Entrare nel web, per molti centri estetici, sembra ancora qualcosa di complicato. Siti, social, pubblicità, strumenti tecnici: tutto appare lontano dal lavoro quotidiano fatto di clienti, trattamenti e risultati concreti. Eppure oggi chi cerca un centro estetico lo fa quasi sempre online, anche quando poi prenota di persona. Il punto non è “esserci”, ma farsi trovare nel modo giusto.
È qui che entra in gioco la landing page: una pagina pensata per portare contatti e prenotazioni. Non serve essere un grande brand né avere competenze digitali avanzate. Serve una comunicazione chiara, focalizzata e coerente con ciò che il centro offre davvero.
In questo articolo vediamo cosa deve fare una landing page per un centro estetico e perché, guardando esempi reali, diventa evidente quanto possa fare la differenza.
Cosa deve fare davvero una landing page per un centro estetico
Una landing page efficace, per un centro estetico, nasce per rispondere a una domanda molto semplice: perché una persona dovrebbe scegliere proprio questo centro?
Chi arriva sulla pagina, spesso dopo una ricerca su Google o un annuncio, ha già un’esigenza precisa e si aspetta di trovare subito una risposta chiara. Per questo la landing page è costruita attorno a un obiettivo ben definito e a un servizio specifico, con una comunicazione diretta e immediata che accompagna naturalmente verso il contatto o la prenotazione. Nel settore estetico questo approccio funziona particolarmente bene, perché intercetta bisogni concreti come l’epilazione laser, un trattamento viso o un percorso mirato sul corpo, senza creare confusione o dispersione.
Un altro aspetto fondamentale è il linguaggio. Una landing page per centri estetici funziona quando parla come parlerebbe il centro stesso con una cliente reale: in modo rassicurante, chiaro, professionale ma comprensibile. Niente promesse vaghe, niente frasi generiche sul “benessere a 360°”. Al contrario, spiegazioni semplici, benefici concreti e una comunicazione che trasmetta competenza e fiducia.
Come cambia la comunicazione online di un centro estetico con una landing page
Molti centri estetici arrivano online partendo dai social o da un sito generico. Il risultato, spesso, è una comunicazione frammentata: belle immagini, qualche informazione, ma nessun percorso chiaro per chi vorrebbe prenotare. La landing page cambia completamente questo approccio perché costringe a fare una scelta: un servizio, un messaggio, un obiettivo.
Con una landing page, il centro estetico smette di parlare “a tutti” e inizia a parlare alla persona giusta, nel momento giusto.
Chi arriva sulla pagina non deve capire cosa fare: lo vede subito.
Il messaggio è diretto, il valore del servizio è chiaro, il passo successivo è evidente. Questo riduce le incertezze e aumenta la probabilità che l’utente agisca.
Un altro cambiamento importante riguarda la percezione del centro. Una landing ben strutturata trasmette professionalità anche a chi non conosce ancora il brand.
Esempi di landing page per centri estetici: cosa funziona e perché
Guardare una landing page “finita” è utile, ma capire perché funziona lo è ancora di più. I seguenti esempi mostrano come una pagina ben strutturata possa adattarsi a centri estetici diversi, con obiettivi e posizionamenti differenti, mantenendo sempre lo stesso focus: trasformare l’interesse online in contatti concreti.
Centro estetico locale: identità, fiducia e relazione
angolodivalentina.it
In questo caso la landing page lavora su un elemento fondamentale per molti centri estetici: la fiducia. La comunicazione non è aggressiva, non spinge sull’urgenza, ma accompagna la cliente passo dopo passo. Il messaggio è chiaro fin dall’inizio e mette al centro la professionalità del centro, l’attenzione alla persona e l’esperienza maturata nel tempo.
Dal punto di vista della conversione, la pagina funziona perché riduce le distanze. Chi arriva non ha la sensazione di trovarsi davanti a una pubblicità, ma a una presentazione ordinata e rassicurante. Questo approccio è particolarmente efficace per i centri che lavorano sul territorio e che vogliono portare online lo stesso clima di fiducia che si crea dal vivo. La landing non forza la prenotazione, ma rende naturale il contatto.
Servizio + città: intercettare una domanda consapevole
epilazionetorino.it
Epilazione Torino è un esempio di landing page costruita per intercettare una domanda già consapevole e accompagnarla lungo un percorso di conversione chiaro. La pagina lavora su un solo servizio e su una località precisa, creando un allineamento immediato tra ricerca dell’utente e contenuto.
Il primo impatto serve a confermare di essere nel posto giusto; subito dopo, la struttura guida l’utente attraverso una sequenza logica di passaggi: spiegazione del trattamento, evidenziazione dei benefici, rassicurazioni su metodo e risultati, fino all’invito all’azione.
Questo percorso riduce progressivamente i dubbi e facilita la decisione, senza forzature. È proprio la presenza di un funnel semplice ma ben costruito a rendere la landing efficace: l’utente non viene distratto, ma accompagnato passo dopo passo verso il contatto, trasformando una ricerca locale in una richiesta concreta.
Performance e crescita: una landing pensata per le campagne
liscissima.it/lp/epilazione-con-laser-bologna/
La landing page di Liscissima lavora su un livello avanzato di persuasione, basato sul ribaltamento del modello tradizionale dell’epilazione.
Il messaggio centrale non è l’acquisto di singole sedute, ma di un risultato finale garantito. Questa impostazione semplifica la decisione dell’utente e sposta il focus dal costo al valore, riducendo l’incertezza tipica di chi ha già sperimentato trattamenti poco efficaci.
Le promesse sono rafforzate da elementi concreti come l’efficacia delle sedute, la durata dei risultati e una garanzia scritta che trasferisce il rischio dal cliente al centro.
Il funnel è costruito per accompagnare progressivamente l’utente, prima sul piano emotivo e poi su quello razionale, fino a rendere il contatto una scelta naturale. È un esempio di landing page pensata per convertire traffico pubblicitario anche freddo, lavorando sulla rimozione delle barriere decisionali più profonde.
Perché questi esempi di landing per estetisti funzionano anche se sono diversi
Questi esempi mostrano che non esiste una landing page “standard”, ma una struttura che funziona solo quando è costruita attorno a un obiettivo preciso. Cambiano il tono, il livello di approfondimento e il tipo di pubblico, perché cambiano le esigenze del centro: c’è chi deve intercettare una ricerca locale, chi deve costruire fiducia e chi deve trasformare traffico pubblicitario in contatti qualificati.
La differenza non sta nel “fare una landing”, ma nello scegliere quella giusta per il proprio momento. Ed è questa decisione, nel web, a fare davvero la differenza.
Se stai valutando una landing page per il tuo centro estetico, PageTop ti aiuta a progettare una pagina allineata ai tuoi obiettivi e a trasformarla in uno strumento concreto di acquisizione clienti.
Una landing page per nutrizionisti è una pagina progettata per trasformare utenti interessati in contatti qualificati, eliminando distrazioni e guidando la decisione con un percorso chiaro.
A differenza di un sito vetrina o di una pagina social, una landing page ha un solo obiettivo: far compiere un’azione misurabile, come la richiesta di informazioni o la prenotazione di una consulenza.
In questo articolo trovi una spiegazione strutturata di quando serve una landing page per nutrizionisti, come deve essere costruita per funzionare e quali elementi la rendono efficace dal punto di vista SEO e AI-oriented.
In questo articolo parleremo di:
Perché i nutrizionisti hanno bisogno di una landing page
Un sito web tradizionale ha lo scopo di presentare un professionista, raccontarne il percorso e offrire una panoramica dei servizi. Una landing page, invece, ha una funzione radicalmente diversa:convertire un visitatore in un contatto.
La distinzione tra sito web e landing page è fondamentale per comprendere perché molti nutrizionisti, pur avendo un sito “ben fatto”, faticano ad acquisire nuovi pazienti online.
Nel settore della nutrizione, l’utente non prende decisioni rapide.
Serve fiducia, chiarezza e una percezione immediata di competenza. Un sito con molte pagine, menu complessi e percorsi dispersivi aumenta il carico cognitivo e rallenta la decisione. La landing page elimina questo problema perché concentra tutto su un unico obiettivo, guidando l’utente lungo un percorso lineare e comprensibile.
Una landing page diventa uno strumento strategico quando intercetta traffico qualificato da Google Ads, sponsorizzate sui social, collaborazioni con palestre o studi medici e articoli informativi, trasformando l’interesse in richieste di contatto. In tutti questi casi, l’utente arriva con un’intenzione precisa e si aspetta una risposta altrettanto precisa. La landing page consente di allineare perfettamente messaggio, offerta e aspettative.
Dal punto di vista strategico, la landing page non sostituisce il sito, ma lo affianca. Il sito costruisce autorevolezza nel tempo; la landing genera contatti in modo misurabile. Per un nutrizionista che vuole far crescere la propria attività, questa distinzione è cruciale: senza una landing page progettata per la conversione, anche il traffico più qualificato rischia di andare disperso.
I 4 vantaggi concreti di una landing page per un nutrizionista
Una landing page non è utile per un nutrizionista in astratto, ma per ciò che permette di ottenere nel lavoro quotidiano. Quando è progettata correttamente, diventa uno strumento che semplifica la comunicazione, migliora la qualità dei contatti e rende più sostenibile l’attività professionale.
I vantaggi principali possono essere ricondotti a quattro aspetti chiave, tutti direttamente percepibili da chi offre servizi nutrizionali.
Maggiore chiarezza dell’offerta per chi arriva Una landing page consente di spiegare in modo diretto a chi ti rivolgi, quale problema affronti e che tipo di percorso proponi. Per il nutrizionista questo significa evitare fraintendimenti fin dall’inizio e parlare a persone che si riconoscono davvero nel servizio descritto, senza dover chiarire tutto solo dopo il primo contatto.
Contatti più in linea con il tuo approccio professionale Quando l’utente comprende prima di scriverti come lavori e cosa aspettarsi, le richieste diventano più qualificate. Questo riduce il numero di contatti fuori target e aumenta la probabilità di iniziare percorsi concreti, migliorando il rapporto tra tempo investito e risultati ottenuti.
Controllo del messaggio e dell’immagine professionale Affidarsi solo a social, passaparola o piattaforme esterne significa lasciare che il tuo lavoro venga raccontato in modo parziale. Una landing page ti permette di presentare metodo, valori e stile professionale in modo coerente, rafforzando la percezione di affidabilità e competenza.
Gestione più ordinata e consapevole delle richieste Centralizzare i contatti su una pagina dedicata aiuta il nutrizionista a capire da dove arrivano le richieste e quali servizi suscitano maggiore interesse. Questo rende più semplice valutare cosa funziona e prendere decisioni meno casuali nel tempo.
Quando una landing page fa davvero la differenza (con o senza advertising)
Una landing page non è uno strumento da usare “a prescindere”, ma diventa particolarmente efficace in alcuni momenti specifici dell’attività di un nutrizionista. Capire quando utilizzarla aiuta a evitare aspettative sbagliate e a sfruttarla nel modo più coerente con i propri obiettivi professionali. I principali contesti in cui una landing page fa davvero la differenza possono essere ricondotti a quattro situazioni ricorrenti.
Quando promuovi un servizio specifico Se offri più servizi (dimagrimento, nutrizione sportiva, supporto per patologie, consulenze online), una landing page dedicata permette di comunicare in modo mirato, evitando messaggi generici. Questo aiuta il nutrizionista a intercettare persone interessate proprio a quel tipo di percorso, aumentando la coerenza tra richiesta e offerta.
Quando utilizzi canali che generano traffico mirato In presenza di annunci online, collaborazioni con palestre o studi medici, o segnalazioni strutturate, una landing page consente di dare continuità al messaggio iniziale. Chi arriva trova una spiegazione chiara e coerente, invece di doversi orientare tra più pagine o informazioni disperse.
Quando vuoi valorizzare contenuti informativi Articoli, post o materiali divulgativi possono generare interesse, ma senza una landing page rischiano di non tradursi in contatti. Una pagina dedicata permette al nutrizionista di trasformare l’attenzione in un’azione concreta, senza forzature.
Quando vuoi massimizzare i risultati o ottenere i primi contatti in tempi brevi Una landing page è particolarmente utile sia quando un nutrizionista ha già attive diverse iniziative e vuole renderle più efficaci, sia quando si affaccia per la prima volta al web e ha bisogno di uno strumento semplice e focalizzato per iniziare a ottenere contatti. In quest’ultimo caso, la landing page permette di presentare subito il servizio in modo chiaro e professionale, evitando percorsi complessi e riducendo i tempi necessari per vedere i primi risultati, soprattutto se integrata con attività mirate e coerenti.
Cosa deve includere una landing page per nutrizionisti per essere un investimento sensato
Per essere un investimento sensato, una landing page per nutrizionisti deve includere alcuni elementi chiave che incidono direttamente su chiarezza, fiducia e qualità dei contatti. Dal punto di vista del professionista, non conta tanto come la pagina è stata realizzata, ma che effetto produce su chi la visita e se aiuta davvero a generare richieste in linea con il proprio lavoro.
Il primo criterio di valutazione è la chiarezza immediata. Una landing page efficace permette a chi arriva di capire in pochi secondi a chi è rivolta, quale problema affronta e che tipo di servizio viene proposto. Se questo passaggio non è immediato, il rischio è attirare persone confuse o fuori target, con un conseguente spreco di tempo ed energie.
Un secondo aspetto fondamentale è la coerenza tra messaggio e servizio reale. La landing deve rappresentare fedelmente il modo di lavorare del nutrizionista, senza promettere risultati irrealistici o utilizzare un linguaggio troppo distante dalla pratica professionale. Questo elemento è cruciale per costruire fiducia già prima del primo contatto.
Un altro punto da considerare è la qualità percepita. Non si tratta di estetica fine a sé stessa, ma della capacità della pagina di trasmettere professionalità, affidabilità e ordine. Una landing confusa o approssimativa rischia di compromettere la percezione del servizio, anche se il nutrizionista è altamente competente.
Infine, una landing page deve facilitare l’azione, rendendo il contatto semplice e naturale. Se richiedere informazioni è complicato o poco chiaro, molte persone interessate rinunceranno.
In sintesi, una landing page può essere considerata un investimento sensato quando include questi elementi chiave:
Messaggio chiaro e focalizzato sul servizio
Coerenza tra comunicazione e approccio professionale
Percezione di affidabilità e competenza
Percorso di contatto semplice e immediato
Gli errori più comuni nelle landing page per nutrizionisti
Molte landing page per nutrizionisti non falliscono perché lo strumento in sé non funziona, ma perché vengono valutate e realizzate con criteri sbagliati. Riconoscere questi errori aiuta il professionista a evitare investimenti poco efficaci e a capire quando una landing page non è realmente all’altezza dei propri obiettivi.
Replicare il sito vetrina in formato ridotto Una landing page sovraccarica di informazioni, menu di navigazione, rimandi ad altre pagine e contenuti non essenziali perde la sua funzione principale: guidare l’utente verso un’azione chiara. Dal punto di vista del nutrizionista, questo si traduce in confusione per chi arriva e in un drastico calo delle richieste di contatto.
Parlare solo di sé invece che del paziente Concentrarsi esclusivamente su titoli, certificazioni e percorso professionale è un errore frequente. Anche se la competenza è fondamentale, una landing efficace deve partire dal problema di chi legge. Se l’utente non si sente compreso, difficilmente proseguirà verso il contatto, indipendentemente dal curriculum.
Usare messaggi generici o poco coerenti con il servizio reale Promesse vaghe o linguaggio standardizzato possono attirare attenzione, ma spesso generano richieste poco qualificate o aspettative difficili da gestire. Nel settore nutrizione questo errore incide direttamente sulla qualità del lavoro quotidiano e sulla sostenibilità dell’attività.
Affidarsi a soluzioni improvvisate o non specializzate Template generici o pagine realizzate senza una reale comprensione del settore nutrizionale rischiano di trasmettere un’immagine poco professionale. Questo compromette la fiducia ancora prima del primo contatto, rendendo la landing page un ostacolo anziché un supporto.
Conclusione: il vero valore di una landing page per un nutrizionista
Una landing page non è una scorciatoia, né uno strumento miracoloso. È un asset strategico che, se progettato correttamente, aiuta il nutrizionista a comunicare meglio il proprio valore, a ricevere contatti più in linea e a rendere più efficace tutto ciò che già sta facendo, online e offline.
Il punto chiave emerso in questo contenuto è semplice: una landing page funziona quando è pensata dal punto di vista del professionista e del paziente, non da quello della tecnica. Chiarezza, coerenza, fiducia e facilità di contatto sono gli elementi che fanno la differenza tra una pagina “presente” e una pagina che genera risultati.
Proprio per questo, quando si decide di investire in una landing page, la scelta del partner è determinante. Affidarsi a realtà specializzate e riconosciute, come PageTop, consente di evitare errori comuni e di costruire uno strumento realmente allineato agli obiettivi professionali.
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Quando si parla di squeeze page e landing page, la confusione è frequente: sembrano pagine simili, ma in realtà rispondono a obiettivi completamente diversi all’interno del funnel di marketing. Saper scegliere tra l’una e l’altra non è una questione di preferenze grafiche o di tendenze, ma di strategia: ogni pagina ha un ruolo preciso e va utilizzata nel momento giusto del percorso utente.
In questo articolo analizzeremo, che cos’è una squeeze page, cos’è una landing page, quali sono le differenze operative tra le due e quando utilizzarle per massimizzare conversioni e qualità dei lead. L’obiettivo è offrirti criteri pratici per evitare errori comuni e costruire funnel coerenti, in cui ogni pagina lavori esattamente per ciò per cui è pensata.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è una squeeze page e a cosa serve
Per comprendere quando utilizzare una squeeze page è necessario partire dal suo vero ruolo strategico: trasformare visitatori sconosciuti in contatti qualificati. Una squeeze page è una tipologia estremamente focalizzata di landing page, progettata esclusivamente per ottenere dati di contatto, nella maggior parte dei casi l’email. Il suo obiettivo è uno solo: abbassare al minimo la barriera all’azione richiesta. Nessuna vendita, nessuna spiegazione approfondita, nessuna scelta complessa.
Dal punto di vista strutturale è una pagina ultra-minimalista, costruita per guidare l’utente verso una micro-decisione rapida: titolo orientato al beneficio, una breve promessa di valore, un campo email (a volte nome + email), una CTA diretta e nient’altro.
Il successo della squeeze page si basa su un principio psicologico molto preciso: il micro-commitment. Chiedere poco aumenta enormemente la probabilità di ottenere una risposta positiva, soprattutto quando il pubblico è freddo o non conosce ancora il brand. L’utente non sta comprando, non sta firmando un contratto né prendendo una decisione impegnativa: sta semplicemente accettando di ricevere qualcosa di valore in cambio del suo contatto.
Proprio per questo le squeeze page si utilizzano principalmente per:
Lead magnet (ebook, checklist, template, webinar)
Iscrizioni a newsletter
Pre-lancio prodotti
Accesso a contenuti gratuiti
La squeeze page non serve a spiegare un’offerta complessa: serve a creare un primo ponte di fiducia. Dal punto di vista SEO, infatti, raramente è concepita per posizionarsi su query informative: il traffico che la alimenta arriva quasi sempre da campagne ADS, social o referral mirati. È quindi uno strumento tipicamente top-of-funnel, cioè utilizzato nella fase iniziale della relazione, quando l’utente è curioso ma non ancora pronto per valutare un acquisto o una decisione importante.
Cos’è una landing page e qual è il suo ruolo nel funnel
La landing page svolge una funzione completamente diversa rispetto alla squeeze page: non serve a “catturare un contatto”, ma a convertire un interesse in un’azione concreta, spesso economicamente o emotivamente impegnativa. È lo strumento con cui accompagni l’utente lungo il processo decisionale che porta alla vendita, alla richiesta di un preventivo, alla prenotazione di una consulenza o all’attivazione di un servizio.
Una landing page lavora su persuasione, informazione e fiducia. Non può limitarsi a una promessa rapida, ma deve costruire una narrativa che chiarisca:
qual è il problema dell’utente
perché la tua proposta è una soluzione efficace
quali benefici concreti può aspettarsi
perché può fidarsi di te più che delle alternative
Questo comporta una struttura decisamente più articolata: headline persuasiva, sezione di approfondimento sul problema, presentazione dettagliata della soluzione, elenchi di benefici, obiezioni superate, testimonianze, prove di competenza, garanzie. Ogni elemento contribuisce a ridurre le resistenze mentali che naturalmente emergono quando la richiesta è impegnativa.
A differenza della squeeze page, la landing page è progettata per essere auto-sufficiente: deve contenere tutte le informazioni necessarie per permettere all’utente di prendere una decisione senza dover cercare altrove. Per questo può diventare anche un vero e proprio asset SEO, in grado di posizionarsi su query commerciali ad alta intenzione come “servizio + città”, “preventivo + prodotto” o “demo + software”. È una pagina che vive spesso nella parte middle o bottom of funnel, quando l’utente è già consapevole del problema e sta confrontando soluzioni.
Squeeze page vs Landing page: differenze concrete
Per scegliere consapevolmente tra squeeze page e landing page non basta conoscerne la definizione: è fondamentale vederne a colpo d’occhio le differenze operative, cioè come lavorano su obiettivi, pubblico e decisioni diverse all’interno del funnel.
Caratteristica
Squeeze Page
Landing Page
Obiettivo
Lead generation
Vendite o richieste qualificate
Contenuto
Minimal
Completo e persuasivo
Fase del funnel
Ingresso
Decisione
Impegno richiesto
Bassissimo
Medio-alto
Tipo di traffico
Paid / Social / Referral
Paid + SEO
Queste differenze mostrano come la scelta della pagina giusta incida direttamente sull’efficacia del funnel, determinando la qualità dei contatti acquisiti e il potenziale di conversione finale.
Quando usare una squeeze page e perché funziona
La squeeze page va utilizzata quando l’obiettivo principale è espandere il tuo pubblico di contatti, non realizzare conversioni immediate. Funziona al meglio quando intercetti utenti che non ti conoscono ancora o che stanno muovendo i primi passi nella scoperta del problema che risolvi. In queste fasi del funnel, spesso chiamate awareness e interest, chiedere un acquisto sarebbe prematuro: l’utente non ha ancora fiducia sufficiente per investire.
Utilizzare una squeeze page consente di:
ridurre drasticamente il tasso di abbandono
ottenere un primo contatto anche da pubblico freddissimo
attivare campagne di nurturing via email
prequalificare lentamente l’utente prima della proposta commerciale
In questi contesti, la vera forza della squeeze page è l’economia decisionale: meno l’utente deve pensare, più è probabile che agisca. Offrendo un valore immediato e gratuito si abbassa la soglia di partecipazione e si crea un primo scambio di fiducia.
Dal punto di vista operativo, la squeeze page è particolarmente efficace per traffico a pagamento, dove ogni clic ha un costo: più semplice è la conversione, maggiore sarà la percentuale di ritorno sull’investimento iniziale. È anche ideale quando l’obiettivo non è monetizzare oggi ma costruire una relazione nel tempo, educare il lead e accompagnarlo gradualmente verso l’acquisto tramite sequenze email, webinar o contenuti di valore.
Quando usare una landing page e perché converte di più
La landing page trova la sua massima efficacia quando l’utente ha già superato la fase esplorativa ed è entrato nella fase decisionale. Qui non basta più attrarre attenzione: serve costruire fiducia attiva e fornire tutti gli elementi che permettono di scegliere consapevolmente. È il momento in cui l’utente confronta offerte, analizza alternative e valuta costi-benefici. Ridurre tutto a una promessa da squeeze page significherebbe chiedergli di “comprare al buio”.
La landing page è quindi indispensabile quando:
proponi servizi o prodotti complessi
richiedi un investimento economico
offri consulenze, demo o appuntamenti commerciali
devi differenziarti da competitori diretti
In questi casi, il vero lavoro della pagina è eliminare dubbi: rispondere alle domande non ancora formulate dall’utente, anticipare obiezioni, fornire prove di affidabilità. La conversione arriva solo quando la percezione di valore supera la percezione di rischio, e questo equilibrio può essere creato solo attraverso contenuti informativi strutturati.
Dal punto di vista SEO, le landing page hanno inoltre il potenziale di intercettare traffico a forte intento commerciale, composto da utenti pronti all’azione. Qui il copy deve essere orientato ai benefici, non alle caratteristiche, mantenendo una struttura che consenta all’AI e ai motori di comprendere chiaramente l’offerta proposta.
Utilizzare una landing page nel momento giusto significa consentire al lead di compiere un salto di qualità: passare dallo stato di interesse generico alla decisione concreta. Nel funnel, è lo snodo finale di monetizzazione, dove tutto il lavoro di attraction e nurturing viene finalmente capitalizzato.
