici per evitare errori comuni e costruire funnel coerenti, in cui ogni pagina lavori esattamente per ciò per cui è pensata.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è una squeeze page e a cosa serve
Per comprendere quando utilizzare una squeeze page è necessario partire dal suo vero ruolo strategico: trasformare visitatori sconosciuti in contatti qualificati. Una squeeze page è una tipologia estremamente focalizzata di landing page, progettata esclusivamente per ottenere dati di contatto, nella maggior parte dei casi l’email. Il suo obiettivo è uno solo: abbassare al minimo la barriera all’azione richiesta. Nessuna vendita, nessuna spiegazione approfondita, nessuna scelta complessa.
Dal punto di vista strutturale è una pagina ultra-minimalista, costruita per guidare l’utente verso una micro-decisione rapida: titolo orientato al beneficio, una breve promessa di valore, un campo email (a volte nome + email), una CTA diretta e nient’altro.
Il successo della squeeze page si basa su un principio psicologico molto preciso: il micro-commitment. Chiedere poco aumenta enormemente la probabilità di ottenere una risposta positiva, soprattutto quando il pubblico è freddo o non conosce ancora il brand. L’utente non sta comprando, non sta firmando un contratto né prendendo una decisione impegnativa: sta semplicemente accettando di ricevere qualcosa di valore in cambio del suo contatto.
Proprio per questo le squeeze page si utilizzano principalmente per:
- Lead magnet (ebook, checklist, template, webinar)
- Iscrizioni a newsletter
- Pre-lancio prodotti
- Accesso a contenuti gratuiti
La squeeze page non serve a spiegare un’offerta complessa: serve a creare un primo ponte di fiducia. Dal punto di vista SEO, infatti, raramente è concepita per posizionarsi su query informative: il traffico che la alimenta arriva quasi sempre da campagne ADS, social o referral mirati. È quindi uno strumento tipicamente top-of-funnel, cioè utilizzato nella fase iniziale della relazione, quando l’utente è curioso ma non ancora pronto per valutare un acquisto o una decisione importante.
Cos’è una landing page e qual è il suo ruolo nel funnel
La landing page svolge una funzione completamente diversa rispetto alla squeeze page: non serve a “catturare un contatto”, ma a convertire un interesse in un’azione concreta, spesso economicamente o emotivamente impegnativa. È lo strumento con cui accompagni l’utente lungo il processo decisionale che porta alla vendita, alla richiesta di un preventivo, alla prenotazione di una consulenza o all’attivazione di un servizio.
Una landing page lavora su persuasione, informazione e fiducia. Non può limitarsi a una promessa rapida, ma deve costruire una narrativa che chiarisca:
- qual è il problema dell’utente
- perché la tua proposta è una soluzione efficace
- quali benefici concreti può aspettarsi
- perché può fidarsi di te più che delle alternative
Questo comporta una struttura decisamente più articolata: headline persuasiva, sezione di approfondimento sul problema, presentazione dettagliata della soluzione, elenchi di benefici, obiezioni superate, testimonianze, prove di competenza, garanzie. Ogni elemento contribuisce a ridurre le resistenze mentali che naturalmente emergono quando la richiesta è impegnativa.
A differenza della squeeze page, la landing page è progettata per essere auto-sufficiente: deve contenere tutte le informazioni necessarie per permettere all’utente di prendere una decisione senza dover cercare altrove. Per questo può diventare anche un vero e proprio asset SEO, in grado di posizionarsi su query commerciali ad alta intenzione come “servizio + città”, “preventivo + prodotto” o “demo + software”. È una pagina che vive spesso nella parte middle o bottom of funnel, quando l’utente è già consapevole del problema e sta confrontando soluzioni.