Conclusione: non scegliere la pagina, scegli l’obiettivo
La vera risposta alla domanda “squeeze page o landing page?” è questa: scegli sempre in base all’obiettivo di conversione e allo stato di consapevolezza dell’utente.
La squeeze page genera contatti e apre relazioni. La landing page monetizza fiducia e decisioni.
Non sono mai antagoniste: diventano inefficaci solo quando vengono usate al posto sbagliato. Quando invece vengono integrate in modo strategico, trasformano il funnel in una macchina di acquisizione e vendita estremamente più stabile, prevedibile ed efficace.
Capire davvero la differenza tra funnel marketing e landing page significa distinguere due strumenti che, pur essendo spesso nominati insieme, svolgono funzioni completamente diverse all’interno di una strategia digitale. La loro somiglianza linguistica può trarre in inganno: il funnel è un percorso strutturato che accompagna l’utente passo dopo passo, mentre la landing page è una singola pagina progettata per ottenere una conversione immediata. Riconoscere questa distinzione è il primo passo per sfruttarli in modo mirato e strategico.
Cogliere la differenza tra un processo che guida e una pagina che converte permette di evitare confusione e di comprendere come questi strumenti si completino a vicenda senza sovrapporsi. Il nostro obiettivo qui non è entrare nel dettaglio tecnico di ogni fase del funnel o di ogni tipologia di landing page, ma chiarire come si integrano, quando è utile usarli e perché non possono essere considerati intercambiabili. È proprio questa prospettiva a rendere più efficace qualsiasi strategia di marketing digitale.
Il funnel marketing: una visione d’insieme senza eccessi di dettaglio
Prima di confrontarlo con una landing page, serve capire cosa rappresenta davvero un funnel marketing. In termini semplici, si tratta del percorso che un potenziale cliente compie dal momento in cui scopre un brand fino al momento dell’acquisto. Si tratta di un processo composto da più step che accompagnano la persona dall’interesse iniziale alla decisione finale.
Il funnel si struttura in diverse fasi, solitamente awareness, consideration e decision, cioè consapevolezza, valutazione e scelta. Ogni fase richiede contenuti specifici, messaggi diversi e una logica di accompagnamento coerente. Il funnel non svolge un ruolo immediato, perché non nasce per convertire “ora”, ma per gestire il percorso completo che porta alla conversione. È una struttura ampia, strategica, che coordina diversi touchpoint: email, contenuti informativi, annunci, pagine di approfondimento, landing page, remarketing.
Il punto centrale da ricordare è questo: il funnel marketing lavora nel lungo periodo e ha l’obiettivo di trasformare un interesse in una relazione. Non chiede all’utente un’azione immediata, ma guida, informa e genera fiducia. È un ecosistema, non un singolo elemento.
La landing page: una pagina singola con un unico obiettivo
A differenza del funnel, una landing page è una pagina isolata e progettata per far compiere all’utente una sola azione chiara: lasciare contatti, prenotare una consulenza, acquistare un prodotto. Le landing page sono pagine senza distrazioni, essenziali e focalizzate su un’unica conversione.
Non vogliono raccontare tutto del brand, non includono menu complessi e non si preoccupano del percorso completo dell’utente: la loro missione è “convertire ora”. Proprio perché hanno un obiettivo così specifico, vengono usate soprattutto nelle campagne a pagamento, Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Ads, dove ogni clic ha un costo e deve portare a un risultato concreto.
Una landing page è misurabile, testabile, ottimizzabile. Puoi modificare titoli, immagini, CTA, messaggi, e capire quale versione converte di più. Ma resta un elemento singolo, non un “percorso”: è un mattoncino del funnel, non il funnel stesso.
Differenze chiave tra funnel marketing e landing page
Comprendere le differenze tra funnel marketing e landing page significa distinguere due strumenti che lavorano sullo stesso obiettivo, la conversione, ma in momenti e con funzioni completamente diverse. È proprio questa distinzione a determinare il successo delle campagne e la qualità dei risultati, perché confondere i due elementi porta spesso a creare strategie sbilanciate, incomplete o inefficaci.
Il funnel marketing è un percorso: è una sequenza di step che accompagna l’utente dalla scoperta del brand fino alla decisione finale. Il suo ruolo è guidare, informare, nutrire l’interesse, abbattere dubbi e creare fiducia. Funziona nel tempo, integra strumenti diversi e gestisce più livelli di maturità dell’utente. In altre parole, il funnel non converte subito e non deve farlo: deve preparare. Deve trasformare un utente “freddo” in una persona pronta a compiere un’azione. È un processo progressivo, dinamico e basato sulla relazione.
La landing page, invece, non è un percorso: è un punto di arrivo. Qui l’utente non deve essere guidato, educato o accompagnato. Qui deve decidere. La landing page è una pagina singola che sintetizza tutto ciò che il funnel ha costruito in precedenza, concentrando l’attenzione su una sola azione chiara: lasciare un contatto, prenotare una chiamata, acquistare, iscriversi. È il momento più operativo dell’intero sistema. Se il funnel lavora sul “perché”, la landing lavora sul “ora”.
Le differenze principali si possono riassumere così:
obiettivo: il funnel crea relazione e consapevolezza; la landing genera conversione immediata;
struttura: il funnel è composto da più step; la landing è una pagina singola senza distrazioni;
tempistiche: il funnel richiede tempo; la landing agisce in pochi secondi;
ruolo strategico: il funnel prepara; la landing conclude.
La vera chiave sta nel capirne la complementarità: una landing senza funnel è fragile, un funnel senza landing è incompleto. È dalla loro corretta integrazione che nasce una strategia davvero performante.
Come integrare funnel marketing e landing page per far crescere davvero le conversioni
Dopo aver chiarito le differenze, il secondo punto strategico è capire come funnel e landing page lavorano insieme. La landing non esiste “da sola”: è uno dei tasselli più importanti del funnel e il suo rendimento dipende da tutto ciò che l’ha preceduta. Il funnel prepara l’utente, la landing lo converte. E proprio in questa integrazione nasce il risultato.
Un utente che atterra su una landing senza aver prima incontrato contenuti informativi, email, annunci calibrati o altre interazioni rischia di non essere pronto a compiere l’azione richiesta. Il funnel serve a costruire fiducia, rispondere alle obiezioni, mostrare valore. Solo quando questo processo funziona, la landing page può esprimere davvero il suo potenziale.
L’integrazione tra i due strumenti richiede una logica precisa: i messaggi nelle email devono essere coerenti con il contenuto della landing, gli annunci devono promettere ciò che la landing mantiene, i contenuti devono anticipare dubbi che la landing scioglie. È un gioco di incastri, non di strumenti isolati.
Conclusione: quando usare uno, quando usare l’altro e come farli funzionare insieme
La domanda corretta non è mai “meglio funnel o landing page?”, ma “che obiettivo voglio raggiungere?”. Se vuoi costruire una relazione, nutrite l’utente e guidarlo nel tempo, il funnel marketing è il tuo strumento. Se vuoi ottenere una conversione immediata e misurabile, la landing page è la risposta. Ma per massimizzare i risultati, la scelta migliore non è mai una sola: funnel e landing page funzionano al massimo quando sono integrati.
Pensaci bene… vuoi utenti pronti a scegliere o utenti che abbandonano dopo pochi secondi? La differenza, spesso, è proprio nell’uso corretto di questi due strumenti.
Nelle landing page, ogni parola pesa più di quanto sembri. Il microcopy, quei testi brevi che guidano l’utente tra pulsanti, form o messaggi d’errore, è spesso il dettaglio che trasforma un clic esitante in una conversione. In un’epoca in cui l’attenzione online dura pochi secondi, scrivere microcopy efficaci significa eliminare gli attriti, chiarire le azioni e creare fiducia con poche, mirate parole.
L’obiettivo è semplice ma potente: costruire un dialogo immediato e umano tra il brand e chi naviga. Ogni testo deve dire esattamente ciò che serve, nel momento giusto, con la giusta intenzione. Non si tratta di “abbellire” il design, ma di rendere ogni interazione chiara, fluida e rassicurante.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è il microcopy in una landing page
Il microcopy è l’insieme di piccoli testi funzionali che accompagnano l’utente durante la navigazione e lo aiutano a compiere un’azione. Rientrano in questa categoria il testo dei pulsanti (“Invia”, “Acquista ora”), i messaggi di errore (“Controlla il campo email”), le note sotto i form (“Nessuna carta richiesta”), le micro-etichette e le istruzioni brevi che semplificano i passaggi.
Ogni parola serve a orientare, rassicurare e confermare. In una landing page, il microcopy è decisivo perché agisce nei punti di frizione: là dove l’utente può avere un dubbio o esitare. Un testo neutro come “Scopri di più” non trasmette un valore concreto, mentre “Inizia ora, è gratis” riduce la percezione di rischio e stimola l’azione.
Il microcopy è una leva nella user experience: traduce concetti complessi in messaggi immediati, allineati alla voce del brand e al flusso visivo della pagina.
Differenza tra microcopy e copy tradizionale
Il copywriting tradizionale crea il racconto del brand e convince con argomenti, mentre il microcopy si concentra sull’attimo della scelta. Lavora sul piano dell’esperienza, non della persuasione, e si misura in termini di chiarezza, empatia e precisione. Mentre il copy parla al cervello razionale, spiegando vantaggi e benefici, il microcopy parla all’intuizione: riduce incertezza, trasmette sicurezza, anticipa bisogni. In una landing page, copy e microcopy collaborano come due voci complementari: il primo costruisce la promessa, il secondo la rende azionabile. Senza microcopy efficaci, anche la miglior narrazione rischia di fermarsi un passo prima della conversione.
Perché il microcopy fa la differenza nelle landing page
Una landing page può essere impeccabile dal punto di vista visivo, ma se le parole che guidano l’utente non sono chiare o rassicuranti, la conversione si ferma. Il microcopy incide proprio su questa linea sottile tra l’intenzione e l’azione, rendendo ogni passaggio più naturale. Il valore del microcopy nasce dalla sua capacità di anticipare ciò che l’utente prova in un dato momento: curiosità, incertezza, paura di sbagliare. Frasi brevi ma empatiche come “Non preoccuparti, potrai cancellarti in qualsiasi momento” riducono l’ansia decisionale e rafforzano la fiducia. È un linguaggio che non persuade, ma accompagna.
Il primo impatto è emotivo. Un bottone con una call to action precisa comunica sicurezza e orienta il comportamento. Quando il messaggio è coerente con la promessa della pagina, l’utente si sente capito e il brand guadagna credibilità. Questo equilibrio tra chiarezza e tono è ciò che trasforma un testo funzionale in un vero strumento di esperienza utente.
Inoltre, il microcopy svolge una funzione fondamentale: prepara l’utente a ciò che accadrà dopo il clic. Espressioni come “Riceverai subito un link via email” o “Nessun addebito prima della fine della prova” eliminano dubbi e timori legati all’azione, creando trasparenza e rassicurazione. Questo equilibrio tra chiarezza, anticipazione e tono determina la qualità dell’esperienza complessiva.
Ma il microcopy agisce anche in modo più sottile: migliora la fluidità cognitiva, cioè la facilità con cui il cervello elabora le informazioni. Più un messaggio è chiaro e prevedibile nel contesto, più l’utente è portato a fidarsi. È un meccanismo psicologico semplice ma potente, che incide direttamente sulle metriche di conversione.
Le landing page che curano i micro-testi registrano tassi di clic più alti, minor abbandono nei form e un aumento significativo delle interazioni. Questo accade perché ogni parola, anche la più piccola, è allineata a un obiettivo preciso: ridurre lo sforzo mentale e trasformare l’esperienza in un percorso fluido, logico e piacevole.
Come progettare microcopy efficaci per la tua landing page
Scrivere microcopy efficaci richiede una comprensione profonda del comportamento dell’utente, del tono del brand e del momento preciso in cui il messaggio apparirà. Non è un’aggiunta estetica, ma un elemento di progettazione funzionale, parte integrante della user experience. Per questo, la sua scrittura dovrebbe nascere insieme al design, non dopo.
Il primo passo è definire l’obiettivo di ogni micro-testo: deve sempre rispondere a una necessità specifica dell’utente. Cosa deve fare? Quali paure o incertezze potrebbe avere in quel punto del percorso? Una CTA come “Registrati” è neutra, mentre “Inizia ora, ci vorranno solo 30 secondi” anticipa tempi e rassicura sulla semplicità. Ogni parola deve agire come una micro-promessa che mantiene coerenza tra aspettativa e realtà.
Un microcopy efficace nasce da tre principi: chiarezza, empatia e contesto.
La chiarezza elimina ambiguità e riduce lo sforzo mentale.
L’empatia permette di parlare il linguaggio dell’utente, non quello del brand.
Il contesto dà senso: un messaggio efficace in un form può essere inadeguato in una CTA. La forza del microcopy è la sua precisione nel momento esatto in cui serve.
Nella progettazione di una landing page, conviene mappare tutti i punti di interazione, pulsanti, campi, messaggi di errore, conferme, tooltip, e scrivere testi dedicati a ciascuno. Ogni microcopy deve guidare verso l’azione, ma anche anticipare cosa succederà dopo, per eliminare l’incertezza.
Infine, non bisogna trascurare l’aspetto semantico. Il microcopy deve riflettere la voce del brand ma anche essere SEO-coerente, includendo in modo naturale parole chiave correlate al tema della pagina. Questo non serve solo al posizionamento, ma aiuta i motori e le AI a comprendere il contesto dell’interazione, collegando il linguaggio alla finalità reale della pagina.
Esempi pratici di microcopy per landing page
Capire come funziona il microcopy diventa più semplice osservandolo in azione. Ogni esempio efficace racchiude la stessa logica: eliminare incertezza, accompagnare l’utente e stimolare la fiducia attraverso la trasparenza. Non si tratta di creatività fine a sé stessa, ma di precisione psicologica.
Un primo caso classico riguarda il pulsante principale della landing page. Un testo come “Scopri di più” è generico e non fornisce alcun vantaggio concreto. Sostituirlo con “Inizia ora la tua prova gratuita” cambia radicalmente la percezione: l’utente sa cosa succederà dopo e percepisce un beneficio immediato. Dal punto di vista cognitivo, questo riduce il carico mentale e attiva un senso di controllo: la persona sente di decidere, non di essere spinta.
Il secondo esempio riguarda i moduli di contatto o di iscrizione. Una frase sotto il tasto “Iscriviti” come “Nessuna carta richiesta, potrai cancellarti quando vuoi” abbatte una delle principali barriere psicologiche: la paura dell’impegno. A livello emotivo, questa rassicurazione rafforza la fiducia e invita all’azione. La trasparenza genera reciprocità: l’utente si sente rispettato, quindi più propenso a condividere i propri dati.
Un terzo caso utile è il messaggio di errore o feedback. Scrivere “Errore: campo obbligatorio” è corretto ma freddo. Molto più efficace è “Ops! Ti sei dimenticato l’email. Aggiungila qui sotto per continuare.” Il tono leggermente umano e collaborativo trasforma un momento potenzialmente frustrante in un’interazione amichevole. Psicologicamente, questo riduce l’attrito e mantiene positiva la percezione del brand.
In tutti questi casi, il filo conduttore è uno solo: prevedere il bisogno dell’utente nel momento esatto in cui nasce. È questa la chiave per creare microcopy che non solo guidano, ma accompagnano con naturalezza verso la conversione.
Errori comuni e come evitarli
Scrivere microcopy efficaci sembra semplice, ma è facile cadere in errori che compromettono l’esperienza utente e la credibilità della landing page. Il più frequente è la genericità del linguaggio: testi come “Scopri di più” o “Invia” non comunicano alcun valore specifico. In un contesto dove ogni parola deve orientare un’azione, la vaghezza è nemica della conversione. Un microcopy efficace deve essere concreto, parlare in modo diretto e spiegare esattamente cosa accadrà dopo il clic.
Un altro errore è ignorare il contesto dell’utente. Spesso i testi vengono scritti in modo standard, senza considerare la fase del percorso in cui si trova chi legge. Chi è all’inizio ha bisogno di rassicurazione, chi è vicino alla decisione vuole conferme e velocità. Mantenere lo stesso tono in ogni sezione della landing page crea dissonanza: il microcopy deve adattarsi dinamicamente all’intenzione dell’utente, non imporre un’unica voce neutra.
C’è poi l’aspetto tecnico: messaggi di errore o conferma impersonali minano la fiducia. Un “Errore imprevisto” o “Operazione completata” non dice nulla all’utente, che resta spaesato. Meglio optare per testi brevi ma empatici, che spiegano cosa fare o cosa aspettarsi subito dopo. Questo non solo migliora l’esperienza, ma rafforza il senso di affidabilità del brand.
Infine, un errore molto sottile ma comune è non testare mai i microcopy. Piccole variazioni, anche solo una parola, possono modificare radicalmente la risposta emotiva dell’utente. L’analisi dei dati, i test A/B e l’osservazione diretta del comportamento diventano strumenti essenziali per capire se un testo funziona davvero. Il microcopy, in fondo, è un linguaggio vivo: cambia insieme alle persone. Trattarlo come un elemento statico significa perdere l’occasione di migliorare continuamente la comunicazione e, con essa, la capacità della landing page di convertire.
Come usare il microcopy per potenziare la conversione della tua landing page
Il microcopy non è un dettaglio marginale, ma la voce più autentica dell’esperienza digitale. È ciò che accompagna l’utente nei momenti in cui le scelte si fanno concrete, quando serve chiarezza e fiducia per agire. Una landing page davvero efficace non convince con le parole lunghe, ma con quelle giuste: brevi, contestuali, umane. Scrivere microcopy significa progettare empatia. Ogni testo diventa una micro-interazione che anticipa i bisogni, riduce l’incertezza e mantiene la promessa fatta dal brand. È un lavoro di precisione, ma anche di sensibilità: richiede di conoscere l’utente, immaginare le sue domande e rispondere prima che le ponga.
Quando tutti i micro-testi della pagina, pulsanti, messaggi, conferme, tooltip, lavorano in armonia, l’esperienza scorre senza ostacoli. L’utente non deve sforzarsi di capire: sente di essere guidato. E questo senso di fluidità, spesso invisibile, è ciò che distingue una landing page ordinaria da una che converte davvero.
In un web sempre più affollato, il microcopy è ciò che dà personalità alla funzionalità: trasforma l’interazione in relazione, il clic in fiducia, il testo in azione. Prendersi il tempo di scrivere (e testare) ogni parola non è una perdita di tempo, ma un investimento misurabile. Perché alla fine, la conversione non nasce da un design perfetto o da un headline brillante, ma da un messaggio che fa sentire l’utente al posto giusto, nel momento giusto, con le parole che aspettava di leggere.
Hai visto come il microcopy può cambiare il destino di una landing page: poche parole, scritte nel modo giusto, possono trasformare i visitatori in clienti. Se vuoi una landing page progettata per convertire davvero, con microcopy studiati per il tuo pubblico, il tuo tono di voce e i tuoi obiettivi di business, affidati a PageTop. Creiamo pagine che parlano la lingua dei tuoi utenti, chiare, empatiche e costruite per portare risultati misurabili.
Nel marketing digitale, il video è diventato uno degli strumenti più potenti per attirare e trattenere l’attenzione. Inserito all’interno di una landing page, il video moltiplica la capacità di coinvolgere l’utente e di guidarlo verso l’azione.
Le video landing page uniscono l’immediatezza delle immagini in movimento alla chiarezza di un messaggio focalizzato, creando esperienze più persuasive e conversioni più alte.
In questo articolo scoprirai cos’è una video landing page, quando usarla, quali tipi esistono e come costruirla passo dopo passo per ottenere risultati misurabili.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è una video landing page e quando conviene usarla
Una video landing page è una pagina di atterraggio che integra un video con l’obiettivo di spingere l’utente a compiere un’azione: lasciare un contatto, richiedere una demo, acquistare un prodotto o scaricare una risorsa.
La componente video rappresenta il cuore della comunicazione, capace di spiegare, emozionare e convincere in pochi secondi.
Definizione e differenze rispetto a una landing page tradizionale
In una landing page classica, il messaggio è affidato principalmente al testo e alle immagini statiche. Nella video landing page, invece, il video svolge il ruolo di “storyteller”: mostra il prodotto o il servizio in azione, racconta i benefici in modo dinamico e riduce le barriere cognitive tra utente e brand.
Mentre una landing tradizionale guida l’utente attraverso paragrafi e call to action, la versione video concentra tutto in una narrazione visiva, più diretta. È una scelta ideale per prodotti innovativi, servizi complessi o campagne in cui l’impatto emotivo fa la differenza.
I vantaggi principali dell’uso del video nella landing page
Integrare un video nella tua landing page può aumentare significativamente il tasso di conversione.
Il motivo è semplice: il cervello elabora le immagini 60.000 volte più velocemente del testo.
Un video ben realizzato:
cattura l’attenzione nei primi secondi e mantiene alta la curiosità
rende più chiaro il valore dell’offerta, mostrando il prodotto in azione
crea fiducia, perché vedere un volto umano o un’esperienza reale riduce la distanza tra brand e utente
aumenta le conversioni, guidando verso la CTA in modo naturale e non forzato
Le 4 tipologie principali di video landing page
Il modo in cui il video viene inserito nella struttura della pagina cambia radicalmente l’esperienza dell’utente. La scelta dipende dall’obiettivo della campagna, dal messaggio da comunicare e dal livello di interazione che vuoi ottenere.
In generale, possiamo distinguere quattro tipologie principali, ognuna con caratteristiche e finalità diverse.
Background video landing page (video di sfondo)
In questa versione, il video scorre in background, cioè sullo sfondo della pagina, creando un effetto visivo immersivo e dinamico.
È una soluzione ideale per trasmettere emozioni o rappresentare lo stile del brand.
L’obiettivo è creare un impatto immediato e sensoriale: Apple, ad esempio, utilizza spesso video di sfondo minimalisti che non spiegano il prodotto, ma ne esaltano la cura del design e l’eleganza visiva. In questo caso, il video diventa parte integrante del linguaggio visivo, mentre la call to action in primo piano resta l’elemento centrale per la conversione.
Hero video landing page (video nella sezione principale)
La Hero video landing page mette il video nella parte superiore della pagina, la cosiddetta hero section, quella che l’utente vede appena atterra.
È la versione più utilizzata nelle campagne pubblicitarie, perché combina l’impatto visivo con la chiarezza del messaggio.
Funziona particolarmente bene quando vuoi mostrare subito il valore del prodotto o servizio. Airbnb, ad esempio, ha utilizzato hero video per raccontare esperienze di viaggio autentiche, trasmettendo fiducia e coinvolgimento. Questo tipo di video aiuta a creare una connessione immediata e a guidare l’utente verso la CTA.
Supporting video landing page (video di supporto)
Qui il video non è l’elemento principale, ma accompagna il testo come supporto o prova sociale.
È perfetta per inserire testimonianze clienti, brevi demo di prodotto o case study.
È una scelta molto efficace per il B2B o per campagne che mirano a generare contatti qualificati, perché consente di rafforzare la credibilità del messaggio senza distrarre dalla CTA principale.
Pop-up video landing page (video su apertura interattiva)
In questa versione, il video si apre solo quando l’utente clicca su un’icona o un pulsante. È la soluzione ideale se vuoi mantenere la pagina leggera e concentrata sulla conversione, ma offrire comunque un contenuto multimediale di supporto.
È anche un’ottima strategia per migliorare la velocità di caricamento e l’esperienza mobile, evitando che il video parta automaticamente. In questo modo, l’utente può decidere se approfondire o procedere direttamente all’azione.
Elementi chiave di una landing page con video che converte
Anche in una video landing page efficace ogni dettaglio deve essere studiato per mantenere alta l’attenzione, trasmettere fiducia e spingere verso la call to action. Un video ben fatto può generare empatia, ma serve una struttura solida intorno a esso: testi, CTA e design devono lavorare in sinergia per accompagnare l’utente fino all’obiettivo finale.
Sezione hero: titolo, video e CTA
La parte superiore della pagina, detta hero section, è il cuore dell’esperienza. In pochi secondi, l’utente deve capire chi sei, cosa offri e perché dovrebbe fidarsi.
Il video deve essere breve, d’impatto e coerente con il messaggio della campagna.
Il titolo va diretto al punto, mentre la CTA deve essere visibile e irresistibile. Frasi come “Guarda come funziona” o “Provalo subito” sono più efficaci di un generico “Scopri di più”, perché creano azione immediata.
Script e durata del video ideali
La durata consigliata di un video per landing page va dai 30 ai 90 secondi, massimo due minuti. Oltre questo limite, l’attenzione cala drasticamente. Lo script deve essere semplice, con una narrazione chiara: problema, soluzione, beneficio. Evita di inserire troppe informazioni o un linguaggio troppo tecnico. Il video deve far percepire valore, non spiegare tutto nei minimi dettagli.
Ottimizzazione tecnica: formati, caricamento e mobile
Un errore comune è non curare l’aspetto tecnico. Un video che si carica lentamente o non si adatta allo schermo mobile può compromettere tutta la performance della pagina.
Per ottimizzare una landing page con video:
comprimi il file senza perdita di qualità (usa strumenti come HandBrake, Cloudinary o TinyVideo)
prediligi formati moderni e leggeri, come MP4 (H.264) o WebM (VP9 o AV1)
limita la risoluzione a ciò che serve: 1080p è più che sufficiente per web e mobile
evita di caricare il video direttamente sul server del sito: usa una CDN o una piattaforma video ottimizzata (Cloudflare Stream, Bunny.net, Vimeo Business, ecc.)
se usi YouTube o Vimeo, disattiva video correlati, link e overlay per non distrarre l’utente
implementa il lazy loading (il video si carica solo quando entra nel viewport)
aggiungi un’immagine poster come anteprima per migliorare il Largest Contentful Paint (LCP)
assegna al video un title e un alt text descrittivo coerente con la keyword principale della landing
inserisci una trascrizione o descrizione testuale per migliorare accessibilità e indicizzazione
aggiungi dati strutturati VideoObject se il video è rilevante per la SEO
mantieni coerenza tra contenuto video e testo della pagina per evitare dispersione semantica
il layout deve essere pienamente responsive, con proporzioni fluide (usa contenitori 16:9 adattivi)
evita l’autoplay con audio su mobile: peggiora l’esperienza utente e può essere bloccato dai browser
Call to action e user experience focalizzata
Ogni elemento della pagina deve condurre verso una sola azione: la conversione. Per questo, il design va mantenuto pulito, con colori coerenti e spazi ben distribuiti. Le CTA devono comparire nei punti strategici, subito sotto il video, a metà pagina e in chiusura, per accompagnare l’utente nel percorso.
La user experience deve essere intuitiva e fluida: niente menù complessi, distrazioni o link esterni. L’obiettivo è uno solo: far sì che chi guarda il video si trasformi in contatto, iscritto o cliente.
Checklist operativa: come realizzare la tua video landing page passo-passo
Arrivati a questo punto, hai compreso cos’è una video landing page, come funziona e quali errori evitare.
Ora vediamo in modo concreto come costruirla passo dopo passo, seguendo una sequenza logica che ti aiuterà a trasformare l’idea in una pagina performante e pronta alla pubblicazione.
Parti da un obiettivo chiaro Prima ancora di pensare al video o al design, definisci cosa vuoi ottenere: lead, vendite, prenotazioni, download? L’obiettivo guida ogni scelta successiva, dal tono del messaggio alla durata del video. Una landing efficace non prova a fare tutto, ma si concentra su un solo scopo misurabile.
Scrivi uno script persuasivo Il video deve raccontare una storia semplice e coinvolgente. Parti dal problema dell’utente, mostra la soluzione e concludi con una CTA visiva coerente con il resto della pagina. Mantieni un ritmo dinamico e un linguaggio diretto: chi guarda deve capire in pochi secondi perché quella proposta è la migliore
Cura la produzione e il montaggio. Anche il miglior script perde efficacia se il video è mal realizzato. Usa una buona illuminazione, un audio pulito e un’inquadratura stabile. Se possibile, inserisci volti umani, perché creano empatia e fiducia. Ricorda: la qualità percepita del video riflette la qualità percepita del brand.
Scegli dove ospitare e come incorporare il video Caricare il file direttamente sulla pagina può rallentare i tempi di caricamento. Meglio utilizzare piattaforme come Vimeo o YouTube, impostando un player senza video correlati o link esterni. In alternativa, puoi usare soluzioni professionali con hosting dedicato per avere pieno controllo sull’esperienza utente
Progetta la pagina con un flusso chiaro La struttura deve accompagnare l’utente in modo naturale: headline, video, benefit, testimonianze, CTA. Evita menù di navigazione complessi o elementi che distolgono l’attenzione. Ogni blocco deve spingere verso l’azione finale.
Testa, misura e ottimizza Nessuna landing page nasce perfetta. Utilizza strumenti come Google Analytics, Hotjar o i test A/B per misurare il comportamento degli utenti. Analizza cosa funziona, durata di visualizzazione, click sulla CTA, scroll della pagina, e migliora costantemente le versioni successive. Le landing page che performano di più sono quelle che evolvono.
Conclusione: la tua video landing page come leva di conversione
In un panorama digitale sempre più competitivo, una video landing page ben costruita può essere la differenza tra un clic che svanisce e un contatto che si trasforma in cliente. Il video permette di comunicare emozioni, fiducia e valore in pochi secondi, ma la vera efficacia nasce dall’insieme: design pulito, CTA mirata e messaggio chiaro. Quando questi elementi lavorano in armonia, la pagina diventa un motore di conversione costante, capace di generare risultati misurabili nel tempo.
Oggi non basta più raccontare cosa fai: serve mostrare come lo fai.
Se vuoi creare una video landing page ad alte performance, progettata per catturare l’attenzione e guidare alla conversione, affidati a chi lo fa ogni giorno con metodo e creatività.
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Trasforma il tuo messaggio in un’esperienza che converte davvero.
In un momento storico in cui l’intelligenza artificiale sembra poter fare tutto, scrivere testi, generare immagini, persino disegnare intere pagine web, è normale chiedersi: perché non lasciare che sia lei a creare le nostre landing page?
La promessa è allettante: tempi ridotti, costi contenuti, risultati immediati. Ma chi lavora davvero nel marketing digitale sa che una landing page non è solo un contenuto “bello da vedere”. È una macchina pensata per convertire, in cui ogni parola, colore e disposizione visiva risponde a una strategia precisa.
L’AI può essere un ottimo strumento di supporto, ma quando la si usa in modo autonomo si perde ciò che rende una pagina davvero efficace: l’esperienza, l’intuito, la capacità di leggere le persone e non solo i dati.
In questo articolo vedremo cosa può fare bene l’intelligenza artificiale, dove invece fallisce, e perché l’intervento umano resta indispensabile per ottenere landing page capaci di generare risultati concreti.
In questo articolo parleremo di:
Creare una landing page con l’AI: come funziona
Quando si parla di landing page generate con l’AI, la logica è semplice: si fornisce un prompt, l’intelligenza artificiale genera testi, suggerisce titoli, a volte propone layout.
Tutto in pochi secondi.
Il processo sembra perfetto per chi cerca rapidità, ma dietro questa efficienza apparente si nasconde una fragilità strutturale.
L’AI ragiona per pattern, non per obiettivi di business. Non conosce il tono del brand, non sa distinguere tra target diversi e non analizza il comportamento reale dell’utente.
Per questo, molte landing page prodotte interamente con strumenti automatizzati risultano “corrette” ma fredde, prive di quella logica persuasiva che guida l’utente all’azione. Sono pagine che informano, ma non convincono. E quando si parla di conversione, la differenza tra un testo automatico e uno strategico non è una sfumatura: è la distanza tra un clic e un abbandono.
Cosa fa bene l’AI nella costruzione di una landing page
Dove l’AI può davvero brillare è nella fase operativa.
È in grado di:
analizzare grandi quantità di dati
suggerire formule di copy basate su metriche di successo
generare varianti di testo per A/B test
proporre call to action alternative
suggerire combinazioni cromatiche coerenti con l’obiettivo visivo
L’AI è veloce, instancabile e precisa nel replicare modelli di successo.
Riduce i tempi di stesura, aiuta a superare il blocco creativo, permette di analizzare pattern di comportamento e offre ispirazioni utili nella fase di brainstorming.
In altre parole, è uno strumento di potenziamento.
Non dobbiamo dimenticare però che resta un assistente, non un progettista: funziona al meglio quando lavora insieme a una mente esperta che sa leggere i dati e trasformarli in scelte strategiche.
I limiti di un approccio automatizzato
Affidare la creazione di una landing page all’intelligenza artificiale senza intervento umano significa accettare un compromesso sulla qualità.
I testi generati sono spesso generici, privi di identità e di una vera connessione emotiva con l’utente.
L’AI può scrivere “bene”, ma non sa scrivere “per convincere”.
Manca di empatia, non coglie le sfumature del linguaggio del target, e tende a produrre copy troppo simili a centinaia di altri già presenti online.
Non è in grado di progettare un percorso persuasivo basato su dati di traffico reali o su test di conversione. Il risultato? Pagine che sembrano professionali ma non performano. In più, l’AI non conosce il contesto strategico di un brand: non sa se un tono ironico o rassicurante sia più efficace, non sa quando usare un microcopy per rafforzare un messaggio o quando semplificare. Una landing page fatta “solo con l’AI” può sembrare moderna, ma non parla davvero al pubblico giusto.
L’approccio umano: il valore dell’esperienza nella costruzione di landing page
Dietro ogni landing page performante c’è sempre una mente umana che orchestra strategia, contenuto e design.
L’AI può supportare, ma non sostituire l’esperienza di chi sa leggere i bisogni del pubblico e tradurli in un flusso persuasivo. L’approccio umano parte da una domanda fondamentale: a chi stiamo parlando e cosa vogliamo che faccia?
Una landing page efficace nasce dall’analisi del target, dal posizionamento del brand e dagli obiettivi di marketing. È frutto di test continui, di dati interpretati con occhio critico, di decisioni che tengono conto di psicologia, comportamento e contesto competitivo. Chi costruisce landing su misura perché sa che non esistono scorciatoie: ogni conversione è il risultato di un equilibrio tra messaggio, tono e design.
Strategia e obiettivi chiari
La differenza più evidente tra una landing creata da un professionista e una generata dall’AI è la strategia.
Una pagina efficace non nasce da un prompt, ma da una mappa di obiettivi.
Prima si definisce il pubblico, poi si analizza il percorso dell’utente, si studiano le fonti di traffico e si stabilisce l’azione finale desiderata.
Solo dopo si costruisce la pagina. Questo processo permette di scegliere le parole giuste, disporre i contenuti in modo persuasivo e accompagnare il visitatore con naturalezza verso la conversione.
Una landing costruita da esperti tiene conto di dettagli che l’AI ignora:
la coerenza con la campagna ADV
la chiarezza visiva
l’impatto psicologico dei colori
il ritmo narrativo del copy
Tutti elementi che non si improvvisano.
Design, copy e UX: quando l’esperienza fa la differenza
Una landing page non deve solo “dire” ma far vivereun’esperienza. L’AI può proporre un layout, ma non può sapere se quel layout funziona davvero con il pubblico a cui ci si rivolge. Il design deve seguire la logica del comportamento umano, non quella statistica di un algoritmo.
Il copywriting, poi, è la chiave della conversione. Un testo efficace crea fiducia, anticipa le obiezioni e costruisce un percorso emotivo coerente con l’identità del brand. In questo, l’intuizione di un copy esperto è insostituibile: sa quando spezzare una frase per creare tensione, quando inserire una prova sociale, quando mostrare un prezzo o rimandare la CTA.
La UX, infine, è l’invisibile che guida l’utente. Ogni pulsante, ogni immagine, ogni spazio bianco è studiato per ridurre l’attrito. E questo tipo di sensibilità nasce solo da esperienza, test e analisi reali.
AI e creatività: un binomio vincente, se c’è una guida esperta
L’intelligenza artificiale non è un nemico del marketing, anzi.
Se usata nel modo giusto, può diventare un alleato potentissimo.
Il punto è non delegare, ma integrare. L’AI accelera i processi, riduce i tempi di analisi e genera stimoli creativi, ma ha bisogno di un professionista che ne interpreti i risultati. È come avere un assistente capace di fare ricerche e proporre bozze, ma incapace di decidere la direzione strategica.
Come usare l’AI nel modo giusto
L’AI è perfetta per ottimizzare la produttività e migliorare la fase di analisi. Può raccogliere dati, suggerire keyword, individuare pattern comportamentali e generare varianti per i test A/B. È utile nella fase di brainstorming, perché propone idee rapide e alternative interessanti.
In PageTop, ad esempio, l’AI viene usata come supporto per snellire le fasi operative, mai per sostituire la mente creativa. È uno strumento che aiuta a lavorare meglio, non a lavorare meno. Quando viene inserita in un processo controllato da esperti, l’intelligenza artificiale diventa un acceleratore, non un rischio.
Dove entra in gioco l’intelligenza umana
L’AI può scrivere, ma solo l’essere umano può comprendere. L’esperienza consente di leggere i dati e trasformarli in azioni concrete, interpretare sfumature emotive, prevedere reazioni e migliorare costantemente i risultati.
L’intelligenza umana permette di comprendere il contesto, adattare la comunicazione al pubblico e correggere ciò che l’AI non percepisce. È il fattore che trasforma un progetto digitale in una strategia vincente.
Per questo PageTop sceglie un approccio ibrido: sfrutta la tecnologia per potenziare l’efficacia, ma lascia che siano le persone a prendere le decisioni decisive. Perché dietro ogni clic c’è un essere umano, non un algoritmo.
Conclusione: l’AI è un alleato, ma non un sostituto
L’AI è uno strumento straordinario. Analizza, scrive, suggerisce, elabora. Ma senza una direzione strategica e un controllo umano, resta un mezzo, non una soluzione.
Una landing page di valore nasce da una sinergia: la velocità dell’AI e la sensibilità umana.
PageTop lo sa bene: per noi, l’AI non sostituisce la creatività, la amplifica. Ed è proprio qui che nasce la differenza tra una pagina che funziona e una che converte davvero.
Quando si tratta di landing page, la differenza tra un utente che clicca e uno che abbandona si gioca tutta sul testo. Il copywriting creativo, se applicato con metodo, può trasformare una semplice pagina web in uno strumento potente di conversione.
Ma attenzione: non si tratta solo di essere originali, ma di connettersi con il lettore, comprenderne bisogni e desideri, e guidarlo con parole scelte con precisione chirurgica.
In questo articolo esploriamo le strategie di copywriting più efficaci per creare landing page che lasciano il segno… e portano risultati concreti.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è il copywriting creativo per landing page
Il copywriting creativo applicato alle landing page non è una semplice trascrizione pubblicitaria con un pizzico di fantasia. È un processo di scrittura strategica che unisce intuizione, tecnica e struttura per un solo scopo: la conversione. Questo tipo di copy non si limita a informare, ma trasforma l’esperienza dell’utente in un percorso guidato e stimolante verso l’azione desiderata.
A differenza del copywriting generico, spesso usato nei blog o nei contenuti istituzionali, quello per le landing page si fonda su una regola ferrea: zero distrazioni. L’utente che atterra su una landing è lì con un’intenzione più o meno chiara, e il copy deve canalizzare l’attenzione verso una singola azione. Che si tratti di scaricare una risorsa, prenotare una consulenza o acquistare un prodotto, ogni parola deve spingere nella stessa direzione.
L’elemento “creativo” non implica licenza di inventare, ma capacità di rendere fresco e coinvolgente un messaggio funzionale. Non è questione di essere originali a tutti i costi, ma di usare linguaggio vivo, ritmo narrativo, immagini mentali. In pratica: coinvolgere senza perdere l’obiettivo. La scrittura deve essere centrata sull’utente, rispondere ai suoi dubbi, stimolare il desiderio e infine rendere naturale il passaggio all’azione.
L’importanza della Unique Value Proposition e dell’informazione gerarchica
In una landing page che funziona davvero, nulla è lasciato al caso. Ogni parola, ogni frase e ogni blocco di testo devono rispondere a un’esigenza precisa: guidare l’utente da un’attenzione passeggera a una decisione concreta. Per farlo, servono due elementi chiave: una Unique Value Proposition (UVP) potente e una struttura informativa gerarchica ben progettata.
La UVP è la promessa centrale del tuo messaggio: cosa offri, a chi ti rivolgi e perché sei diverso. Un copy efficace la espone in modo evidente fin dai primi secondi. Se l’utente non la percepisce subito, se ne va.
Ma una UVP da sola non basta. Serve una gerarchia logica che accompagni il lettore lungo un percorso naturale: problema → soluzione → benefici → riprova → azione. Questo flusso non è solo persuasivo: è istintivo. Può seguire modelli collaudati come AIDA (Attenzione, Interesse, Desiderio, Azione) o PAS (Problema, Agitazione, Soluzione), che aiutano a ordinare il messaggio con logica emotiva e guidare l’utente verso l’azione con naturalezza.
Un errore comune è inserire troppi dettagli subito, o peggio, mescolare argomenti senza un ordine. Il risultato? Confusione, perdita di attenzione, calo di conversioni. Il copywriting creativo sa invece orchestrare ogni messaggio nel momento giusto, come una sinfonia ben diretta: prima l’impatto, poi la fiducia, infine l’azione.
Titoli creativi ed efficaci
Il titolo è il primo elemento che l’utente legge. Ma più che un semplice inizio, è un bivio decisivo: o cattura l’attenzione e spinge alla lettura, oppure fallisce e tutto il resto diventa invisibile. In una landing page, il titolo non può essere generico, vago o autoreferenziale. Deve essere creativo, chiaro e mirato. In poche parole: deve dire all’utente che si trova nel posto giusto, al momento giusto.
Un buon titolo per landing page non parla solo del prodotto o del servizio, ma del valore concreto che offre. La creatività, in questo contesto, non è decorativa: è funzionale. Tuttavia, non può mai prescindere dalla presenza della keyword principale, che resta fondamentale per l’indicizzazione SEO. Ad esempio, invece di usare un titolo solo creativo come “Perdi peso senza rinunciare alla pizza (né al sorriso)”, una scelta più efficace potrebbe essere: “Consulenza per dimagrire senza rinunciare alla pizza”. In questo modo, unisci ottimizzazione e impatto emotivo, evitando che Google fraintenda il tema della pagina.
Subito sotto il titolo, troviamo spesso un sottotitolo: questo è il momento di rafforzare la promessa, aggiungendo un dettaglio chiave o una precisazione che chiarisca il beneficio o riduca il rischio percepito. Ad esempio: “Scopri il nostro metodo testato da oltre 10.000 persone in tutta Italia”. Insieme, titolo e sottotitolo formano la base della fiducia iniziale.
Un altro elemento da considerare è il tono. Se il tuo brand è fresco e dinamico, puoi osare con giochi di parole o formule brillanti. Se invece operi in un settore tecnico o B2B, la creatività va dosata con più rigore, puntando su credibilità e autorevolezza. In entrambi i casi, la regola è una sola: il titolo deve promettere un vantaggio reale e specifico, parlando il linguaggio del tuo target, ma anche quello dei motori di ricerca.
Stile del testo: linguaggio creativo e orientato ai benefici
Una volta conquistata l’attenzione con titolo e sottotitolo, arriva il momento di coltivare l’interesse e trasformarlo in desiderio. È qui che entra in gioco il corpo del testo: la sezione più ampia della landing page, quella dove costruisci valore, rispondi a dubbi e spiani la strada verso la call to action. E lo fai con un copy che unisce chiarezza, ritmo e soprattutto focalizzazione sui benefici.
Il copy creativo non è fatto di frasi pompose o artifici stilistici: è una scrittura intenzionale, pensata per parlare al cervello e al cuore dell’utente. Significa usare un linguaggio semplice, concreto e personale, capace di far sentire il lettore visto e compreso. Frasi brevi e incisive, alternanza tra momenti descrittivi e piccole immagini mentali, ritmo dinamico. Ma soprattutto, ogni sezione deve rispondere a una domanda implicita: “Che vantaggio ne traggo?”.
Qui è fondamentale spostare il focus dalle caratteristiche del prodotto ai vantaggi per l’utente. Non dire “Software gestionale con 10 moduli integrati”, ma “Risparmia ore di lavoro ogni settimana con un unico strumento intuitivo”. Le persone non comprano funzionalità: comprano soluzioni, risparmi, risultati, emozioni.
Ogni blocco di testo deve nutrire questa narrazione, rinforzando l’idea che il tuo servizio sia ciò che stavano cercando.
Un altro aspetto chiave è il tono: deve essere coerente con il tuo brand, ma soprattutto umano. Scrivi come parli, non come se dovessi superare un esame. Evita tecnicismi inutili, parla con empatia, usa la seconda persona singolare per creare vicinanza. Più il lettore si sente coinvolto, più sarà disposto a restare, leggere e… cliccare.
Leve psicologiche e riprova sociale
La persuasione non è manipolazione, ma un’arte sottile di costruire fiducia. E nelle landing page, questa fiducia si alimenta attraverso leve psicologiche ben studiate e prove sociali che parlano al posto tuo. Le persone non si fidano subito: vogliono capire, confrontare, sentirsi rassicurate. E il copywriting creativo, se ben orchestrato, è in grado di rispondere a questi bisogni in modo naturale ed efficace.
Tra le leve psicologiche più potenti c’è la scarsità: quando qualcosa appare limitato, diventa automaticamente più desiderabile. Frasi come “solo 10 posti disponibili” o “offerta valida fino a domenica” funzionano perché attivano l’urgenza e la paura di perdere un’opportunità. Allo stesso modo, la reciprocità gioca un ruolo importante: offrire un contenuto gratuito, un ebook o una consulenza iniziale crea un senso di debito emotivo che aumenta le possibilità di conversione.
Ma la leva più potente di tutte resta la riprova sociale. Gli utenti si fidano delle opinioni degli altri più di quanto si fidino di qualunque claim aziendale. Inserire testimonianze autentiche, casi studio, recensioni o loghi di clienti noti è una mossa strategica imprescindibile. Non serve raccontare quanto sei bravo: fai in modo che lo dicano per te. Ancora meglio se le testimonianze sono accompagnate da nome, foto e un contesto riconoscibile: più sono specifiche, più sono credibili.
Anche l’autorità è una leva fondamentale: numeri, dati, certificazioni, citazioni su media importanti contribuiscono a creare percezione di competenza e solidità. Inserirli nel posto giusto, con un copy snello e visivamente ordinato, può fare la differenza tra un utente dubbioso e uno pronto ad agire.
Il trucco è non forzare mai. Le leve psicologiche devono emergere come parte naturale del racconto, non sembrare trucchi da venditore. Quando il copy ispira fiducia e coerenza, l’utente abbassa le difese e compie il passo successivo quasi senza accorgersene.
Call to action che converte
In una landing page, la call to action è il punto di svolta. Dopo aver costruito fiducia e mostrato il valore dell’offerta, è il momento di guidare l’utente verso l’azione desiderata. Per funzionare davvero, una CTA deve essere chiara, motivante e coerente con il tono del resto del testo. Niente “clicca qui” impersonali: molto meglio indicare cosa succede dopo il clic e quale vantaggio concreto si ottiene. In questo caso entra in gioco il microcopy, fondamentale per spiegare all’utente cosa succederà esattamente dopo che avrà compiuto l’azione.
Il copy deve rispondere alla domanda implicita: “Perché dovrei farlo adesso?”. Ecco perché frasi come “Scarica la guida gratuita” o “Prenota la tua consulenza” funzionano meglio di comandi generici. In una buona landing page, la CTA può essere ripetuta in diversi punti, adattata leggermente al contesto, ma sempre fedele allo stesso obiettivo.
Conclusione e consigli operativi
Scrivere copy creativi per landing page non è solo questione di stile: è una vera e propria scienza della conversione. Ogni parola deve lavorare per uno scopo preciso: catturare l’attenzione, mantenere il coinvolgimento e spingere all’azione. E per farlo, serve equilibrio: tra emozione e chiarezza, tra creatività e strategia, tra ispirazione e tecnica.
In questo articolo abbiamo visto come partire da una Unique Value Proposition forte, costruire una gerarchia informativa logica, scrivere titoli d’impatto, un corpo testo focalizzato sui benefici, e sfruttare le leve psicologiche senza manipolazioni. Ogni sezione della landing è una tessera di un puzzle che deve condurre l’utente verso una decisione consapevole. E la scrittura è il filo conduttore invisibile che tiene tutto insieme.
Se vuoi un consiglio pratico per iniziare: non scrivere partendo da quello che vuoi dire, ma da ciò che l’utente vuole sapere. Mettiti nei suoi panni, immagina cosa si aspetta da quella pagina, quali dubbi ha, cosa lo incuriosisce. Scrivi prima di tutto per rispondere a questo. E poi rileggi con uno sguardo critico: ogni frase è davvero utile? Ogni parola spinge nella direzione giusta?
Infine, ricordati che il copy non è mai definitivo. Anche una frase brillante può essere migliorata. Testa, misura, riscrivi. La vera forza del copywriting creativo è saper cambiare fino a trovare la formula che non solo suona bene, ma porta risultati.