Squeeze page vs Landing page: differenze concrete
Per scegliere consapevolmente tra squeeze page e landing page non basta conoscerne la definizione: è fondamentale vederne a colpo d’occhio le differenze operative, cioè come lavorano su obiettivi, pubblico e decisioni diverse all’interno del funnel.
| Caratteristica | Squeeze Page | Landing Page |
| Obiettivo | Lead generation | Vendite o richieste qualificate |
| Contenuto | Minimal | Completo e persuasivo |
| Fase del funnel | Ingresso | Decisione |
| Impegno richiesto | Bassissimo | Medio-alto |
| Tipo di traffico | Paid / Social / Referral | Paid + SEO |
Queste differenze mostrano come la scelta della pagina giusta incida direttamente sull’efficacia del funnel, determinando la qualità dei contatti acquisiti e il potenziale di conversione finale.
Quando usare una squeeze page e perché funziona
La squeeze page va utilizzata quando l’obiettivo principale è espandere il tuo pubblico di contatti, non realizzare conversioni immediate. Funziona al meglio quando intercetti utenti che non ti conoscono ancora o che stanno muovendo i primi passi nella scoperta del problema che risolvi. In queste fasi del funnel, spesso chiamate awareness e interest, chiedere un acquisto sarebbe prematuro: l’utente non ha ancora fiducia sufficiente per investire.
Utilizzare una squeeze page consente di:
- ridurre drasticamente il tasso di abbandono
- ottenere un primo contatto anche da pubblico freddissimo
- attivare campagne di nurturing via email
- prequalificare lentamente l’utente prima della proposta commerciale
In questi contesti, la vera forza della squeeze page è l’economia decisionale: meno l’utente deve pensare, più è probabile che agisca. Offrendo un valore immediato e gratuito si abbassa la soglia di partecipazione e si crea un primo scambio di fiducia.
Dal punto di vista operativo, la squeeze page è particolarmente efficace per traffico a pagamento, dove ogni clic ha un costo: più semplice è la conversione, maggiore sarà la percentuale di ritorno sull’investimento iniziale. È anche ideale quando l’obiettivo non è monetizzare oggi ma costruire una relazione nel tempo, educare il lead e accompagnarlo gradualmente verso l’acquisto tramite sequenze email, webinar o contenuti di valore.
Quando usare una landing page e perché converte di più
La landing page trova la sua massima efficacia quando l’utente ha già superato la fase esplorativa ed è entrato nella fase decisionale. Qui non basta più attrarre attenzione: serve costruire fiducia attiva e fornire tutti gli elementi che permettono di scegliere consapevolmente. È il momento in cui l’utente confronta offerte, analizza alternative e valuta costi-benefici. Ridurre tutto a una promessa da squeeze page significherebbe chiedergli di “comprare al buio”.
La landing page è quindi indispensabile quando:
- proponi servizi o prodotti complessi
- richiedi un investimento economico
- offri consulenze, demo o appuntamenti commerciali
- devi differenziarti da competitori diretti
In questi casi, il vero lavoro della pagina è eliminare dubbi: rispondere alle domande non ancora formulate dall’utente, anticipare obiezioni, fornire prove di affidabilità. La conversione arriva solo quando la percezione di valore supera la percezione di rischio, e questo equilibrio può essere creato solo attraverso contenuti informativi strutturati.
Dal punto di vista SEO, le landing page hanno inoltre il potenziale di intercettare traffico a forte intento commerciale, composto da utenti pronti all’azione. Qui il copy deve essere orientato ai benefici, non alle caratteristiche, mantenendo una struttura che consenta all’AI e ai motori di comprendere chiaramente l’offerta proposta.
Utilizzare una landing page nel momento giusto significa consentire al lead di compiere un salto di qualità: passare dallo stato di interesse generico alla decisione concreta. Nel funnel, è lo snodo finale di monetizzazione, dove tutto il lavoro di attraction e nurturing viene finalmente capitalizzato.
Conclusione: non scegliere la pagina, scegli l’obiettivo
La vera risposta alla domanda “squeeze page o landing page?” è questa: scegli sempre in base all’obiettivo di conversione e allo stato di consapevolezza dell’utente.
La squeeze page genera contatti e apre relazioni.
La landing page monetizza fiducia e decisioni.
Non sono mai antagoniste: diventano inefficaci solo quando vengono usate al posto sbagliato. Quando invece vengono integrate in modo strategico, trasformano il funnel in una macchina di acquisizione e vendita estremamente più stabile, prevedibile ed efficace.
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