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Obiettivi principali
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Raggiungere futuri studenti realmente in target, evitando contatti generici o non qualificati
Espandere la comunicazione non solo verso chi ha già un centro estetico, ma anche verso chi desidera imparare la professione da zero.
Generare fiducia e posizionare il brand come riferimento nel mondo dello spray tan in Italia.
Nella Landing Page sono atterrate oltre 5000 persone in 5 giorni. Ecco i risultati ottenuti:
5.091 clic sul link alla landing page in soli 5 giorni
77.902 persone raggiunte con le campagne Meta
108.305 impression totali
CPR (Costo Per Clic) estremamente basso: € 0,03
Come abbiamo raggiunto questi risultati? Il processo step by step:
1. Creazione della Landing Page.
🔗 ilsolespray.com Abbiamo progettato una landing chiara e ben strutturata con l’obiettivo di aumentare i contatti interessati ad acquistare il corso, con un focus su:
Tutti i vantaggi reali e di valore per l’utente finale;
Informazioni sul corso (programma, luogo, orari..);
Il target specifico (estetiste, aspiranti operatrici, freelance, privati);
Testimonianze reali e immagini persuasive.
I copy sono stati scritti in modo diretto e coinvolgente, mentre le CTA (Call To Action) sono state distribuite strategicamente in ogni sezione della landing, con dei moduli di contatto intuitivi per facilitare il processo d’acquisto.
2. Campagne Meta.
Abbiamo lanciato una campagna Facebook + Instagram orientata alla vendita, utilizzando:
Video originali forniti dalla cliente, con alta riconoscibilità;
Grafiche statiche progettate da noi, testate in vari abbinamenti con diversi copy.
3. Analisi e ottimizzazione continua delle campagne.
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Ingeteam è una multinazionale spagnola con 3.500 dipendenti e sedi operative in 15 paesi nel Mondo, specializzata nella conversione dell’energia elettrica e nello sviluppo di apparecchiature elettriche, motori, generatori e convertitori di frequenza. L’azienda ci ha affidato il lancio digitale del nuovo sistema fotovoltaico di accumulo firmato Bertone Design: un prodotto high-end, dal posizionamento tecnico ed estetico d’eccellenza.
Obiettivi
Ingeteam si è rivolta a PageTop con un duplice obiettivo:
Lanciare sul mercato italiano la sua nuova batteria di accumulo, un prodotto di fascia alta dal design distintivo.
Generare due tipologie di contatti altamente profilati:
Clienti finali con disponibilità economica elevata, interessati a soluzioni avanzate di energia domestica.
Installatori professionisti in cerca di nuove opportunità di business.
Il tutto in un contesto altamente competitivo, dove distinguersi significa ingaggiare un pubblico preciso e con elevate aspettative.
Le nostre azioni step-by-step
1. Creazione di una landing page altamente performante
Abbiamo progettato una landing page rivolta sia a target B2C che B2B, con multiple call to action, un design coerente con il brand e testi chiari, con un tono di voce tecnico ma accessibile.
2. Campagne Meta Ads (fase iniziale)
✅ Abbiamo testato vari formati visivi (immagini, video teaser, caroselli) per trovare i più performanti.
✅ Abbiamo attivato due gruppi di inserzioni: uno con moduli nativi Meta, l’altro con redirect alla Landing.
3. Lancio campagne Google Ads (fase successiva)
Che hanno portato lead con maggiore intenzione d’acquisto. I contatti provenienti da Google, infatti, erano più consapevoli e interessati alle caratteristiche tecniche del prodotto.
4. Targeting avanzato e ottimizzazioni continue
Abbiamo identificato e raggiunto un pubblico alto spendente, grazie a una strategia di targeting basata sui suoi interessi e ricerche passate. Il traffico, progressivamente spostato verso le azioni più redditizie (es. gruppo meta Landing Page e Google Ads), ha ridotto il costo per risultato e massimizzato il ROI.
Risultati ottenuti
117+ contatti nelle prime settimane, suddivisi tra clienti finali e installatori.
Costo per lead ottimizzato grazie al lavoro continuo su creatività, copy e segmentazione del target.
Il gruppo Landing Page ha permesso di ottenere più contatti rispetto a quello Sito Web, con un minor costo per risultato (CPR).
Le campagne Google stanno generando lead di qualità superiore rispetto a quelle Meta.
La maggiore precisione nel targeting ha portato a una minore dispersione di budget e maggior efficacia del funnel di acquisto.
4 consapevolezze che hanno fatto la differenza:
📌 Un funnel ben strutturato e personalizzato porta risultati anche nel caso di prodotti tecnici e di fascia alta. 📌 Google Ads è spesso il canale migliore per intercettare una domanda più consapevole e qualificata – nonostante i costi più alti per ottenere i lead. 📌 Differenziare il messaggio per target migliora i tassi di conversione e la qualità dei lead. 📌 La landing page batte il sito vetrina per chiarezza e un focus orientato all’azione.
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La Barca Wellness è un’esperienza unica da vivere in mare, pensata e gestita da Marco e Adriana, una coppia che ha trasformato la loro passione per la barca a vela in un progetto dedicato al relax e al benessere. Non si tratta di un tour affollato e impersonale: ogni cliente viene accolto come un ospite di famiglia, con attenzione e cura, in modo da trasformare l’esperienza in barca in un ricordo speciale.
Obiettivi iniziali del cliente
Lanciare una landing page ottimizzata per raccogliere prenotazioni.
Creare un sistema di prenotazione semplice e automatizzato.
Intercettare utenti interessati a esperienze esclusive in barca a vela.
Ottenere contatti pronti a investire in pacchetti high ticket.
Il processo step-by-step
1. Landing Page con calendario integrato
Abbiamo sviluppato la landing lp.labarcawellness.it, dal design chiaro, ma d’impatto, call to action ben evidenti e un linguaggio emozionale. Il cuore della strategia è stato l’inserimento di Calendly, uno strumento di pianificazione automatizzata per semplificare la prenotazione di appuntamenti, che ha permesso prenotazioni dirette, senza passaggi intermedi.
2. Strategie ADV su misura
Abbiamo attivato due campagne Meta Ads a partire da giugno 2025, studiate per accompagnare gli utenti su una landing page intuitiva e coinvolgente, con il fine di prenotare l’esperienza in pochi click.
La comunicazione è stata costruita su un tono informale e familiare, in linea con l’approccio di Marco e Adriana, differenziandosi nettamente dai tour di massa.
3. Ottimizzazione costante
Monitoraggio dei principali KPI (CPA, CTR, conversioni) per ottimizzare il budget e massimizzare il ritorno sull’investimento.
✅ Risultati ottenuti in poche settimane
43 nuovi contatti pronti a prenotare.
437 visualizzazioni della landing page.
Prenotazioni confermate per esperienze high ticket (in giornata).
ROI positivo, anche in un mercato con forte concorrenza.
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Se stai organizzando un evento, c’è una cosa che può fare davvero la differenza tra una sala piena e un flop: la landing page evento. Non basta una bella grafica o un modulo per le iscrizioni: serve una struttura strategica, che parli dritta al tuo pubblico e lo porti a compiere l’azione che desideri. In questo articolo ti mostro come costruirla passo dopo passo, evitando gli errori più comuni e sfruttando al massimo il potenziale della conversione. Dalla scelta del titolo ai contenuti, dalla call to action al design, vedremo come progettare una pagina che funziona davvero, ottimizzata per utenti, motori di ricerca e campagne pubblicitarie.
Perché utilizzare una landing page dedicata all’evento
Quando promuovi un evento online, ogni clic conta. Puoi investire in Google Ads, post sponsorizzati su Instagram o inviare una newsletter a mille contatti: se dopo il clic l’utente atterra su una pagina generica, con troppe distrazioni e nessuna indicazione chiara, l’interesse si perde in pochi secondi. È qui che entra in gioco la landing page evento, una pagina realizzata con l’unico scopo di far compiere un’azione specifica: iscriversi, acquistare un biglietto, richiedere maggiori informazioni. A differenza di una home page o di una pagina “eventi” all’interno del sito, la landing è essenziale, diretta, ottimizzata per la conversione. Tutto ruota attorno a un solo obiettivo: trasformare i visitatori in partecipanti. Un errore comune è pensare che basti inserire data e programma per convincere le persone a registrarsi. In realtà, serve una narrazione coerente, che risponda subito alle domande: “Perché dovrei partecipare?”, “Cosa ci guadagno?”, “È davvero per me?”.
Una landing efficace intercetta il pain point dell’utente e lo trasforma in desiderio di partecipazione. Inoltre, rispetto a una pagina generica, consente di misurare con precisione i risultati: tasso di conversione, numero di iscritti, costo per lead.
Obiettivi principali: registrazione, lead generation, vendite
Una landing page evento non lavora nel tempo lungo: lavora nel tempo giusto. A differenza delle landing page pensate per acquisire contatti in modo continuativo, qui l’elemento chiave è il fattore temporale. L’evento ha una data, un inizio e una fine. È qualcosa che accade una volta sola o, al massimo, si ripete ciclicamente. E proprio questa sua natura limitata è un’arma potentissima per spingere l’utente all’azione. Perché quando qualcosa è disponibile per poco, lo percepiamo come più prezioso. E quando non è detto che ci sarà una seconda occasione, scatta la molla della scarsità.
Ecco perché le landing page per eventi non devono solo informare, ma creare urgenza e coinvolgimento immediato. L’obiettivo non è solo far capire cosa succederà, ma far dire all’utente: “Devo esserci”. Che si tratti di una registrazione gratuita, della vendita di biglietti o della raccolta di lead qualificati, ogni elemento della pagina deve lavorare per valorizzare l’evento nel suo qui e ora.
È anche una questione di ritmo. Una landing per eventi non può essere statica. Il copy deve trasmettere movimento, dinamismo, aspettativa. Una CTA come “Prenota ora il tuo posto” o “Iscriviti prima che si esauriscano” funziona meglio di un generico “Compila il form”. E non dimentichiamolo: spesso queste pagine lavorano per eventi live, in diretta streaming o in presenza. La comunicazione deve evocare l’esperienza, far immaginare l’atmosfera. Più che una vendita, è un invito a partecipare a qualcosa di speciale.
Elementi essenziali di una landing page evento efficace
Una landing page per eventi non può essere costruita “a caso”: serve una progettazione che tenga conto di ogni fase del percorso dell’utente, dal primo impatto visivo fino al clic sulla call to action. Per essere efficace, deve contenere elementi chiave in grado di generare fiducia, chiarezza e desiderio di partecipazione. Ogni parte ha un ruolo preciso e non c’è spazio per contenuti superflui. L’obiettivo è quello di portare il visitatore a dire: “Questo fa per me, voglio esserci”.
In primis, la pagina deve offrire una struttura gerarchica ben organizzata. Le informazioni più importanti devono essere subito visibili: il titolo, la data, l’argomento, la CTA. L’utente deve capire in pochi secondi cosa succederà, quando e perché dovrebbe partecipare. Tutto ciò che richiede uno sforzo cognitivo in più rischia di far perdere attenzione e conversioni.
Altro aspetto fondamentale è l’esperienza utente: il design deve essere semplice, ordinato, facilmente leggibile, ottimizzato per mobile e con un caricamento veloce. Le persone che atterrano su una landing da smartphone sono ormai la maggioranza: se la pagina non si adatta perfettamente, abbandonano. E ogni uscita è un’occasione persa.
Una buona landing evento include anche elementi di riprova sociale, come il numero di iscritti, testimonianze da edizioni precedenti o loghi di partner e sponsor. Dettagli come questi aumentano la fiducia e spingono l’utente a sentirsi parte di qualcosa di autorevole.
Infine, la pagina deve contenere una sola azione principale, ben evidenziata. Niente link dispersivi, niente menù: tutto deve ruotare attorno a quella CTA che rappresenta lo scopo finale della pagina. Ogni componente che non contribuisce a questa conversione dovrebbe essere rimosso o ripensato.
Titolo e descrizione dell’evento
Il titolo è il primo contatto tra la tua landing page e l’utente. E come ogni primo contatto, decide se chi legge resterà o se scrollerà via. Per un evento, il titolo deve chiarire immediatamente cosa succederà, a chi è rivolto e perché vale la pena partecipare. Pensa a frasi che uniscano chiarezza e attrattiva: “Evento gratuito per imprenditori digitali”, “Corso intensivo di copywriting in presenza”, “Masterclass live per chi vuole lanciare un brand personale”. L’utente deve pensare: “Parla a me. È proprio quello che cercavo”.
Evita giochi di parole, titoli troppo creativi o vaghi. L’originalità va bene nei sottotitoli o nel copy descrittivo, ma il titolo deve essere utile prima di essere brillante. Soprattutto se l’utente arriva da una campagna pubblicitaria, è fondamentale che trovi coerenza tra il messaggio dell’annuncio e quello della pagina. Se c’è uno scarto, si crea confusione e il tasso di abbandono cresce.
Subito sotto il titolo va inserita una descrizione sintetica ma esaustiva. È lo spazio in cui puoi chiarire la value proposition dell’evento: cosa imparerà l’utente? Chi ci sarà? Qual è il format? Inserisci informazioni che aumentino la rilevanza percepita: la durata, il numero di posti, eventuali bonus per i partecipanti, il tipo di contenuti trattati. Ricorda: più il messaggio è preciso, più chi legge si sentirà coinvolto.
Questa è anche l’area perfetta per rafforzare parole chiave rilevanti per l’indicizzazione SEO, come “evento gratuito”, “masterclass dal vivo”, “formazione per freelance” ecc., purché sempre inserite in modo naturale.
Data, ora, luogo e formato (offline/online)
Uno degli errori più comuni nelle landing page evento è nascondere le informazioni pratiche: quando si tiene l’evento, dove, in che formato. In realtà, questi dati dovrebbero essere immediatamente visibili, magari già nel primo blocco sotto al titolo. Sono le informazioni più cercate, e se non si trovano in fretta, l’utente esce.
Indica in modo chiaro e leggibile la data e l’orario: usa un formato facile da leggere anche su mobile (es. “Sabato 21 settembre 2025, ore 10:00 – 13:00”). Se l’evento è online, specifica anche il canale di trasmissione (Zoom, YouTube Live, piattaforma dedicata). Se è in presenza, inserisci l’indirizzo completo e, se possibile, un link a Google Maps per facilitare l’orientamento.
Per eventi che si ripetono o hanno più fasce orarie, una buona idea è creare un selettore o una tabella, così da evitare confusione. Specificare il formato dell’evento (live, on demand, ibrido) aiuta inoltre a gestire le aspettative del pubblico e riduce i dubbi in fase di registrazione.
Speaker/relatori e programma
Chi guida l’evento è spesso uno dei motivi principali per cui una persona decide di partecipare. Ecco perché nella tua landing page evento non può mancare una sezione dedicata ai relatori, ospiti o speaker principali. Se stai organizzando un evento formativo, un webinar o una conferenza, valorizza subito chi parlerà: foto professionale, nome completo, qualifica sintetica e, se serve, una frase d’impatto che ne racconti l’autorevolezza.
L’utente vuole sapere da chi imparerà, non solo cosa. E una bio ben scritta può fare molto più di una descrizione tecnica. Evita elenchi di curriculum: punta sulla rilevanza rispetto al tema dell’evento.
Subito dopo o accanto alla presentazione degli speaker, inserisci una panoramica del programma. Non serve entrare nei dettagli, ma una scansione oraria chiara (es. “10:00 – Apertura lavori”, “10:15 – Intervento di…”) aiuta a gestire l’aspettativa e dare concretezza all’esperienza. Se l’evento è lungo o articolato, puoi usare una timeline grafica per facilitarne la lettura.
Mostrare chi ci sarà e cosa succederà rafforza la percezione di valore. Più l’utente ha una visione chiara del contenuto, più sarà incline a registrarsi.
CTA chiara e modulo di iscrizione semplice
La call to action in una landing page evento a pagamento deve unire chiarezza, concretezza e senso di urgenza. Il pulsante non può limitarsi a un generico “Iscriviti”, ma deve comunicare cosa succede se lo clicchi e perché farlo ora conviene. Ad esempio:
“Acquista ora a 39€ – offerta valida fino a domenica” oppure “Blocca il tuo posto con lo sconto early bird (fino al 22/07)”
Accanto al pulsante, inserisci anche un badge visivo o un countdown che rafforzi la scadenza: un box evidenziato con la dicitura “Prezzo valido ancora per: 02:18:09” può aumentare sensibilmente il tasso di conversione, soprattutto se l’evento ha posti limitati o tariffe crescenti.
Il modulo di iscrizione deve essere essenziale: nome, cognome, email e metodo di pagamento (se richiesto). Niente campi inutili, niente passaggi aggiuntivi. Se hai più di un tipo di biglietto, offri una scelta rapida a selezione singola, senza far cambiare pagina.
Ricorda che questa è la sezione più delicata: è qui che l’utente decide se aprire il portafoglio o abbandonare. Il consiglio è di testare più versioni del pulsante, del colore e del testo, e monitorare i risultati reali.
Elementi di fiducia (testimonianze, sponsor, conteggio partecipanti)
Quando chiedi a qualcuno di registrarsi, soprattutto se c’è un costo, è fondamentale ridurre ogni dubbio. Una delle leve più efficaci è mostrare che altri lo hanno già fatto. Inserire brevi testimonianze da edizioni precedenti, magari con nome, foto e ruolo, aiuta a creare un effetto “se l’hanno fatto loro, posso fidarmi anch’io”.
Anche i loghi di sponsor, partner o aziende coinvolte danno autorevolezza, soprattutto se noti nel settore. Bastano anche solo due o tre, inseriti in una fascia visiva con dicitura tipo: “In partnership con…”.
Infine, puoi sfruttare il potere dei numeri: frasi come “Già 240 iscritti” o “Partecipanti da 12 regioni diverse” creano senso di appartenenza e trasmettono slancio. Se hai poco tempo, anche una frase tipo “Edizione sold-out lo scorso anno” può bastare.
Tutti questi elementi insieme fanno una cosa semplice: rassicurano. E rassicurare chi è indeciso, spesso, è ciò che serve per farlo cliccare.
Media: immagini, video, countdown
In una landing page evento, i contenuti visivi non sono solo decorativi: servono a creare atmosfera, anticipare l’esperienza e generare coinvolgimento. Una buona immagine dell’edizione precedente, un video trailer dell’evento o una foto d’impatto dei relatori possono trasmettere emozioni, energia e credibilità molto più velocemente di un paragrafo scritto.
Il consiglio è usare media autentici, coerenti con il tono dell’evento e ottimizzati per la velocità di caricamento, soprattutto su mobile. Se hai poco materiale, anche solo un video di 30 secondi con voice-over e immagini evocative può fare la differenza.
Un altro strumento efficace è il countdown, da inserire in alto o accanto alla CTA. Visualizzare il tempo che manca al termine dell’offerta o all’inizio dell’evento crea urgenza immediata e dà ritmo alla pagina. Attenzione: meglio non esagerare con effetti grafici o widget animati troppo pesanti. L’esperienza utente deve restare fluida.
In sintesi: le immagini fanno immaginare, i video fanno vivere l’evento in anticipo, e il countdown trasforma l’interesse in decisione.
Fasi di progettazione della landing page evento (guida rapida)
Progettare una landing page per eventi che converta davvero non significa “mettere insieme due informazioni e un modulo di iscrizione”. Significa costruire un’esperienza digitale coerente, mirata, ottimizzata. E farlo richiede tempo, competenze e un approccio strategico.
Si parte dalla scelta del builder o del template giusto, perché non tutte le piattaforme sono adatte a tutte le esigenze. C’è chi ha bisogno di una pagina one-shot per un evento a pagamento e chi vuole poter replicare il modello per eventi futuri. In ogni caso, serve uno strumento flessibile, veloce e integrabile con sistemi di pagamento, email marketing, tracking.
Poi c’è il tema dell’ottimizzazione SEO e mobile: la pagina deve caricarsi in pochi secondi, adattarsi perfettamente a ogni dispositivo e contenere le keyword corrette per posizionarsi anche sui motori di ricerca. Senza queste accortezze, puoi anche avere il contenuto migliore del mondo… ma nessuno lo troverà.
Infine, la parte più importante: la promozione. Una landing non si promuove da sola. Servono campagne ADV efficaci, un funnel ben progettato, email automation e contenuti coerenti su ogni canale. Non si tratta solo di “mettere online una pagina”, ma di costruire una macchina che genera conversioni.
Ecco perché tante landing non funzionano: perché mancano visione, struttura, strategia.
Consigli finali per la promozione e il follow-up
Una landing page ben fatta è solo l’inizio. Per farla funzionare davvero, serve una strategia anche dopo il clic. La promozione dell’evento, infatti, non si esaurisce con la pubblicazione della pagina: deve essere accompagnata da azioni di lancio, nurturing e follow-up, tutte integrate tra loro.
Nella fase iniziale, è fondamentale che la pagina venga supportata da una campagna pubblicitaria efficace: Google Ads, Meta, LinkedIn, ma anche DEM e collaborazioni strategiche. Il traffico va segmentato, tracciato e monitorato per capire cosa funziona e cosa va migliorato. Le versioni A/B non sono un lusso, ma una necessità se vuoi ottimizzare ogni euro investito.
Ma è dopo l’iscrizione che si gioca la vera partita. L’utente va accompagnato con un funnel di mail, reminder, contenuti di valore, magari una serie di teaser o un mini corso gratuito. Il follow-up è ciò che trasforma una semplice registrazione in partecipazione reale e, ancora più importante, in relazione duratura con il tuo brand.
Infine, l’errore più comune: finito l’evento, si spegne tutto. Invece, è proprio il momento giusto per raccogliere feedback, proporre contenuti extra, vendere un prodotto o presentare un nuovo appuntamento. Chi ha partecipato è già caldo: non lasciarlo andare.
Una landing evento funziona se è inserita in una strategia più ampia, pensata per ottenere risultati prima, durante e dopo. E se vuoi costruirla come si deve, è il momento di parlarne con noi. Contattaci su PageTop: costruiamo landing page che fanno davvero il loro lavoro.
La storia di Giwa S.r.l e di come una landing page strategica ha trasformato radicalmente l’acquisizione clienti di un’azienda leader nel settore antitrauma.
Il collo di bottiglia e la successiva soluzione
Giwa S.r.l aveva un problema comune a molti imprenditori B2B: aveva già provato diverse soluzioni digitali, ma nessuna di queste riusciva a dargli ciò che cercava davvero. Non si trattava solo di generare più contatti.
Giwa S.r.l– da oltre 10 anni punto di riferimento italiano per pavimentazioni antitrauma e protezioni in gomma – aveva bisogno di partner affidabili su cui costruire una crescita sostenibile nel lungo periodo.
Ogni volta era la stessa storia: promesse iniziali entusiasmanti, poi silenzio. E quando serviva una modifica urgente o supporto strategico, bisognava aspettare giorni per una risposta (se arrivava).
Il problema che nessuno riusciva a risolvere
Quando il Team di Giwa S.r.l ci ha contattato, aveva tre obiettivi chiari che sembravano semplici sulla carta, ma che nessuna agenzia era riuscita a centrare:
Trovare specialisti affidabili nel lungo periodo, con supporto costante e rapporto di fiducia reciproca.
Raggiungere costi di acquisizione sostenibili per le campagne, in un mercato dove la qualità conta più della quantità.
Capire quali settori performavano meglio (palestre, scuole, asili, parchi giochi) per ottimizzare gli investimenti.
Il mercato delle pavimentazioni antitrauma è altamente specializzato. I decision maker sono dirigenti scolastici, gestori di impianti sportivi e studi tecnici: persone che richiedono informazioni precise e non marketing generico.
La nostra strategia: la landing page come punto di partenza e non di arrivo
Il punto di svolta è arrivato quando abbiamo presentato a Giwa S.r.l la nostra visione per una landing page completamente diversa da tutto ciò che aveva visto prima.
pavimentingomma.com non era solo una pagina web, ma uno strumento di vendita strategico, costruito su misura per il suo business:
Architettura settoriale: sezioni dedicate per ogni target (palestre, asili e scuole, parchi giochi) con messaggi personalizzati.
Copy orientato ai vantaggi concreti: resistenza, sicurezza, personalizzazione, rapidità di intervento.
Credibilità visiva immediata: foto reali delle installazioni GIWA, no stock generiche.
Percorsi di conversione ottimizzati: CTA intuitive e form strategici.
Giwa S.r.l, successivamente al lancio della Landing Page, ci ha confermato come la qualità dei contatti fosse estremamente in target e di come il team commerciale non dovesse minimamente rispiegare le cose decine di volte, ottimizzando i tempi e aumentando i preventivi inviati e le successive vendite.
I risultati
In soli 5 mesi:
478 contatti iper-profilati di qualità mai vista prima
1° posto su Google Ads rispetto a 14 competitor sugli stessi termini di ricerca
Il risultato più importante? Giwa S.r.l ha deciso di promuovere la nostra soluzione come la più efficiente, archiviando una volta per tutte funnel complessi, automazioni “magiche” e comunicazioni poco chiare.
La formula PageTop
Step 1 – Landing Page Strategica che Converte Non una semplice pagina di atterraggio, ma uno strumento capace di intercettare ogni tipo di decision maker B2B.
Step 2 – Campagne Google Ads di Supporto
Prima fase: targeting su keyword generiche legate ai pavimenti in gomma
Seconda fase: focus su settori verticali
Geolocalizzazione e targeting dei veri decisori con budget reali
Step 3 – Assistenza Continua Risposta immediata, ottimizzazioni basate su dati reali, presenza costante.
Il Team dietro i numeri
I 478 contatti non sono stati un colpo di fortuna, ma il frutto di:
Analisi approfondita di target e mercato
Progettazione strategica della landing page
Campagne calibrate sui dati
Assistenza costante
Oggi Giwa S.r.l un domani potresti essere tu…
La tua landing page sta convertendo come dovrebbe?
Se vuoi capire se la tua pagina sta davvero lavorando per te, richiedi un’analisi gratuita sul modulo qui sotto a fine articolo,
Scoprirai:
Cosa frena le conversioni
Opportunità che stai perdendo
Come ottimizzare per risultati concreti
Ogni giorno senza una landing page che converte è un giorno di opportunità perse.
RomaNatura è l’Ente Regionale che tutela le aree protette della Capitale. Il suo obiettivo è promuovere una cultura ambientale attiva, coinvolgendo cittadini di tutte le età in progetti educativi, iniziative di volontariato e attività esperienziali, come la visita all’unica area marina protetta della Regione Lazio: le Secche di Tor Paterno.
🎯 Obiettivi iniziali del cliente
Lanciare la nuova iniziativa “Officine del Mare”, con focus sulla Stanza del Mare.
Automatizzare il sistema di prenotazione per le attività educative marine.
Trovare nuovi volontari per la stagione 2025.
Lanciare la campagna “Colora la Natura di Roma”, rivolta a famiglie e bambini.
Aumentare la visibilità delle attività partecipative e facilitare l’iscrizione online.
🛠 Il processo step-by-step
Landing page officinedelmare.it con motore di prenotazione integrato.
Landing page volontariromanatura.it per l’arruolamento volontari.
Landing page coloralanatura.it per l’educazione ambientale dei più piccoli.
1. Landing page e funnel di acquisizione
Le Landing Page create si sono rivolte a specifici target di utenti, utilizzando un linguaggio emozionale, immagini e toni evocativi e moduli di contatto sempre ben evidenziati. Abbiamo creato i progetti con un unico obiettivo: ottenere il maggiore numero di contatti qualificati possibile.
2. Strategie adv su misura
Campagne Meta Ads con target distinti:
Genitori ed educatori 30-50 anni per La Stanza del Mare.
Cittadini 25-45 anni sensibili a cause civiche per il volontariato.
Famiglie con bambini dai 4 agli 11 anni per Colora la Natura.
Visual e copy emozionali, pensati per la partecipazione attiva.
Ottimizzazioni settimanali su CTR, CPA e conversioni.
3. Supporto operativo all’Ente
Formazione al team di RomaNatura per l’uso autonomo delle piattaforme.
Assistenza tecnica continuativa durante l’intera durata delle campagne.
✅ Risultati raggiunti nelle prime due settimane:
+479 prenotazioni per La Stanza del Mare.
CTR medio 1,92% per le attività marine.
+70 nuovi candidati per diventare volontario.
+90 nuove iscrizioni al concorso.
Costo per contatto molto contenuto, con ROI positivo.
Aumento della visibilità social su tutti i profili (instagram e facebook).
💬 Le recensioni del cliente
Roberta Monaco Azienda seria e altamente professionale. Lo staff si è dimostrato competente, disponibile e puntuale in ogni fase del servizio. Ottima organizzazione, attenzione al cliente e grande cura dei dettagli. Un riferimento nel settore: consigliatissimi.
📞 Vuoi aumentare i contatti qualificati per la tua azienda con una strategia digitale efficace?Parliamone → Prenota una call con in nostro team compilando il modulo sottostante.
Nel mondo del digital marketing, una landing page ben progettata può fare la differenza tra una visita sprecata e un nuovo contatto qualificato. Quando l’obiettivo è generare lead, ovvero raccogliere informazioni utili di potenziali clienti, non basta avere un sito web accattivante: serve una pagina costruita ad hoc per guidare l’utente verso una sola azione.
In questo articolo scoprirai come creare una landing page che non solo attiri l’attenzione, ma che porti risultati concreti in termini di conversioni.
In questo articolo parleremo di:
Landing page per lead generation: definizione e obiettivi
Una landing page per lead generation è una pagina web pensata per trasformare un visitatore in un contatto utile, ovvero un lead. A differenza di una home page o di una pagina generica di un sito, qui tutto è orientato verso un’unica azione: lasciare un’email, compilare un modulo, scaricare una risorsa, iscriversi a un evento. Ogni elemento presente, dal titolo alla CTA, serve a rendere questa azione il più semplice, naturale e convincente possibile.
L’obiettivo principale non è informare o far esplorare il sito, ma convertire. Ed è proprio questa specializzazione che rende le landing page così potenti in una strategia di lead generation. Possono essere usate in campagne Google Ads, Facebook Ads, newsletter o popup: ogni volta che hai un’offerta specifica da promuovere, sono lo strumento ideale per guidare l’utente verso un risultato preciso.
Una landing page efficace riduce al minimo le distrazioni: niente menù, niente link esterni, niente elementi che possano deviare l’attenzione. Il messaggio è diretto, il design pulito, la call to action visibile. Tutto converge in un’unica direzione: far compiere l’azione desiderata. Per questo motivo, ogni landing page dovrebbe essere costruita su misura, in base al target, al canale di traffico e all’obiettivo della campagna. Non esiste un formato universale: l’efficacia sta nella personalizzazione e nella chiarezza del messaggio.
I migliori tipi di landing page per fare lead generation
Per ottenere contatti di qualità non basta una landing qualsiasi: bisogna scegliere la struttura più adatta al tipo di traffico e all’azione desiderata. Quando si parla di landing page per lead generation, non ci si riferisce a una categoria a sé, ma a un obiettivo che può essere raggiunto con diverse tipologie di pagine. Vediamole nel dettaglio.
Una delle più diffuse è la squeeze page, pensata per raccogliere pochi ma essenziali dati, di solito nome ed email. È la scelta ideale per offrire contenuti gratuiti, come guide, check list o mini corsi. La sua forza sta nella semplicità: una promessa chiara, un modulo breve, una CTA ben visibile.
C’è poi la landing click-through, che non raccoglie direttamente i dati, ma guida l’utente verso una seconda pagina – spesso una scheda prodotto o una pagina di acquisto. È utile quando vuoi “scaldare” l’utente con una proposta prima di chiedere un impegno concreto. Spesso include testimonianze, vantaggi e risposte alle obiezioni.
Un’altra distinzione utile è quella tra landing page short-form e long-form. Le prime vanno dritte al punto: ideali per utenti già consapevoli, che sanno cosa vogliono. Le seconde, invece, offrono un percorso più articolato: spiegano bene il problema, presentano la soluzione, introducono la prova sociale e concludono con la CTA. Sono perfette per servizi complessi o offerte poco conosciute.
Infine, ci sono le landing page event-based, progettate per raccogliere iscrizioni a webinar, eventi dal vivo o sessioni demo. Anche qui, il form è protagonista, ma il copy gioca un ruolo fondamentale nel creare urgenza e desiderio.
Struttura ideale di una landing page per acquisire lead
Una landing page efficace non nasce per caso, ma da una struttura studiata nei minimi dettagli. Abbiamo già anticipato come ogni elemento debba avere uno scopo preciso e contribuire alla conversione. La parte più importante è quella visibile subito, above the fold: ciò che l’utente vede appena atterra sulla pagina, senza dover scrollare.
In questa porzione iniziale devono comparire tre elementi fondamentali: un titolo d’impatto, un sottotitolo chiaro che spieghi il valore dell’offerta e una call to action ben visibile. Accanto a questi può esserci un’immagine coerente o un breve video che anticipa l’esperienza promessa. Il messaggio deve essere diretto e impossibile da ignorare.
Scorrendo la pagina, la struttura prosegue con argomentazioni logiche. Si introduce il problema dell’utente, si presenta la soluzione proposta, si evidenziano vantaggi concreti e, se possibile, si inseriscono recensioni o elementi di fiducia. L’obiettivo è mantenere l’attenzione alta e accompagnare passo dopo passo l’utente verso l’azione finale.
Ricorda: meno è meglio. Evita menu, link esterni e contenuti secondari. Ogni distrazione è un potenziale motivo di abbandono. Una struttura lineare e pulita non solo migliora la user experience, ma aumenta le probabilità che il visitatore completi l’azione. In una landing page per lead generation, la chiarezza non è un’opzione: è una necessità.
Immagini e video nelle landing page: come aumentano i contatti
Viviamo in un’epoca in cui la comunicazione è sempre più visiva, e le immagini o i video sono strumenti potenti per aumentare le conversioni. Non servono solo a rendere la pagina più bella: devono rafforzare il messaggio, spiegare meglio l’offerta e guidare lo sguardo verso la CTA.
Un’immagine efficace non è generica: deve essere coerente con ciò che offri. Se stai promuovendo una consulenza, mostra il volto dell’esperto. Se offri un prodotto, mostralo in azione. L’utente deve visualizzare cosa otterrà. Ancora più persuasivo è un video breve, magari di 30-60 secondi, che spiega l’offerta o mostra una testimonianza reale: questo aumenta la fiducia e accelera la decisione.
Attenzione però agli errori più comuni. Evita contenuti pesanti che rallentano il caricamento: una landing page lenta fa perdere utenti. Ottimizza sempre per il mobile e assicurati che il visual non distragga dal messaggio centrale.
Anche la posizione strategica è fondamentale. Le persone tendono a leggere in modalità “a F” o “a Z”: guida il loro sguardo verso la CTA con il posizionamento corretto delle immagini. Un visual che incanala l’attenzione verso il modulo o il pulsante d’azione può aumentare sensibilmente il tasso di conversione. In sintesi: meno decorazione, più strategia.
Scrivere una landing page persuasiva: copy per la lead generation
In una landing page, le parole contano. Il copy non è solo accompagnamento visivo: è il motore della persuasione. Un testo ben scritto può catturare l’attenzione, costruire fiducia e spingere all’azione. Ma attenzione: non si tratta di scrivere tanto, bensì di scriverebene e con obiettivi chiari.
Il punto di partenza è il titolo principale. Deve essere incisivo, specifico e coerente con la promessa fatta nell’annuncio che ha portato l’utente sulla pagina. Se il titolo non colpisce in pochi secondi, l’utente se ne va. Subito dopo, un sottotitolo ben calibrato deve chiarire il valore dell’offerta e anticipare il beneficio.
Nel corpo del testo, è fondamentale mettere in luce i vantaggi concreti per l’utente. Evita descrizioni aziendali autoreferenziali: parla direttamente al lettore e rispondi alla domanda implicita: “Cosa ci guadagno?”. Usa un tono coerente con il target, formale o informale, e integra parole ad alto impatto, come “gratis”, “adesso”, “senza impegno”, che attivano leve decisionali.
La CTA non deve essere un pulsante isolato: va introdotta con una frase che rafforzi la scelta. Per esempio: “Iscriviti ora per ricevere il bonus esclusivo” funziona meglio di un semplice “Invia”. In sintesi, un copy ben costruito rende la tua landing page non solo leggibile, ma indimenticabile e performante.
Modulo di contatto nella landing page: come ottimizzarlo per generare lead
Il modulo di contatto è il cuore operativo di ogni landing page per lead generation. È lì che avviene la conversione, il momento in cui il visitatore decide di lasciare i propri dati. Ma ottenere questo passo non è scontato: il form deve essere chiaro, rapido e rassicurante. Ogni campo in più è una barriera, ogni dubbio una possibile uscita dalla pagina.
Il primo principio è la semplicità: meno campi, più lead. Chiedi solo le informazioni essenziali. Nella maggior parte dei casi, bastano nome e email. Se hai bisogno di più dati, valuta l’uso di form multi-step, che dividono la compilazione in due o più fasi e riducono l’effetto scoraggiamento.
Fondamentale è anche la chiarezza visiva. Il form deve essere ben integrato nel layout, facilmente individuabile e coerente con il tono della pagina. Usa etichette chiare, placeholder intelligenti e, se possibile, indicazioni rassicurantisulla privacy: una breve nota su come verranno usati i dati aumenta la fiducia.
La CTA collegata al modulo è altrettanto cruciale. Anche qui evita etichette generiche preferisci pulsanti con messaggi orientati al beneficio, ad esempio “Scarica la guida gratuita”, “Prenota la tua consulenza”, “Accedi subito all’offerta”. Ricorda che il form non è un elemento tecnico, ma una vera e propria leva strategica di conversione.
Infine, verifica sempre che il modulo sia perfettamente funzionante su tutti i dispositivi e che, una volta inviato, porti a una pagina di ringraziamento personalizzata. Questo non solo chiude bene l’esperienza, ma può offrire un’ulteriore opportunità per ingaggiare l’utente o proporgli un passo successivo.
Fiducia e conversioni: l’importanza della riprova sociale nella landing page
Le persone tendono a fidarsi di ciò che altri hanno già approvato. È questo il principio alla base della riprova sociale, uno degli strumenti più potenti per aumentare le conversioni in una landing page. Mostrare che altri utenti hanno già ottenuto benefici dalla tua offerta riduce le resistenze, aumenta la fiducia e accelera la decisione.
Esistono diverse forme di riprova sociale, tutte efficaci se ben contestualizzate. Le testimonianze dirette sono tra le più semplici ed efficaci: brevi frasi di clienti soddisfatti, accompagnate da nome, foto e magari un ruolo professionale. Ancora più impattanti sono i video brevi, che mostrano volti reali e trasmettono emozioni autentiche.
Altri elementi utili sono i loghi di aziende clienti, le recensioni con valutazione, le statistiche (“Più di 5.000 utenti hanno già scaricato la guida”), o anche semplici badge di sicurezza e certificazioni. Ogni indicazione che riduce il rischio percepito contribuisce alla conversione.
La riprova sociale va posizionata nei punti giusti: idealmente poco prima del modulo di contatto o subito dopo aver presentato il valore dell’offerta. Deve essere visibile ma non invadente, e soprattutto verificabile.
Infine, ricorda che l’autenticità è tutto. Meglio una testimonianza semplice ma vera che una frase patinata e anonima. In un mondo in cui la fiducia si guadagna in pochi secondi, mostrare che altri ti hanno scelto è una delle armi più forti che puoi usare in una landing page per lead generation.
Landing page SEO: come ottimizzare per i motori di ricerca e per la lead generation
Una landing page per lead generation non deve solo convertire: deve anche essere trovata. Ottimizzare la pagina per i motori di ricerca (SEO per landing page) ti permette di attirare traffico qualificato in modo organico, senza dipendere esclusivamente dalla pubblicità. Ecco perché la SEO tecnica e contenutistica gioca un ruolo fondamentale nella progettazione.
Il primo passo è strutturare correttamente gli heading: un solo H1 chiaro e contenente la keyword principale, seguito da H2 e H3 che articolano i concetti in modo ordinato. I motori di ricerca leggono questa gerarchia per capire il contenuto e valutarne la rilevanza. Aggiungi anche alt text descrittivi alle immagini, titoli SEO e meta description persuasive per aumentare il CTR nei risultati di ricerca.
Un altro aspetto essenziale è la velocità di caricamento. Le pagine lente vengono penalizzate da Google e abbandonate dagli utenti. Comprimere le immagini, evitare plugin inutili e utilizzare server performanti sono azioni fondamentali. La mobile responsiveness è altrettanto cruciale: oggi la maggior parte delle visite arriva da smartphone e tablet.
Se la pagina ha un valore informativo duraturo, ha senso lavorare sul posizionamento organico: un flusso costante di lead gratuiti nel tempo è un vantaggio competitivo enorme.
Landing page focalizzata: elimina le distrazioni e spingi la conversione
Una delle regole d’oro per far funzionare una landing page è la focalizzazione totale sull’obiettivo. Ogni elemento della pagina deve spingere verso una sola azione: compilare un modulo, scaricare una risorsa, prenotare una consulenza. Tutto ciò che non serve a questo scopo, va rimosso senza esitazioni.
Il primo nemico della conversione è il menu di navigazione. Se presente, offre all’utente troppe possibilità di uscita. In una landing page pensata per la lead generation, non deve esserci nessun link che porti altrove: niente header cliccabili, niente footer complessi, nessuna sidebar. Solo contenuti verticali, chiari e diretti.
Anche i testi devono essere sintetici e orientati all’azione. Evita lunghi paragrafi descrittivi o informazioni superflue. Ogni frase deve rispondere alla domanda: serve davvero a far convertire l’utente? Se la risposta è no, taglia. La stessa logica vale per immagini e bottoni secondari: uno solo deve essere il focus, la call to action principale.
Usa il design per guidare l’attenzione: colori a contrasto per la CTA, spaziature che migliorano la leggibilità, gerarchia visiva ben definita. L’obiettivo è costruire un percorso quasi obbligato, dove l’utente non si perde e non ha motivi per uscire prima del tempo.
Una landing focalizzata è più efficace non perché è minimalista, ma perché è essenziale e determinata. Comunica un solo messaggio, mostra un solo percorso, chiede una sola cosa. E quando tutto spinge nella stessa direzione, la probabilità che l’utente dica “sì” cresce esponenzialmente.
Ottimizzazione e test A/B: come migliorare una landing page per lead generation
Una landing page ben progettata è solo il punto di partenza. Per ottenere risultati consistenti e crescenti, serve un approccio basato su test e ottimizzazione continua. Anche piccoli cambiamenti – come il colore di un pulsante o la riscrittura di un titolo – possono avere un impatto enorme sul tasso di conversione.
Lo strumento principe in questo processo è il test A/B. Si tratta di creare due (o più) versioni della stessa pagina, modificando un solo elemento per volta: ad esempio il testo della CTA, l’immagine principale, l’headline o la posizione del modulo. Gli utenti vengono distribuiti tra le versioni e si analizzano i dati per capire quale funziona meglio.
Non tutti gli elementi hanno lo stesso peso. I più influenti sono:
titolo principale: è il primo contatto con l’utente, cambia la percezione immediata;
call to action: testo, colore e posizione possono raddoppiare (o dimezzare) le conversioni;
visual: immagini troppo generiche o poco coerenti possono ridurre la fiducia;
form: lunghezza e tipo di campi richiesti vanno testati con attenzione.
È importante però testare un elemento per volta, altrimenti sarà impossibile sapere quale modifica ha prodotto l’effetto. Inoltre, servono numeri sufficienti per avere risultati affidabili: meglio testare su centinaia (o migliaia) di visite, non su 50 utenti.
L’ottimizzazione non finisce mai. Anche una landing che performa bene oggi può migliorare domani. Cambia il pubblico, cambiano le aspettative, cambia il contesto. Un approccio data-driven ti consente di adattarti in tempo reale e ottenere sempre il massimo dalla tua strategia di lead generation.
Perché una landing page ottimizzata migliora la tua lead generation
Investire tempo e risorse nella creazione di una landing page ottimizzata non è solo una scelta tecnica, ma una vera e propria leva strategica per il tuo business. Quando ogni elemento della pagina è pensato per convertire, ciò che ottieni non è solo qualche contatto in più, ma un flusso costante e qualificato di opportunità commerciali.
Una landing efficace ti permette di intercettare utenti realmente interessati, filtrare i curiosi e concentrare le energie su lead già predisposti all’ascolto. Questo significa meno sprechi nel processo di vendita, maggiore efficienza per il team e ritorni più rapidi sugli investimenti pubblicitari. Ogni clic portato sulla pagina ha un valore concreto, perché non viene disperso in mille opzioni: o converte, o ti fa capire cosa migliorare.
Inoltre, una landing ben fatta è facilmente replicabile: puoi adattarla a diversi target, testarla in varie campagne, usarla come asset duraturo nella tua strategia di acquisizione. A differenza dei post sui social o delle campagne a tempo, una landing performante può continuare a generare lead nel tempo, anche con budget minimi.
C’è anche un beneficio indiretto ma potente: il posizionamento del tuo brand. Una pagina chiara, professionale e ben strutturata comunica competenza, affidabilità e attenzione ai dettagli. E tutto questo contribuisce a rafforzare la fiducia, anche prima che l’utente lasci i suoi dati.
In sintesi: non è solo questione di tasso di conversione. Una landing page ottimizzata è un acceleratore di crescita che moltiplica l’efficacia di tutte le tue azioni di marketing.
Landing page per lead generation: consigli pratici per iniziare subito
Se sei arrivato fin qui, hai già capito che una landing page ben progettata può diventare il tuo miglior alleato per generare lead.
Ma da dove partire, concretamente? La risposta è: dall’obiettivo. Prima ancora di pensare a layout e colori, chiarisci cosa vuoi ottenere: iscrizioni? richieste di preventivo? download? Solo con un obiettivo chiaro puoi costruire una pagina coerente.
Il secondo passo è conoscere a fondo il tuo pubblico. Chiediti: chi sto cercando di raggiungere? cosa desidera davvero? quali obiezioni potrebbe avere? Più sei preciso nelle risposte, più il messaggio della tua landing sarà efficace. Usa un linguaggio diretto, mostra il valore concreto dell’offerta e guida l’utente verso un’unica azione.
Non aspettare di avere la pagina perfetta al primo tentativo: pubblica una prima versione e osserva come si comportano gli utenti. Dove si fermano? Cliccano sul modulo? Leggono il testo? I dati ti daranno indicazioni preziose per migliorare. Un buon marketing non nasce mai dall’istinto, ma dall’ottimizzazione costante.
Infine, ricorda che una landing page per lead generation non vive da sola. Deve essere parte di un ecosistema: newsletter, campagne Ads, funnel di follow-up. Inseriscila in una strategia ampia e coerente, dove ogni clic ha un senso e ogni contatto diventa un passo in più verso la conversione.
E se vuoi partire con il piede giusto, affidati a PageTop: siamo specialisti nella realizzazione di landing page davvero efficaci, pensate per convertire e costruite su misura per i tuoi obiettivi di business.
Quando si parla di SEO, spesso si pensa solo agli articoli del blog o alle pagine istituzionali del sito. Ma cosa succede se il tuo obiettivo è convertire subito, con una pagina pensata per un’offerta specifica o una campagna pubblicitaria? Qui entra in gioco la SEO per landing page, una risorsa strategica che unisce l’ottimizzazione per i motori di ricerca alla massima efficacia nella conversione.
In questo articolo vedremo come creare una landing che non solo attiri traffico qualificato da Google, ma che spinga anche all’azione in modo chiaro, rapido e misurabile.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è una landing page ottimizzata SEO
Una landing page ottimizzata per la SEO è una pagina di atterraggio progettata con un duplice obiettivo: farsi trovare nei motori di ricerca e guidare l’utente verso un’azione precisa, come compilare un form, acquistare un prodotto o scaricare una risorsa. Non è una semplice pagina “bella da vedere”, ma una struttura strategica, costruita su misura per rispondere all’intento di ricerca dell’utente e per portarlo, senza distrazioni, a completare un’azione.
Rispetto a una homepage o a una pagina generica, la landing SEO ha una struttura molto più essenziale: elimina il superfluo, concentra i contenuti attorno a una keyword principale e adatta ogni elemento, dal titolo al pulsante di conversione, all’utente target. Inoltre, viene spesso utilizzata per intercettare traffico organico di tipo transazionale, ovvero utenti che cercano una soluzione specifica e sono pronti ad agire. Questo la rende ideale per chi promuove servizi, prodotti o consulenze.
Non va confusa con le classiche pagine istituzionali: mentre una homepage racconta chi sei e invita l’utente a esplorare, la landing SEO punta tutto su una promessa chiara e una sola strada da percorrere. E per essere efficace, deve anche piacere a Google. Vediamo ora quali caratteristiche la rendono davvero SEO-friendly.
Cosa rende SEO-friendly una landing page
Per essere realmente efficace, una landing page deve rispondere a due esigenze contemporaneamente: soddisfare l’intento dell’utente e risultare appetibile per i motori di ricerca.
Questo equilibrio non è semplice, ma si costruisce partendo da un’analisi attenta delle parole chiave e del search intent. Capire cosa cercano davvero gli utenti è il primo passo: non basta posizionarsi, serve attrarre persone che sono già pronte a compiere l’azione che proponi. Per questo, la keyword scelta deve riflettere l’intenzione (intento transazionale o commerciale) e deve essere presente in modo naturale nel titolo, nei sottotitoli e nei contenuti principali.
Ma questo non basta. Una landing SEO-friendly è anche una pagina chiara, ben strutturata, con una gerarchia visiva che guida l’occhio del lettore. L’uso corretto di H1, H2, H3 non è solo utile per l’utente: è fondamentale anche per i motori di ricerca, che leggono la pagina con una logica precisa. Il contenuto deve essere focalizzato su un solo tema, senza deviazioni, e fornire risposte concrete al bisogno espresso nella query.
Un altro aspetto cruciale è l’esperienza utente. Una pagina che si carica lentamente, disordinata o difficile da navigare viene penalizzata tanto dagli utenti quanto dai motori di ricerca. Un layout semplice, con un design responsive e una call to action ben visibile, contribuisce ad aumentare il tempo di permanenza e ridurre il bounce rate, due segnali positivi anche per il posizionamento.
Come ottimizzare una landing page per la SEO
Ottimizzare una landing page per la SEO richiede un approccio metodico. L’obiettivo è posizionare la pagina su Google per parole chiave ad alta intenzione di conversione, mantenendo però una struttura semplice e orientata all’azione. Ecco i passaggi chiave per farlo in modo efficace:
1. Parti dalla keyword giusta La scelta della parola chiave è cruciale. Preferisci keyword specifiche (long tail) legate all’azione che vuoi ottenere, ad esempio “software fatturazione professionisti” invece di “software fatturazione”. Valuta anche il volume di ricerca e la difficoltà di posizionamento con strumenti come SEOZoom o Semrush.
2. Costruisci la pagina attorno alla query
Inserisci la keyword nel titolo (H1), in almeno un H2, nel meta title, nella description e nell’URL (se si tratta di una landing interna al sito web). La pagina deve essere incentrata su un solo tema, senza dispersioni. L’intero copy deve essere coerente con la query target: se prometti una guida gratuita, ogni riga deve condurre a quell’obiettivo.
3. Cura gli aspetti tecnici e UX Assicurati che la pagina sia veloce, mobile-friendly e compatibile con i Core Web Vitals. Riduci al minimo i contenuti superflui, prediligi immagini leggere ma di qualità e testa la leggibilità su mobile. Anche la CTA deve essere ben visibile, chiara (grazie all’utilizzo sapiente del microcopy)e coerente con l’offerta.
4. Integra SEO off-page e link interni Se la tua landing page fa parte del sito ed è pensata per il posizionamento organico, inserire link interni da articoli correlati (es. tipi di landing page, differenza con la home page) aiuta a rafforzare il contesto. Se la landing è dedicata esclusivamente a campagne ADV, conviene evitare link di uscita per non distrarre l’utente e massimizzare la conversione.
Seo per landing page: checklist operativa
A questo punto, può esserti utile una checklist operativa, da usare ogni volta che prepari una nuova landing SEO:
hai definito una keyword principale con intento transazionale?
la keyword è presente in H1, meta title, description, URL?
il testo è chiaro, utile, orientato a un solo obiettivo?
il layout è responsive, veloce e leggibile su ogni dispositivo?
la CTA è ben visibile, coerente e non troppo dispersiva?
hai aggiunto link interni e segnali di fiducia (testimonianze, loghi, recensioni)?
hai collegato Search Console e Google Analytics per monitorare le performance?
Questa checklist ti aiuta a non dimenticare nulla di essenziale. Ottimizzare significa anche semplificare: meno fronzoli, più precisione. Ogni scelta va fatta con l’utente (e Google) in mente.
Monitoraggio e aggiornamenti continui
Una landing page SEO non è mai davvero “finita”. Anche la più performante può migliorare, ed è proprio il monitoraggio dei dati a dirti dove intervenire. Una volta pubblicata la pagina, è fondamentale tenere sotto controllo metriche chiave come traffico organico, tempo di permanenza, tasso di conversione e tasso di rimbalzo. Per farlo, puoi usare strumenti come Google Analytics, Google Search Console, SEOZoom o Ahrefs, che ti aiutano a comprendere come gli utenti interagiscono con il contenuto e da quali query arriva il traffico.
Un altro strumento essenziale è l’A/B testing. Cambiando un titolo, il testo di una call to action o l’ordine delle sezioni, puoi verificare quale versione funziona meglio. Il test va fatto su uno o due elementi alla volta per evitare risultati fuorvianti. Anche una piccola modifica, come un colore diverso per il pulsante o una CTA più specifica, può aumentare il tasso di conversione in modo significativo.
Ricorda inoltre di aggiornare periodicamente la landing, soprattutto se è pensata per un posizionamento stabile sui motori di ricerca. Un contenuto che resta fermo per mesi rischia di perdere posizioni, soprattutto se i competitor lo superano in freschezza o rilevanza. Aggiorna le statistiche, rivedi il testo alla luce delle nuove ricerche e, se necessario, modifica l’offerta. La SEO è dinamica, e anche la tua pagina deve esserlo.
In conclusione: creare una landing SEO efficace non è un’operazione una tantum, ma un processo continuo di miglioramento. Chi monitora, testa e aggiorna ha un vantaggio competitivo reale. È qui che si fa la differenza tra una pagina dimenticata e una che continua a portare risultati.
Quando vendi online, ogni clic conta. Ma non tutti i clic sono uguali: quelli che atterrano su una landing page ben progettata possono fare la differenza tra una semplice visita e un acquisto.
In questo articolo scoprirai cosa rende davvero efficace una landing page per e-commerce, come costruirla per aumentare il tasso di conversione e quali elementi curare per evitare sprechi di traffico e budget.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è una landing page per e-commerce e quando serve
Una landing page per e-commerce è una pagina progettata con un unico obiettivo: convertire il visitatore in cliente. A differenza delle pagine tradizionali di un sito, come la homepage o una scheda prodotto, la landing page è costruita per eliminare ogni distrazione e guidare l’utente verso un’azione precisa. Questo tipo di pagina è uno strumento strategico quando si lavora su campagne pubblicitarie, email marketing o promozioni stagionali. Serve a trasformare l’interesse in acquisto, con una comunicazione semplice, mirata e persuasiva.
Immagina di lanciare un nuovo prodotto e volerlo promuovere con una campagna Google Ads. Mandare l’utente sulla homepage del tuo sito significa chiedergli di cercare l’offerta da solo, rischiando che si perda nel percorso. Con una landing page per e-commerce, invece, l’utente atterra su una pagina che parla esattamente del prodotto promosso, con un messaggio coerente e un’unica call to action: “Acquista ora”. Tutto è studiato per far sì che quel clic si trasformi in una conversione.
Chi lavora con un sito e-commerce dovrebbe conoscere bene la differenza tra landing page e home page, perché usare la pagina sbagliata può compromettere le performance di un’intera campagna.
Nel prossimo paragrafo vedremo come cambiano gli intent di una landing page e quali azioni deve incentivare, a seconda del prodotto e del target.
Intent e obiettivi: spingere l’utente all’acquisto, senza distrazioni
Nel paragrafo precedente abbiamo definito l’obiettivo della landing page per e-commerce: spingere l’utente a comprare. Non a informarsi, non a navigare il sito, non a iscriversi a una newsletter. Il suo scopo è portare la persona che arriva da un annuncio, una promozione o un’email direttamente alla conversione. Ogni elemento della pagina, dal visual al copy, fino alla call to action, è progettato per sostenere questa azione unica.
Il visitatore non deve pensare. Deve solo dire: “Sì, lo voglio” e cliccare su “Acquista ora”.
Nella maggior parte dei casi, le landing page e-commerce sono usate per:
Promuovere un singolo prodotto o una collezione tematica (es. “Linea estate 2025”).
Lanciare un’offerta limitata, come uno sconto esclusivo, un bundle o una promo con scadenza.
Accompagnare campagne Google Ads, Meta o email marketing, dove ogni clic deve portare a una pagina coerente con la promessa fatta.
In rari casi, una landing può avere obiettivi intermedi, come raccogliere email per accedere a un’offerta riservata, ma in quel caso il focus resta comunque sulla vendita imminente, non sulla lead generation fine a se stessa.
La verità è semplice: una landing per e-commerce non deve spiegare tutto. Deve solo vendere. Il resto spetta al sito web, alle schede prodotto, al blog o alla customer journey.
Elementi fondamentali di una landing page per e-commerce efficace
Una landing page per e-commerce progettata per vendere deve essere chiara, persuasiva e focalizzata. Ogni sezione deve guidare l’utente verso l’acquisto, senza deviazioni o elementi superflui. L’efficacia non dipende solo da un buon design, ma dalla capacità di comunicare in pochi secondi perché quel prodotto è la scelta giusta.
Vediamo quali sono gli elementi indispensabili per raggiungere questo obiettivo.
Immagini e video prodotto
Il prodotto deve essere al centro della scena. Immagini professionali, dettagliate e contestualizzate aiutano l’utente a visualizzare cosa sta acquistando e a immaginarne l’uso. I video, anche brevi, aumentano la fiducia e rendono la pagina più dinamica. È importante che siano leggeri, ottimizzati per mobile e corredati da alt text descrittivi in ottica SEO.
Headline e copy orientati ai benefici
Il testo deve parlare dei vantaggi per l’utente, non delle caratteristiche tecniche. L’headline iniziale deve catturare l’attenzione con un messaggio chiaro e rilevante. Il resto del copy accompagna alla decisione, anticipando eventuali dubbi e rafforzando il desiderio. Ogni frase deve avere uno scopo preciso: avvicinare l’utente al clic.
CTA chiare e persuasive
La call to action deve essere visibile già al primo scroll, ben distinguibile dal resto della pagina e formulata in modo incisivo. Non servono frasi vaghe: meglio un “Acquista ora” diretto, che faccia capire subito cosa succederà dopo. Colore, posizione e testo devono lavorare insieme per spingere all’azione.
Social proof e urgenza (FOMO)
Recensioni, valutazioni, badge e testimonial autentici abbassano le resistenze all’acquisto. A questi si possono affiancare leve del marketing come timer, disponibilità limitata o notifiche social (“Altri 5 utenti stanno visualizzando questo prodotto”). Se ben dosati, questi elementi aumentano la percezione di valore e accelerano la decisione.
Design e UX: semplicità e navigazione mirata
Il design di una landing page e-commerce non deve stupire: deve guidare. L’utente arriva con un intento preciso – spesso dopo aver cliccato su un annuncio – e la pagina deve accoglierlo nel modo più diretto possibile, senza fronzoli. Una buona UX (User Experience) serve proprio a questo: eliminare ogni ostacolo tra il visitatore e l’acquisto.
Layout troppo complessi, effetti grafici superflui o contenuti dispersivi riducono la conversione. Meglio optare per una struttura semplice, con pochi blocchi verticali, titoli ben visibili, immagini che spiegano il prodotto e una CTA sempre presente. L’obiettivo è portare l’utente da “atterrato” a “ha cliccato su acquista” in pochi secondi, con il minimo sforzo cognitivo.
Layout Z-pattern / split-screen
Due dei modelli più efficaci per le landing e-commerce sono il layout a Z e lo split-screen. Il primo sfrutta il movimento naturale degli occhi sullo schermo: dall’alto a sinistra verso destra, poi diagonale fino al basso a sinistra e infine a destra. Inserire headline, visual, benefici e pulsante d’acquisto lungo questo percorso aumenta le probabilità di conversione. Lo split-screen, invece, è utile quando si vuole mostrare in parallelo il prodotto e il suo valore: a sinistra l’immagine, a destra il testo con CTA. È molto usato per lanci di nuovi articoli o offerte speciali.
Eliminazione distrazioni e moduli above the fold
In una landing page che vende, meno è meglio. Niente menu, footer complessi, link esterni o sezioni informative non pertinenti. L’unico focus deve essere il prodotto. Tutto ciò che non contribuisce alla vendita va rimosso. Inoltre, l’elemento chiave – cioè il modulo di acquisto o il bottone CTA – deve essere visibile fin da subito, “above the fold”, ovvero nella prima schermata. Questo riduce l’attrito iniziale e aumenta le probabilità che l’utente compia l’azione desiderata.
Monitoraggio, test e ottimizzazione continua
Una landing page e-commerce non si progetta una volta per tutte. Anche la pagina meglio costruita ha bisogno di essere monitorata, testata e migliorata nel tempo. Perché i comportamenti degli utenti cambiano, le offerte evolvono e ciò che funziona oggi potrebbe non funzionare domani. L’ottimizzazione continua è ciò che distingue un progetto mediocre da una macchina di conversione.
Le metriche fondamentali da osservare sono poche ma decisive: tasso di conversione, bounce rate, durata della sessione, numero di clic sulla CTA. Questi dati ti dicono se gli utenti si fermano, se interagiscono, dove cliccano e dove abbandonano. Google Analytics, Clarity o Hotjar offrono strumenti per osservare questi comportamenti in dettaglio, con mappe di calore, sessioni registrate e funnel di conversione.
Un bounce rate alto indica che la pagina non risponde alle aspettative: magari il messaggio non è chiaro, il caricamento è lento o l’utente si aspettava qualcos’altro rispetto all’annuncio cliccato. Il tasso di conversione ti mostra invece quanti visitatori hanno effettivamente acquistato, ed è l’indicatore più importante per valutare l’efficacia della landing. Monitorare il numero di sessioni e la durata media può aiutarti a capire se il contenuto è troppo lungo, poco coinvolgente o se servono aggiustamenti nella sequenza delle informazioni.
Strumenti: heatmap e A/B testing
L’A/B testing è essenziale per migliorare le performance. Puoi testare headline diverse, colori dei pulsanti, immagini, formati delle CTA o persino la lunghezza della pagina. Spesso basta cambiare una parola o spostare un elemento per aumentare significativamente le conversioni. Le heatmap aiutano a visualizzare dove gli utenti cliccano, scorrono o si fermano. Se una sezione fondamentale viene ignorata, va rivista o riposizionata.
Ottimizzare una landing non significa stravolgere tutto. Significa leggere i dati, ascoltare il comportamento degli utenti e agire in modo strategico per fare in modo che ogni visita conti davvero.
Conclusione
Una landing page per e-commerce è uno strumento di vendita diretto, che deve portare il visitatore a compiere un’azione precisa, subito. Per farlo funzionare davvero, serve una progettazione consapevole, orientata alla conversione e supportata da una struttura chiara, da scelte di design strategiche e da un’ottima performance tecnica.
Eliminare le distrazioni, focalizzare il messaggio, rendere la CTA irresistibile e testare costantemente sono le azioni chiave per ottenere risultati concreti. Ogni elemento deve lavorare in funzione della vendita, senza eccezioni.
Hai bisogno di una landing page progettata per vendere davvero? Il team di PageTop può realizzarla per te, con un approccio strategico, misurabile e orientato al risultato.
Capire quanto costa una landing page nel 2025 significa, prima di tutto, capire cosa vuoi ottenere. Perché non tutte le landing sono uguali: c’è chi si affida a soluzioni gratuite, chi cerca il prezzo più basso e chi invece investe per avere risultati misurabili.
In questo articolo analizzeremo i fattori che determinano il prezzo e ti mostreremo perché il valore di una landing page non si misura solo in euro, ma soprattutto in efficacia.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è una landing page e perché è fondamentale
Una landing page è una pagina web pensata con un solo obiettivo: far compiere all’utente un’azione precisa. Che si tratti di lasciare un contatto, prenotare una consulenza o acquistare un prodotto, tutto nella landing è progettato per guidare l’utente verso quel risultato.
A differenza della homepage di un sito, che accoglie e orienta, la landing concentra l’attenzione. Non ci sono menu dispersivi, link esterni o contenuti superflui. Il messaggio è diretto, la struttura è ottimizzata, ogni elemento ha una funzione precisa.
Per questo le landing page sono fondamentali nelle campagne pubblicitarie: quando paghi per ogni clic, vuoi che quel clic abbia un ritorno. E una landing ben fatta trasforma la curiosità in azione.
I fattori che influenzano il costo di una landing page
Determinare il costo di una landing page non è semplice, perché ci sono variabili importanti da considerare. Analizziamo ora i principali fattori che incidono sul prezzo.
Design e personalizzazione: l’impatto visivo che convince
Un layout originale, coerente con l’identità del brand e ottimizzato per la conversione ha un valore diverso rispetto a un template standard. Lavorare con un team che cura anche la parte estetica significa avere una pagina che comunica professionalità e affidabilità fin dal primo sguardo. Inoltre, un design ben studiato aumenta il tempo di permanenza sulla pagina e riduce il tasso di abbandono, migliorando le performance complessive.
Strategia e copywriting: il cuore persuasivo del messaggio
Le parole contano. E contano ancora di più quando l’obiettivo è convincere.
Il copywriting è una delle voci più decisive nel determinare il successo (e il costo) di una landing page. Scrivere titoli d’impatto, gestire le obiezioni e spingere all’azione richiede competenze specifiche e tempo. Un buon copy accompagna l’utente in un viaggio logico ed emotivo, portandolo a fare click con consapevolezza e fiducia.
Ottimizzazione SEO e performance: visibilità e velocità al servizio delle conversioni
Una landing efficace è veloce, responsive, visibile su Google e pronta per essere testata. Ottimizzare codice, immagini, caricamento e struttura è un lavoro tecnico che ha un impatto diretto sui risultati. E sui costi.
Senza queste attenzioni, anche la miglior offerta rischia di non essere mai vista, o peggio, di non essere percepita come affidabile da chi la visita.
Integrazione e automazioni: quando la tecnologia moltiplica il valore
Collegare la landing con un CRM, impostare un sistema di mail automation o connetterla a un funnel più ampio sono elementi che fanno la differenza. Ma richiedono competenze tecniche e tempo dedicato. L’integrazione permette non solo di raccogliere contatti, ma di attivare subito azioni personalizzate, trasformando l’interesse in relazione e, infine, in vendita.
Quanto costa una landing page professionale da PageTop
PageTop propone tre pacchetti professionali, studiati per rispondere a diverse esigenze e livelli di ambizione:
Pacchetto Start-up – 1.290€
Pensato per professionisti che vogliono promuovere la propria attività in modo efficace e scalabile. Include:
Scelta tra oltre 100 layout
Referente dedicato
Dominio personalizzato
Pianificazione del posizionamento
Sviluppo completo del progetto: testi, grafica e messa online
Messa online in 20 giorni
Pacchetto Professional – 2.190€
Ideale per aziende che cercano contatti qualificati e richieste di preventivo. Include tutti i servizi del pacchetto Start-up, più:
Integrazione con CRM
Massima personalizzazione
Possibilità di pagamento a rate
1 mese di campagne pubblicitarie in omaggio
Messa online in 25 giorni
Pacchetto Advanced – da 4.000€
Dedicato a progetti ambiziosi che vogliono una strategia completa e scalabile. Include tutti i servizi del pacchetto Professional, più:
E-commerce integrato
Gestione dei social network
Produzione video e foto
Coaching e formazione
Messa online in 30 giorni
Perché diffidare delle soluzioni “low cost”
Online si trovano offerte a poche centinaia di euro, o addirittura gratuite.
Ma vale davvero la pena?
Molto spesso queste soluzioni puntano solo sull’apparenza: una grafica gradevole, un layout predefinito e promesse di semplicità d’uso. Ma dietro questa facciata si nascondono limiti evidenti. Le landing page low cost sono spesso:
basate su template generici, già visti e poco personalizzabili
sprovviste di una vera strategia di marketing
senza ottimizzazione SEO o test sulle performance
non collegate a strumenti di analisi, CRM o automazioni
Il problema non è solo tecnico: è strategico.
Queste soluzioni non sono progettate per convertire, ma solo per “esistere”.
E quando il tasso di conversione è basso, la landing page diventa un ostacolo anziché un’opportunità. Peggio ancora, rischia di farti sprecare soldi in campagne ADV che portano traffico su una pagina che non funziona.
In pratica: belle sulla carta, ma inefficaci sul campo.
Una landing page che non converte è un costo, non un investimento. E puntare al risparmio a tutti i costi rischia di compromettere i risultati e la tua reputazione online.
Il valore reale di una landing page: risultati e strategia
Il prezzo di una landing page non si valuta solo guardando il numero. Va messo in relazione a quanto ti fa guadagnare. Una landing ben fatta può generare lead qualificati, clienti reali, vendite ripetute.
In PageTop ogni pagina è il frutto di un processo preciso: ascolto, analisi, progettazione, ottimizzazione. Non è un prodotto standard, ma una soluzione strategica che cresce con il tuo progetto. Ed è proprio questo che fa la differenza.
Inoltre, una landing page realizzata con un approccio strategico consente di misurare le performance nel tempo, ottimizzare continuamente i contenuti e adattare le CTA ai comportamenti degli utenti. Non si tratta solo di “avere una pagina online”, ma di costruire uno strumento attivo, che dialoga con la tua offerta e la valorizza. Quando questa pagina è integrata in un funnel ben strutturato, è in grado di ridurre il costo per acquisizione e migliorare l’efficienza di tutte le campagne collegate.
Conclusione: investi dove conta davvero
Se stai cercando di capire quanto costa una landing page, la vera domanda è: quanto ti serve che funzioni?
Perché risparmiare su uno strumento chiave della tua strategia significa rischiare di buttare via tutto il budget pubblicitario.
Scegli una landing page che converte, che racconta chi sei e che guida i tuoi utenti dove vuoi tu. Con PageTop investi in un alleato, non in una semplice pagina web.
FAQ: domande frequenti sulla creazione di una landing page
Qual è il costo minimo per una landing page?
l costo minimo varia molto a seconda della qualità. Esistono soluzioni gratuite o a poche decine di euro, ma spesso si tratta di template generici, privi di ottimizzazione. Una landing davvero efficace parte da almeno 1.000 € se realizzata da professionisti con obiettivi di conversione chiari.
Quanto tempo ci vuole per realizzare una landing page professionale?
Dipende dalla complessità del progetto. In PageTop, i tempi variano dai 20 ai 30 giorni lavorativi in base al pacchetto scelto (Start-up, Professional o Advanced). Questo tempo include analisi, sviluppo contenuti, design e pubblicazione.
Una landing page gratuita può funzionare?
Ti aspetteresti grandi risultati da una pagina creata in 10 minuti senza conoscere il tuo pubblico? Oppure che una consulenza legale gratuita risolva davvero i problemi più complessi? Lo stesso vale per le landing page: gratuite può voler dire veloce, ma raramente significa efficace.
Quanto può rendere una landing ben fatta?
Una landing efficace può generare contatti qualificati ogni giorno, ridurre il costo per acquisizione nelle campagne e aumentare il tasso di conversione in modo significativo. Non è un costo, ma un investimento con ritorno misurabile. I risultati dipendono da strategia, contenuti e continuità nel tempo.
Eppure, per ottenere nuovi pazienti online, la fiducia da sola non basta: serve anche uno strumento capace di guidare l’utente verso un’azione precisa. Questo strumento è la landing page. Una landing page per psicologi è una pagina web pensata per convertire i visitatori in contatti, appuntamenti o richieste di informazioni.
Non si tratta di un semplice sito vetrina, ma di una pagina progettata per portare l’utente a compiere un’azione precisa. Tutto è costruito attorno a un messaggio essenziale, senza distrazioni: una promessa chiara e un invito all’azione ben visibile. Questo approccio funziona particolarmente bene nel contesto della psicologia, dove l’utente ha bisogno di rassicurazione, semplicità e risposte immediate.
L’obiettivo della landing page per psicologi?
Far compiere all’utente un passo. Che sia lasciare il numero, prenotare un incontro online o scaricare una guida informativa. Ogni elemento della pagina lavora per questo.
In questo articolo parleremo di:
Vantaggi di una landing page per psicologi
Nel contesto attuale, sempre più professionisti scelgono di offrire servizi come lo psicologo online, aprendo così nuove opportunità di contatto attraverso il digitale. Una landing page ben progettata può essere lo strumento ideale per intercettare questo tipo di richiesta, presentando in modo chiaro e rassicurante l’opportunità di ricevere supporto anche a distanza.
Che si tratti di una seduta online o di un appuntamento in studio, l’uso di una landing page specifica consente al professionista di ottenere numerosi benefici.
Il primo vantaggio è l‘efficacia comunicativa: grazie a una struttura mirata, il messaggio arriva subito, senza dispersioni. L’utente capisce in pochi secondi chi sei, cosa offri e cosa dovrebbe fare. Questo riduce il tasso di abbandono e aumenta le probabilità di conversione.
In secondo luogo, una landing page ben progettata trasmette professionalità. Il design pulito, l’uso corretto di colori rassicuranti, la presenza di testimonianze e la chiarezza del linguaggio contribuiscono a creare un clima di fiducia. Per uno psicologo, questo è cruciale: una prima impressione solida può fare la differenza tra un contatto e un click abbandonato.
C’è poi il vantaggio della misurabilità. A differenza di un sito vetrina generico, ogni elemento della landing page può essere monitorato: quante persone cliccano, quanti lasciano i dati, dove si interrompe il percorso. Questo consente di apportare modifiche e ottimizzazioni continue, migliorando nel tempo le performance.
Infine, è uno strumento ideale per chi utilizza campagne Google Ads, Meta o newsletter. Invece di portare traffico alla home page, si può indirizzare l’utente verso una pagina costruita apposta per accogliere quel tipo di bisogno.
Risultato: più contatti, più appuntamenti, più efficacia.
Esempio di landing page per psicologo
Nel caso del dottor Andrea Maldifassi, l’obiettivo primario era la lead generation: trasformare i visitatori in contatti qualificati e prenotazioni. Questa richiesta ha guidato ogni scelta progettuale e strategica nella creazione della landing page.
Abbiamo scelto di realizzare una headline chiara e rassicurante, affiancata da un’immagine professionale capace di trasmettere empatia e accoglienza. Il contenuto è stato organizzato attorno a un tema centrale ben riconoscibile, per intercettare un bisogno preciso dell’utente.
Al posto del classico menu di navigazione, abbiamo preferito una struttura lineare e priva di distrazioni. Tutto converge verso una call to action forte e ben visibile, ripetuta nei momenti strategici della pagina per guidare l’utente con naturalezza verso il contatto. Le CTA sono pensate per rassicurare, senza risultare invasive.
Un ruolo fondamentale è stato affidato alle testimonianze: brevi, autentiche, capaci di comunicare fiducia e di abbattere la diffidenza iniziale. Abbiamo integrato le recensioni in punti chiave del percorso visivo, valorizzando l’impatto senza interrompere il flusso narrativo.
Anche la progettazione visiva è stata curata nei dettagli: una palette rilassante, sezioni ordinate e gerarchiche, testi facilmente scansionabili. L’esperienza mobile è stata ottimizzata con particolare attenzione, garantendo tempi di caricamento rapidi e leggibilità ottimale da qualsiasi dispositivo.
In questo caso specifico, l’ottimizzazione della struttura e delle CTA ha portato a un incremento significativo delle richieste di contatto già nelle prime settimane, confermando l’efficacia dell’approccio adottato. Un esempio concreto di come copy, design e strategia possano lavorare insieme per ottenere risultati.
Come creare una landing page per psicologi
Per costruire una landing page efficace nel settore psicologico, bisogna partire da un obiettivo chiaro.
Vuoi ottenere richieste di appuntamento? Vuoi offrire una prima consulenza gratuita?
Ogni scelta influisce sulla struttura.
Definito l’obiettivo, il passo successivo è conoscere il tuo pubblico: chi sono i tuoi potenziali pazienti, quali problemi vivono, cosa li rassicura?
Il layout deve essere semplice e ordinato. Inizia con un titolo empatico, che intercetti subito il problema dell’utente. Segui con un breve paragrafo che spieghi cosa offri e perché. Aggiungi una call to action visibile fin da subito. Inserisci poi una sezione con benefici chiari, un’immagine professionale, e se possibile, testimonianze reali.
Il modulo di contatto deve essere breve: nome, email e messaggio possono bastare. Ogni campo in più riduce le conversioni. La pagina deve essere responsive, veloce e accessibile anche da smartphone. E infine, tutto deve portare all’azione senza distrazioni. Solo un percorso fluido verso la CTA.
Elementi visivi e UX: cosa funziona davvero
Nella progettazione di una landing page per psicologi, ogni elemento visivo deve parlare la lingua dell’empatia.
I colori scelti devono trasmettere calma e sicurezza: verde salvia, azzurro tenue, beige. Le immagini devono essere professionali ma calde, mai fredde o troppo formali. I font leggibili, le frasi brevi, il tono colloquiale, ma autorevole.
Il layout migliore segue lo schema a Z: l’occhio umano legge dall’alto a sinistra verso destra, poi scende in diagonale e torna a destra. Questo pattern può guidare la disposizione di titolo, immagine, benefici e call to action. Il bottone deve risaltare, avere un verbo d’azione e possibilmente un senso di urgenza o beneficio immediato.
Importante anche la scansione visiva: dividere i contenuti in blocchi, usare icone, grassetti, punti elenco (con moderazione) per aiutare la lettura.
Ricorda: chi visita la tua pagina potrebbe essere emotivamente fragile, quindi ogni elemento deve contribuire a semplificare e rassicurare.
La user experience è parte integrante della conversione.
Come farsi trovare (bene)
Una landing page non serve a molto se nessuno la vede. Per questo è fondamentale ottimizzare anche lato SEO. Inserisci la keyword principale in titolo, meta title, URL, descrizione e nei primi paragrafi. Usa heading (H1, H2, H3) ordinati e coerenti. Evita i tecnicismi e scrivi come se parlassi al tuo paziente ideale.
Oggi non basta più pensare solo a Google: le risposte AI (come ChatGPT o AI Overview di Google) leggono i contenuti cercando risposte concise, chiare e dirette. Per questo è utile inserire domande frequenti con risposte brevi (FAQ), bullet point con benefici e frasi sintetiche da snippet.
Inoltre, testi ben strutturati e accessibili aumentano la probabilità di finire nei risultati in primo piano. La velocità di caricamento, il mobile-first design e l’accessibilità visiva sono fattori che incidono sia sull’esperienza utente sia sul posizionamento.
Conclusione
Creare una landing page efficace per psicologi non significa solo “mettere online una pagina”. Significa progettare un’esperienza che parli alle emozioni, che costruisca fiducia e che porti a un’azione concreta.
Il segreto è unire strategia, empatia e tecnica.
Nessun elemento è lasciato al caso: il testo, il colore, il bottone, l’immagine. Tutto ha un ruolo preciso.
Personalizza. Rendi la tua voce riconoscibile. Perché nella psicologia, come nel marketing, l’autenticità è ciò che più fa la differenza.
Il consiglio finale è di testare.
Anche piccoli cambiamenti possono avere grandi effetti. Cambia una CTA, prova una nuova immagine, riformula l’headline.
Se vuoi realizzare una landing page davvero efficace, affidati a specialisti del settore. Con PageTop puoi contare su una strategia su misura, costruita per far crescere il tuo studio e raggiungere i pazienti giusti, al momento giusto.
Nel marketing digitale, ogni elemento di una landing page ha un compito preciso. Ma ce n’è uno che spesso viene sottovalutato e che invece può determinare il successo o il fallimento di una campagna: le recensioni online.
Non parliamo solo di stelle su Google, ma di testimonianze autentiche, dettagliate e pertinenti. Le recensioni nelle landing page, quando ben integrate, possono trasformarsi in una leva potentissima per aumentare fiducia e conversioni.
Vediamo perché.
In questo articolo parleremo di:
Perché le recensioni nelle landing page influenzano le decisioni d’acquisto
Le decisioni d’acquisto online non si basano solo su prezzo o funzionalità.
Gli utenti cercano rassicurazioni, conferme sociali, segnali che indichino affidabilità.
Qui entra in gioco il concetto di riprova sociale: se altri hanno già acquistato e sono soddisfatti, è più facile che anche un nuovo utente si fidi. Le recensioni online, quindi, non sono un semplice “extra” ma un vero fattore decisionale. Secondo diversi studi, oltre l’80% dei consumatori legge recensioni prima di completare un acquisto, e più del 70% si fida delle opinioni online tanto quanto di un consiglio personale.
Le recensioni influenzano il modo in cui un utente percepisce l’autorevolezza e la trasparenza di un brand. In una landing page, dove spesso l’utente arriva da un annuncio e ha pochi secondi per decidere se restare o andarsene, una recensione ben visibile può fare la differenza. Se è coerente con la promessa fatta nella campagna adv, rafforza il messaggio e abbassa le barriere all’azione.
L’effetto delle recensioni sulla fiducia e credibilità del brand
Integrare recensioni autentiche in una landing page non è solo utile per mostrare che altri hanno acquistato: è un atto di trasparenza.
Le testimonianze creano un ponte tra il brand e il potenziale cliente, rendendolo meno scettico e più propenso a fidarsi. Una buona recensione racconta l’esperienza vissuta, risponde a possibili dubbi e mostra benefici reali.
Le recensioni positive rafforzano l’identità del marchio e migliorano la reputazione percepita. Anche quelle negative, se ben gestite, dimostrano che l’azienda è attenta al feedback e pronta a migliorare. Questo contribuisce a costruire un’immagine solida e affidabile. Soprattutto nelle landing page, dove ogni elemento ha lo scopo di guidare l’utente verso una conversione, le recensioni diventano fondamentali per ridurre le frizioni cognitive e velocizzare il processo decisionale.
Integrazione efficace delle recensioni nelle landing page
Il semplice fatto di avere delle recensioni non basta: è cruciale come vengono presentate. Le testimonianze devono essere collocate in punti strategici della pagina, ad esempio subito dopo l’headline o vicino alla call to action. In questo modo l’utente riceve una conferma positiva nel momento in cui sta valutando se agire. Per capire meglio il contesto in cui vanno inserite, è utile conoscere la differenza tra landing page e home page, così da non confondere obiettivi e struttura.
Tra le tipologie più efficaci troviamo:
Recensioni testuali con nome, foto e dettagli specifici sull’esperienza vissuta.
Video recensioni, ideali per mostrare volti reali e tono di voce, che trasmettono più fiducia.
Valutazioni a stelle con numero totale di recensioni: elemento visivo che impatta subito.
Il segreto sta nellacoerenza: le recensioni devono essere in linea con l’obiettivo della pagina. Se la landing promuove un corso, le testimonianze devono parlare dei risultati ottenuti. Se offre un prodotto, devono evidenziare benefici concreti.
Best practice per utilizzare le recensioni nelle landing page
Per ottenere il massimo impatto dalle recensioni, è importante seguire alcune buone pratiche.
Prima di tutto, evita di inserire solo recensioni perfette: gli utenti cercano autenticita, e una piccola critica tra tante opinioni positive può aumentare la credibilità generale.
Inoltre, punta su recensioni specifiche: una frase come “servizio eccellente” dice poco, mentre “grazie a questa consulenza ho aumentato le mie vendite del 30% in tre mesi” è molto più persuasiva.
Inserisci badge di sicurezza, loghi di media partner o piattaforme note (Trustpilot, Google Reviews) accanto alle recensioni: questo rinforza la percezione di affidabilità.
Infine, se usi testimonianze scritte, è utile affiancare foto reali o screenshot verificabili: aumentano il livello di realismo e coinvolgimento.
Strumenti e plugin per gestire le recensioni online
Oggi esistono moltissimi strumenti per raccogliere, filtrare e pubblicare recensioni in modo semplice e professionale.
Tra i più diffusi troviamo:
Trustpilot: offre widget personalizzabili per mostrare recensioni in tempo reale.
Google Reviews plugin: permette di integrare le recensioni del profilo Google Business direttamente sulla landing.
Molti CMS come WordPress offrono plugin dedicati per automatizzare la pubblicazione delle recensioni. Inoltre, è possibile collegare le recensioni a funnel e campagne email, per richiederle in momenti strategici (post-acquisto, dopo un webinar, ecc.). La gestione smart delle recensioni non solo migliora l’aspetto della landing, ma offre anche insight preziosi su cosa funziona e cosa no.
Conclusione: sfruttare le recensioni per ottimizzare le conversioni
In un panorama digitale sempre più competitivo, le recensioni online rappresentano uno strumento potente e ancora troppo poco utilizzato nelle landing page. Non servono solo a rassicurare: creano connessione, danno prova sociale, offrono spunti concreti e smussano i dubbi. Quando inserite con strategia, migliorano la fiducia, aumentano la permanenza sulla pagina e moltiplicano le probabilità di conversione.
Per chi lavora con le landing page, il consiglio è chiaro: considera le recensioni non come un’aggiunta, ma come un elemento chiave. Raccoglile, curale, posizionale nei punti giusti e testane l’efficacia. Vedrai che anche il ROI delle tue campagne ti ringrazierà.
Immagina di poter trasformare ogni visita al sito del tuo hotel in una reale opportunità di prenotazione. Oggi il viaggio comincia molto prima che i tuoi ospiti mettano piede nella hall.
La prima esperienza avviene online, spesso in pochi secondi, su una landing page per hotel che può fare la differenza tra una camera vuota e un tutto esaurito. Non è semplicemente una vetrina digitale, ma il cuore pulsante della tua strategia di vendita diretta.
In questo articolo parleremo di:
Perché ogni hotel ha bisogno di una landing page davvero efficace
Molti hotel investono in siti web eleganti e ricchi di contenuti, ma nella maggior parte dei casi questo non basta a generare prenotazioni. Quando l’obiettivo è chiaro, convertire un utente in cliente, non serve raccontare tutto: serve raccontare la cosa giusta.
Una landing page per hotel serve esattamente a questo. Riduce le distrazioni, guida l’utente verso una scelta precisa e lo spinge a compiere l’azione desiderata: prenotare.
Ogni elemento della pagina, dalle immagini al titolo, dal copy al pulsante, deve essere studiato per ridurre al minimo il tempo che passa tra il momento in cui l’utente si incuriosisce e quello in cui decide di prenotare.
E questo richiede una strategia. Non basta il design.
Serve capire chi è il tuo ospite ideale, da dove arriva, cosa cerca e perché dovrebbe scegliere il tuo hotel invece di un altro.
Una buona landing permette anche di ridurre la dipendenza dalle OTA, con un impatto diretto sul margine operativo.
Cosa rende davvero efficace una landing page per hotel
Per essere efficace, una landing page deve rispondere esattamente al bisogno del viaggiatore in quel momento.
Il titolo, per esempio, deve parlare direttamente all’utente e fargli capire subito qual è il vantaggio del prenotare dal sito ufficiale.
Anche le immagini fanno la loro parte. Devono essere autentiche, di alta qualità, in grado di evocare sensazioni reali. La vista dalla camera, il buffet della colazione, il dettaglio di una spa: tutto deve aiutare il visitatore a immaginarsi lì. Ma attenzione, niente stock: l’utente se ne accorge, e la fiducia crolla.
La call to action, il famoso “Prenota ora”, non deve solo esserci, deve essere impossibile da ignorare. Deve essere visibile subito, ma può essere ripetuta in modo naturale anche in altri punti della pagina, ad esempio dopo aver descritto i servizi o dopo le testimonianze.
E parlando di fiducia, le recensioni fanno una grande differenza. Leggere che altri ospiti si sono trovati bene è rassicurante. Mostrare valutazioni reali, magari accompagnate da una foto o dal nome dell’ospite, trasmette trasparenza.
Infine, non dimenticare l’offerta esclusiva: un vantaggio tangibile per chi prenota direttamente. Che sia uno sconto, un regalo di benvenuto o un upgrade, è questo che fa la differenza tra una landing che convince e una che viene abbandonata.
Quando usarla (e perché funziona meglio del sito)
Una landing page per hotel è utile ogni volta che attivi una campagna mirata. Non è un’alternativa al sito: è un’arma in più per situazioni specifiche.
Hai una promozione stagionale? Stai spingendo su un evento locale? Vuoi recuperare i visitatori che hanno abbandonato il processo di prenotazione?
In tutti questi casi, una pagina dedicata è più efficace della homepage.
La chiave sta nella coerenza tra annuncio e contenuto. Se l’utente legge “Offerta Primavera: 2 notti al prezzo di 1” in un annuncio e atterra su una pagina generica senza traccia dell’offerta, perderai la sua attenzione. Una landing fatta bene è allineata in tutto: copy, visual, promesse e azione. Riduce il rumore e accelera la conversione.
Come migliorare le prenotazioni dirette con una landing page su misura
Vendere di più è importante, ma vendere meglio lo è ancora di più.
E una landing page pensata su misura per il tuo target ti permette di farlo.
Tutto parte da un principio: ogni pagina deve avere un solo obiettivo. Niente menù, niente link esterni, nessuna possibilità di distrazione. L’utente deve restare lì, concentrato su un’unica azione: prenotare.
Poi c’è l’aspetto tecnico. La pagina deve essere velocissima a caricarsi, mobile-first, intuitiva. La maggior parte delle ricerche per hotel avviene da smartphone. E se la pagina non è all’altezza, anche l’hotel rischia di non sembrarlo.
Infine, ricordati che non esiste la formula perfetta valida per tutti. Ogni struttura ha il suo pubblico, il suo stile, la sua unicità. È per questo che le landing page vanno testate, ottimizzate, modificate nel tempo. Cambia il titolo, sposta la CTA, prova un altro visual.
Anche una sola parola può cambiare i risultati.
Elementi chiave da includere per aumentare le prenotazioni
Una landing page per hotel che funziona davvero è una combinazione ben calibrata di elementi visivi, testuali e funzionali. La Call to Action deve essere immediata, chiara e posizionata nei punti strategici della pagina: un semplice “Prenota Ora” funziona, ma solo se si inserisce nel momento giusto del percorso dell’utente, magari subito dopo aver letto una recensione convincente o scoperto un’offerta esclusiva. Le immagini, poi, sono la tua arma visiva più potente: niente trasmette l’atmosfera di una struttura come fotografie autentiche, luminose, capaci di far percepire comfort, accoglienza, cura del dettaglio.
Le recensioni non sono solo accessori: sono il ponte tra chi ha già vissuto l’esperienza e chi sta valutando di farlo. Includere testimonianze vere, con nome, volto e magari una breve storia, può ridurre drasticamente il tasso di abbandono della pagina. Allo stesso modo, un modulo di prenotazione semplice e veloce – integrato direttamente nella landing – evita dispersioni e mantiene l’utente nel flow della conversione. L’obiettivo è far sì che prenotare diventi la cosa più naturale da fare, non un ostacolo da superare.
Infine, l’ottimizzazione mobile non è un optional. Oggi la maggior parte degli utenti cerca e prenota da smartphone: se la tua pagina non è veloce, leggibile, tappabile, la conversione si perde prima ancora di iniziare. Ogni clic deve essere fluido, ogni bottone accessibile, ogni informazione immediatamente fruibile, anche su schermi piccoli. Solo così la tua landing page può davvero fare la differenza.
La landing page per hotel non è un lusso. È un asset strategico
Molti albergatori vedono la landing page come un optional.
In realtà, è l’unico modo per ottenere il massimo dalle proprie campagne digitali. Quando ben progettata, una landing page per hotel permette di riprendere in mano il controllo delle prenotazioni, aumentare il valore medio delle vendite e costruire una relazione più diretta con il cliente.
Hai mai pensato a cosa succederebbe se anche solo una piccola parte del traffico che oggi finisce su Booking venisse convinta a prenotare direttamente sul tuo sito?
Ecco, la risposta sta tutta lì. Non è solo questione di estetica o tecnologia: è questione di strategia.
Una landing page per hotel ben pensata non è un investimento superfluo. È uno dei pochi strumenti digitali che oggi ti permette di fare la differenza, ogni singolo giorno.
Nel mondo del web marketing, capire la differenza tra landing page e home page non è un dettaglio tecnico. È un passaggio chiave per costruire strategie digitali che funzionano davvero. Entrambe sono pagine web, sì. Ma cambiano completamente per finalità, struttura e modo di interagire con chi le visita.
Facci caso: ti è mai capitato di cliccare su un annuncio, arrivare su un sito e… dover cercare tra mille menù dove trovare l’offerta promessa? Probabilmente sei finito su una home page. Se invece arrivi dritto al punto, magari con un titolo chiaro, un modulo da compilare e un solo tasto da premere, sei su una landing page.
Questa differenza non è solo tecnica: incide sui risultati. Se hai un sito aziendale, stai lanciando un prodotto o investendo in pubblicità online, sapere quando usare l’una o l’altra può cambiare tutto. Perché ogni pagina ha un compito preciso. E se le usi nel modo giusto, lavorano per te.
In questo articolo parleremo di:
Che cos’è una Landing Page e a cosa serve
La landing page è una pagina che ha una missione precisa: portare l’utente a compiere un’azione. Niente menù, niente link in giro, niente “scopri di più” su mille argomenti diversi. Qui tutto è costruito attorno a un’unica azione: lasciare un contatto, fare un acquisto, scaricare una guida (sì, lì la puoi chiamare così), prenotare una consulenza.
La differenza più evidente tra landing page e home page è proprio questa.
Se la homepage accoglie, la landing converte.
È una pagina essenziale, pulita, pensata per non far perdere tempo. Il messaggio è chiaro, il titolo parla esattamente di quello che l’utente stava cercando, e una call to action supportata da un microcopy mirato apre la strada alla conversione.
Funziona perché non distrae. L’attenzione è tutta lì. E infatti le landing page (ci sono diversi tipi di landing page) sono usate soprattutto nelle campagne a pagamento: Google Ads, Facebook, LinkedIn. Se paghi per portare traffico, vuoi che ogni clic abbia un obiettivo chiaro.
E non finisce qui: le landing si prestano ai test. Cambi un titolo, provi un’immagine diversa, sposti un pulsante. Tutto è misurabile. E se una versione funziona meglio, la tieni. Semplice.
Il punto è questo: una landing non racconta tutto di te. Ma fa fare quello che serve.
Che cos’è una Home Page e qual è il suo ruolo
La home page è la pagina principale di un sito web. È quella che appare quando digiti un dominio, tipo www.tuosito.it, o quando qualcuno cerca il nome della tua attività su Google. È la porta d’ingresso al mondo digitale della tua azienda, il punto da cui inizia la navigazione.
A differenza della landing page, non ha un solo obiettivo. Anzi, spesso ne ha diversi: far conoscere chi sei, mostrare i tuoi servizi, raccontare la tua storia, guidare l’utente verso le varie sezioni del sito. È un po’ come la reception di un hotel: da lì puoi andare in camera, in sala conferenze o al ristorante. Ma devi scegliere tu dove dirigerti.
Una home page ben fatta è chiara, organizzata, pensata per diversi tipi di utenti. C’è chi cerca informazioni sull’azienda, chi vuole capire se offri un certo servizio, chi è solo curioso. Il compito della homepage è orientare tutti, senza confonderli. Deve trasmettere subito chi sei, cosa fai e perché dovrebbero continuare a navigare sul tuo sito.
Di solito ha un menu di navigazione visibile, una struttura a blocchi che racconta i punti salienti dell’offerta, e magari una call to action principale, ma senza forzare la mano. Non si punta a una conversione immediata: si costruisce fiducia, si dà una panoramica completa, si invoglia l’utente a esplorare.
Serve in particolare a chi ha un sito aziendale strutturato, con più servizi, contenuti informativi e magari anche un blog. Se vuoi costruire una presenza online solida, la home page è il punto da cui partire. Ma se hai bisogno di spingere un’azione precisa e misurabile, non è lì che devi mandare il tuo traffico.
Landing Page vs Home Page: tutte le differenze
Landing page e home page non sono intercambiabili. Non è solo una questione di design o di contenuti, ma di scopo. Cambia il modo in cui comunicano, cambia cosa ci si aspetta dall’utente e cambia anche il contesto in cui vengono usate. Vediamo perché.
La prima grande differenza riguarda l’obiettivo. La landing page esiste per convertire. Ogni elemento che contiene – dal titolo alla call to action – è lì per spingere l’utente a compiere un’azione precisa, senza distrazioni. Al contrario, la home page deve presentare tutto l’ecosistema del sito: prodotti, servizi, chi sei, cosa fai, dove ti trovi. Non chiede subito di agire, ma di esplorare.
Un altro punto chiave è la struttura. La landing è minimalista. Niente menu in alto, niente footer con mille link, niente approfondimenti. È pensata per seguire un flusso chiaro: problema – soluzione – azione. La home page, invece, ha spesso un menu di navigazione, una serie di sezioni che introducono ai diversi contenuti e più di una call to action (magari “Scopri di più”, “Vai al catalogo”, “Contattaci”).
Anche il traffico che ci arriva è diverso. Una landing page si usa quando porti l’utente da un annuncio, una campagna social o una newsletter. Lì sai cosa sta cercando, e glielo offri su un piatto d’argento. La home page, invece, riceve visite più generiche: da chi ti cerca su Google, da chi ha sentito parlare di te o da chi vuole curiosare.
Infine c’è il tema della misurazione. Le performance di una landing si valutano facilmente: ha convertito oppure no? Sulla home page, invece, il valore è più distribuito. Conta il tempo di permanenza, le pagine visitate, il percorso di navigazione.
In sintesi: la landing è una pagina d’azione, la home una pagina di presentazione. Entrambe servono, ma non per lo stesso scopo.
Quale scegliere? Dipende dal tuo obiettivo
Qui la domanda non è “qual è meglio?”, ma “cosa ti serve in questo momento?” Perché landing page e home page sono strumenti diversi, e funzionano bene solo se li usi nel contesto giusto.
Se stai facendo pubblicità online, ad esempio, la landing page è quasi sempre la scelta giusta. Hai scritto un annuncio su Google o su Facebook? Hai promesso qualcosa in cambio del clic? Bene, la pagina di destinazione deve parlare esattamente di quella promessa. Non puoi permetterti di mandare l’utente sulla home e sperare che trovi da solo quello che cercava. Nella maggior parte dei casi, chiude tutto e se ne va. Una landing è diretta, focalizzata e costruita per convertire. È lì che guadagni contatti, vendite, prenotazioni.
Se invece stai costruendo la tua presenza online, magari sei un professionista, un’agenzia, un’azienda, allora serve una home page e un sito web ben fatti. Non perché converta subito, ma perché racconta chi sei, cosa fai, come lavori. È il tuo biglietto da visita, il punto da cui far partire l’esplorazione. Chi arriva lì spesso non è pronto ad acquistare: vuole fidarsi, capire, approfondire. La home serve proprio a questo.
Possiamo riassumerla così:
Vuoi raccontarti e creare fiducia? Parti dalla home page di un sito web.
Vuoi ottenere un’azione precisa e misurabile? Punta su una landing page.
Non è questione di estetica, ma di strategia. E in alcuni casi, puoi usarle entrambe: homepage per il sito istituzionale, landing per le campagne. L’importante è che tu sappia perché stai usando una pagina e cosa vuoi ottenere da chi la visita.
La pagina giusta per l’obiettivo giusto
Siamo arrivati al punto chiave: non esiste una pagina migliore in assoluto, esiste la pagina giusta per lo scopo che ti sei dato. Landing page e home page giocano in due campi diversi, e se cerchi di usarle nello stesso modo, finisce che non funziona né l’una né l’altra.
Due strumenti, due scopi, una sola regola: usa la pagina giusta per l’obiettivo che hai in mente.
Se stai progettando un sito, una campagna o anche solo un singolo contenuto e non sei sicuro da dove partire, inizia chiedendoti cosa vuoi che faccia l’utente. La risposta ti porterà già a metà strada.
Hai un dubbio su quale usare per il tuo progetto? Raccontamelo: posso aiutarti a scegliere la soluzione più efficace per raggiungere i tuoi obiettivi.
Le landing pages, o pagine di atterraggio, sono strumenti fondamentali nel digital marketing. Il loro scopo è semplice, ma potentissimo: convertire. Che si tratti di generare contatti, vendere un prodotto o far iscrivere un utente a un evento, ogni landing page è costruita con un obiettivo ben preciso. Ma proprio perché esistono obiettivi diversi, esistono anche diversi tipi di landing pages, ciascuno con caratteristiche e funzionalità uniche.
In questo articolo parleremo delle principali tipologie, dei contesti in cui usarle e di come scegliere quella giusta per la tua strategia.
Niente teoria inutile: solo informazioni concrete, chiare e pronte all’uso.
In questo articolo parleremo di:
I principali tipi di landing pages
Ogni landing page ha un compito specifico, e comprenderne le differenze può davvero fare la differenza nei tuoi risultati. Ecco una panoramica dei tipi di landing pages più utilizzate.
Landing page di transizione (Click-through)
La landing page di transizione è progettata come passaggio intermedio tra un’informazione iniziale e la fase finale di acquisto o iscrizione.
È molto usata nel mondo SaaS, nei funnel B2B o nei percorsi in cui il prodotto o servizio necessita di una spiegazione prima che l’utente compia un’azione. Questo tipo di pagina, infatti, non contiene un form, ma un pulsante o una call-to-action che rimanda alla pagina finale di conversione.
Il vantaggio principale di una click-through è che prepara l’utente alla fase decisiva, eliminando eventuali resistenze. In pratica, “scalda” il lead.
Spesso è usata dopo una campagna Google Ads o social, dove l’utente ha mostrato un interesse ma non è ancora pronto a convertire. La pagina gli fornisce informazioni aggiuntive come vantaggi, testimonianze, video, o comparazioni per costruire fiducia. Quando è fatta bene, il tasso di clic sul bottone può superare il 30%.
Attenzione però: per funzionare, questa tipologia deve essere perfettamente coerente con la fonte da cui arriva il traffico e con la pagina di destinazione. Messaggi poco coerenti infatti abbassano la conversione. L’ideale è usarla con offerte ad alto valore, dove la decisione d’acquisto ha bisogno di un piccolo “ponte logico” tra interesse e azione.
Landing page per lead generation
La pagina di acquisizione lead è forse il formato più noto tra le landing pages. Il suo obiettivo è ottenere dati di contatto, in genere email, ma a volte anche nome, telefono o ruolo lavorativo. Questo avviene quasi sempre in cambio di un contenuto gratuito o un incentivo: ebook, webinar, checklist, sconto, o accesso a un contenuto riservato.
La forza di questa tipologia sta nella semplicità.
Il messaggio è diretto: “Dammi il tuo contatto, ti do qualcosa di valore in cambio”. Ma proprio perché così diffusa, è anche la più abusata. Molte lead page oggi falliscono perché chiedono troppo senza offrire abbastanza. Per avere successo, il valore percepito dell’offerta deve essere altissimo. Più il tuo lead magnet è specifico, utile e ben presentato, più aumentano le conversioni.
Dal punto di vista del design, è importante ridurre al minimo le distrazioni. Niente link esterni, niente menu di navigazione.Tutto deve portare all’inserimento del form.
Anche la posizione del form fa la differenza: sopra la piega (above the fold) per offerte dirette, oppure dopo una breve spiegazione, se l’utente ha bisogno di capire meglio. L’uso delle testimonianze, dei badge di sicurezza e delle micro-animazioni può aumentare ulteriormente la fiducia e la conversione. Questa tipologia di landing page è perfetta per categorie specifiche come studi legali, psicologi ecc.
Sales Page
La sales page è una landing page progettata per un obiettivo preciso: vendere direttamente. A differenza delle pagine pensate per raccogliere contatti, qui l’intero percorso è costruito con un copywriting persuasivo che rimuove dubbi, presenta l’offerta in modo convincente e spinge all’azione finale. Il focus è interamente sulla presentazione del prodotto o servizio, sulla creazione di urgenza e sulla rimozione delle obiezioni.
Esistono sales page più brevi, adatte a prodotti semplici e a basso costo, e sales page più lunghe (come la long-form sales page) pensate per offerte complesse o ad alto valore. In ogni caso, il principio resta lo stesso: condurre l’utente dalla consapevolezza all’acquisto in un unico percorso.
Gli elementi chiave di una sales page efficace sono:
Un titolo forte e chiaro, che cattura l’interesse subito.
Una descrizione dei benefici concreti che il prodotto porta.
Prove sociali come testimonianze, recensioni o casi studio.
Una call-to-action visibile e immediata.
Quando usi una sales page, ricorda che il pubblico dev’essere già in una fase avanzata del funnel, pronto a prendere una decisione. Per questo motivo, il tono deve essere sicuro, persuasivo ma anche rispettoso: forzare la vendita può ottenere l’effetto contrario. Usare una sales page ben strutturata può aumentare drasticamente il tasso di conversione, specialmente se supportata da campagne di retargeting o email marketing mirate.
Squeeze page
La squeeze page è l’essenza della sintesi.
Il suo obiettivo?
Una sola cosa: ottenere l’email dell’utente. Niente fronzoli, niente paragrafi lunghi.
Solitamente contiene una frase di apertura, una breve promessa di valore e un form con uno o due campi al massimo. Il messaggio è forte e chiaro: “Iscriviti ora e ottieni questo beneficio”.
Questa tipologia è perfetta quando il traffico è freddo ma curiosamente interessato, come nel caso di un utente che arriva da una pubblicità social o da un link in un guest post. La brevità della pagina riduce le possibilità di distrazione e velocizza la decisione. Tuttavia, proprio perché è minimalista, ogni elemento deve essere curato al massimo: il titolo deve essere magnetico, il benefit immediato, il bottone persuasivo.
Un altro elemento cruciale è il design. Colori accesi per il bottone, testo leggibile e un layout mobile-first sono fondamentali. In molti casi, le squeeze page sono accompagnate da un timer o da un numero limitato di iscrizioni, per sfruttare il principio della scarsità. L’importante è che tutto sembri autentico: le pressioni psicologiche forzate vengono percepite come spam.
Usare una squeeze page è particolarmente utile quando si vuole far crescere velocemente una lista email, ad esempio per il lancio imminente di un prodotto, o per offrire contenuti gratuiti periodici (come una newsletter).
Infomercial Page
La pagina infopubblicitaria (o “infomercial page”) prende ispirazione dalla pubblicità televisiva a risposta diretta.
Si tratta di una landing page molto lunga, spesso piena di testo, video, immagini, grafici e testimonianze.
Il suo compito è informare e convincere.
È ideale per prodotti complessi, servizi ad alto ticket o soluzioni nuove che richiedono una spiegazione dettagliata.
A differenza di altre landing, qui l’utente viene guidato passo dopo passo, spesso in uno stile narrativo: si presenta il problema, si mostra la soluzione, si costruisce autorità, si inseriscono prove e poi si propone l’azione.
Questo formato è molto usato nei funnel avanzati, nel copywriting diretto e nell’ambito formativo.
Affinché una pagina infopubblicitaria funzioni, deve essere ben strutturata.
Ogni sezione deve anticipare un’obiezione e rispondere prima che l’utente la formuli. Serve equilibrio tra testo e visivo, e un uso sapiente delle call to action lungo tutta la pagina. Molti marketer scelgono di inserire più CTA: una in alto per i convinti, una centrale e una finale per i più riflessivi.
Non è una tipologia adatta a tutti i contesti: va usata quando l’utente ha tempo, voglia di leggere, o è motivato da una necessità reale. Quando queste condizioni ci sono, può ottenere conversioni impressionanti, anche senza bisogno di retargeting.
Pagina di destinazione virale
La pagina virale è progettata per una cosa sola: essere condivisa.
A differenza di altre landing, qui l’obiettivo non è tanto la conversione diretta, quanto la diffusione del contenuto o del messaggio a una rete più ampia. Per riuscirci, questa pagina punta tutto sull’emozione: sorpresa, divertimento, indignazione, curiosità. Più riesce a colpire l’utente a livello emotivo, più aumenta la probabilità che venga condivisa.
Spesso include video, quiz, giochi, challenge, ma anche giveaway o contenuti interattivi. Il layout è semplice, mobile-friendly e ottimizzato per la condivisione social. Il copy è incisivo e stimola l’azione: “Condividi con i tuoi amici”, “Sfida i tuoi contatti”, “Scopri se sei tra i primi 100”. L’elemento di gamification è spesso centrale.
Una pagina virale può anche contenere una call-to-action secondaria, come l’iscrizione a una newsletter o l’accesso a un contenuto esclusivo.
La forza di questo formato sta nella rapidità con cui può portare traffico qualificato attraverso il passaparola digitale. Va usata con attenzione, però: se il contenuto non è realmente interessante o divertente, rischia di sembrare forzato e ottenere l’effetto opposto.
Quando funziona, questa landing può generare un’esposizione enorme con investimenti pubblicitari ridotti. È particolarmente utile per brand giovani, startup o iniziative con una forte identità creativa.
Splash page
La pagina interstiziale, più comunemente chiamata “splash page”, è una breve schermata che appare prima dell’accesso al contenuto principale di un sito.
Non è una landing page nel senso stretto del termine, ma può diventarlo quando utilizzata per indirizzare il traffico verso un’azione specifica. Per esempio, può essere usata per annunciare un’offerta, raccogliere l’iscrizione a una newsletter o indirizzare l’utente verso una landing vera e propria.
Il suo utilizzo principale è comunicare un messaggio rapido e contestuale: selezione della lingua, promozione a tempo, aggiornamento importante, avviso legale. Il design è essenziale, quasi sempre fullscreen, e punta a una sola interazione (cliccare un bottone, scegliere un’opzione, chiudere la finestra).
Per essere efficace, una splash page deve essere chiara, rapida da caricare e facilmente chiudibile. Troppa insistenza o testi ambigui possono danneggiare la user experience e aumentare il bounce rate. Quando viene usata con intelligenza, può invece anticipare un contenuto rilevante e migliorare il percorso dell’utente.
Nel contesto delle landing vere e proprie, può fungere da filtro iniziale, soprattutto in siti multilingua o con pubblico internazionale, guidando l’utente verso la landing più adatta.
Pagina di ringraziamento (Thank You Page)
Spesso sottovalutata, la pagina di ringraziamento è in realtà un elemento strategico nella progettazione di una buona esperienza utente.
Si attiva dopo che l’utente ha completato un’azione: iscrizione, acquisto, richiesta informazioni.
Il suo ruolo è duplice:
confermare che l’azione è andata a buon fine;
guidare verso il prossimo passo.
Oltre al messaggio di conferma, questa pagina può includere contenuti aggiuntivi, come una guida da scaricare, un video introduttivo, o link utili. Molti marketer la usano anche per attivare un upsell o un invito a condividere l’esperienza sui social. In ottica funnel, rappresenta il punto di partenza per costruire una relazione a lungo termine con l’utente.
È importante che questa pagina sia coerente con il tone of voice usato nella landing precedente e che non appaia “vuota” o trascurata. Anche piccoli dettagli, come un messaggio personalizzato o un’animazione, possono aumentare l’effetto positivo sull’utente e rafforzare la fiducia nel brand.
Infine, è utile monitorare il comportamento degli utenti sulla thank you page, perché può fornire indicazioni preziose su quanto l’esperienza di conversione sia stata soddisfacente e su eventuali azioni successive da proporre.
Pagina di vendita estesa (Long-form sales page)
La long-form sales page è una landing lunga, spesso molto dettagliata, che ha come obiettivo la vendita diretta.
Il suo formato si adatta particolarmente bene a prodotti o servizi ad alto valore, dove l’utente ha bisogno di tempo e informazioni per maturare la decisione d’acquisto. È molto usata nel digital marketing, nei corsi online, nei programmi di coaching, nei software in abbonamento.
La struttura è articolata, ma segue uno schema preciso: si parte con un titolo forte, si introduce un problema comune, si presenta la soluzione, si costruisce autorità (tramite bio, social proof, recensioni), si aggiungono bonus e si conclude con la call-to-action. Spesso il tutto è accompagnato da elementi visivi, video di testimonianze e un bottone ben visibile in più punti.
Affinché questa pagina sia efficace, ogni sezione deve anticipare e rispondere a un’obiezione. L’utente deve sentire che ogni suo dubbio viene sciolto, senza bisogno di contattare nessuno. Il copy è fondamentale: dev’essere diretto, umano, ma anche tecnico quanto basta per costruire fiducia. L’uso dei numeri, delle statistiche e delle “storie” di successo ha un grande impatto.
Questa tipologia richiede tempo per essere progettata e testata, ma quando funziona, ha un tasso di conversione altissimo, soprattutto in abbinamento a una strategia di email follow-up.
Landing page per eventi
La pagina evento è progettata per promuovere un evento specifico: online o fisico, gratuito o a pagamento.
Il suo scopo è informare, entusiasmare e convertire. Deve fornire tutti i dettagli essenziali (data, luogo, programma, relatori), ma anche costruire fiducia e spingere all’iscrizione.
Il layout tipico include un’intestazione accattivante, una presentazione dell’evento, una sezione con gli speaker e uno spazio per iscriversi (form o bottone di acquisto).
Il copy deve rispondere a tre domande fondamentali: di cosa si tratta, perché dovrei partecipare, cosa mi porterò a casa. L’aggiunta di un timer con countdown o un numero limitato di posti può aumentare l’urgenza e incentivare l’azione immediata.
È importante che la pagina sia responsive, chiara e veloce da caricare. Se l’evento è online, considera di integrare l’iscrizione con una piattaforma come Zoom. Se è dal vivo, puoi aggiungere mappe, info logistiche o anche una galleria con foto delle edizioni precedenti.
La chiave di una pagina evento efficace è la combinazione tra chiarezza, energia comunicativa e facilità d’azione. Ogni elemento dovrebbe portare naturalmente l’utente verso l’iscrizione.
Come scegliere la landing page giusta per la tua strategia
Scegliere la landing page giusta non è questione di gusti, ma di strategia. Ogni tipo è pensato per rispondere a esigenze diverse lungo il funnel di vendita.
Prima di tutto, chiediti: qual è il mio obiettivo? Voglio generare contatti? Vendere un prodotto? Creare attesa per un nuovo lancio?
Se sei nella fase iniziale del funnel, le pagine di acquisizione lead o le squeeze page sono ideali. Puntano alla raccolta dei dati per costruire relazioni nel tempo. Se invece l’utente è già caldo e pronto all’acquisto, allora una pagina di transizione o una long-form sales page possono fare la differenza. Quando organizzi un evento o lanci un prodotto, invece, la pagina evento o quella “coming soon” aiutano a focalizzare l’attenzione e generare hype.
Altri fattori da considerare sono: il tipo di pubblico (B2B o B2C?), il canale di traffico (email marketing, social, search), e la complessità dell’offerta. Una landing page ben progettata non solo aumenta le conversioni, ma migliora l’esperienza utente, rafforza la fiducia e ottimizza il ritorno sull’investimento pubblicitario.
Best practices per la creazione di landing pages efficaci
A prescindere dal tipo scelto, ci sono alcune regole universali per costruire landing pages efficaci. La prima riguarda il focus: ogni pagina deve avere un solo obiettivo, una sola call-to-action e nessuna distrazione. Poi conta il design: deve essere pulito, coerente con il brand, ma soprattutto orientato alla conversione. Il titolo deve essere forte e chiaro, i benefici vanno messi in evidenza subito, e il form deve essere semplice e veloce da compilare.
Altro aspetto cruciale è la coerenza con l’annuncio o il link da cui l’utente arriva. Se prometti una guida gratuita, la landing deve consegnarla. Se inviti all’iscrizione a un evento, deve esserci il form per farlo. Infine, ogni landing page deve essere ottimizzata per il mobile: oltre il 60% del traffico web arriva da smartphone, e una pagina non responsive rischia di perdere la maggior parte delle conversioni.
Conclusione
Conoscere i diversi tipi di landing pages ti dà un vantaggio importante, ma progettare una pagina davvero efficace è tutta un’altra storia. Non basta scegliere il formato giusto: serve una strategia precisa, copywriting persuasivo, design orientato alla conversione e ottimizzazione continua. Ogni dettaglio conta, e spesso la differenza tra una landing che converte e una che fallisce sta proprio nella cura dei particolari.Se vuoi creare landing page che funzionano davvero, pensate per aumentare le tue conversioni e costruire valore reale, affidati a chi lo fa di mestiere. Pagetop è specializzato nella realizzazione di landing pages ad alte prestazioni, su misura per il tuo obiettivo e il tuo pubblico.
Creare una landing page efficace non significa solo scrivere bene o avere un bel design: il vero cuore di una pagina che converte sta nella capacità di persuadere chi la visita.
Ma cosa rende davvero persuasiva una pagina?
In questo articolo ti accompagno alla scoperta delle principali leve psicologiche utilizzate nel marketing digitale, con un focus su come applicarle in modo concreto nelle tue landing page.
Sì, parliamo proprio dei principi teorizzati da Robert Cialdini, ma non solo: vedremo esempi, errori da evitare e strategie pratiche per trasformare la tua pagina in uno strumento potente di conversione.
In questo articolo parleremo di:
Introduzione alle leve di persuasione del marketing
La persuasione nel marketing non è manipolazione: è un insieme di tecniche che aiutano a comunicare in modo più efficace, portando l’utente a compiere un’azione spontanea e consapevole.
Quando un utente atterra su una landing page, ha pochi secondi per decidere se restare o andarsene.
Ecco perché ogni elemento della pagina, dal titolo, all’immagine, fino al pulsante finale, deve essere pensato per guidarlo con naturalezza verso la conversione.
Le leve persuasive sono strumenti che fanno leva su meccanismi psicologici ben noti: la necessità di sentirsi coerenti, il desiderio di essere accettati, la fiducia verso chi è autorevole. Queste dinamiche non sono nuove, ma se applicate nel modo giusto, possono fare la differenza tra un utente che abbandona e uno che compie l’azione desiderata.
Chiediti: la tua landing page parla davvero al tuo utente? Lo rassicura? Gli dà motivi concreti per fidarsi?
Se anche solo una di queste risposte è “no”, probabilmente hai margine per migliorare l’efficacia persuasiva della tua comunicazione.
Nei prossimi paragrafi vedremo come farlo, passo dopo passo.
I principi di persuasione di Robert Cialdini applicati alle landing page
Robert Cialdini ha individuato sette principi che descrivono i meccanismi attraverso cui le persone sono naturalmente portate a dire di sì.
Non si tratta di regole rigide, ma di linee guida che, se integrate in modo autentico, possono aumentare drasticamente le conversioni.
Eccole nel dettaglio:
reciprocità: le persone tendono a restituire un favore. Se offri qualcosa gratuitamente, una guida, un codice sconto, un contenuto esclusivo è più probabile che l’utente ricambi con un’azione: iscriversi, lasciare un contatto, acquistare;
impegno e coerenza: quando una persona prende una piccola decisione, vuole rimanere coerente con essa. Ecco perché è utile iniziare con micro-conversioni (es. cliccare un bottone, scaricare una risorsa) che preparano il terreno per azioni più significative;
riprova sociale: vedere che altri hanno compiuto una scelta simile rassicura. Recensioni, testimonianze, badge di clienti famosi o numeri di utenti soddisfatti sono elementi potentissimi per ridurre l’incertezza;
autorità: ci fidiamo di chi è percepito come esperto. Inserire certificazioni, menzioni su media autorevoli o ruoli professionali può rafforzare la credibilità;
simpatia: tendiamo a seguire chi ci piace. Immagini, tono del testo, storytelling: ogni dettaglio dovrebbe contribuire a creare una relazione empatica;
scarsità: ciò che è raro o limitato appare più desiderabile. Offerte con tempo limitato o posti limitati sono un classico, ma attenzione a non esagerare o rischi l’effetto boomerang;
unità: sentirsi parte di un gruppo ci motiva. Se riesci a trasmettere che “questa offerta è per persone come te”, l’identificazione può spingere all’azione.
Strategie per implementare le leve di persuasione nella tua landing page
Conoscere i principi è utile, ma ciò che fa la differenza è come li applichi nella tua pagina.
Ogni elemento visivo e testuale deve avere uno scopo preciso e lavorare in sinergia con gli altri.
Inizia definendo con chiarezza l’obiettivo della tua landing page e il tuo utente target. Solo così potrai scegliere quali leve attivare e in che punto della pagina inserirle.
La reciprocità, ad esempio, funziona meglio all’inizio del funnel: un lead magnet posizionato subito sotto il titolo può attirare l’utente e creare una sensazione di “debito positivo”. La riprova sociale è generalmente utile a metà pagina, dove l’utente ha bisogno di conferme per proseguire. Lecall to action dovrebbero sfruttare la scarsità o l’urgenza, ma sempre in modo trasparente. Se dici che l’offerta scade tra 2 ore, assicurati che sia vero. La simpatia e l’autorità, invece, attraversano tutta la pagina: sono il risultato del tono di voce, del design, dell’affidabilità del brand.
Un esempio? Invece di scrivere “Scopri la nostra offerta”, potresti dire “Più di 5.000 clienti si sono già affidati a noi: vuoi essere il prossimo?” In poche righe, stai usando riprova sociale, autorità e unità.
Hai mai pensato a quante informazioni stai dando per scontate sulla tua landing page? A volte basta riformulare un paragrafo per trasformare un dubbio in una conversione.
Errori comuni da evitare
Molte landing page falliscono non per mancanza di contenuti, ma per un uso errato – o assente – delle leve persuasive.
Il primo errore è sovraccaricare l’utente di informazioni. Una pagina troppo densa, con testi lunghi e dispersivi, crea confusione e allontana l’attenzione dal messaggio principale.
Ogni parola deve avere una funzione: se non serve a chiarire, motivare o rassicurare, va tagliata.
Un altro errore frequente è una call to action debole o ambigua. Frasi generiche come “clicca qui” o “scopri di più” non dicono nulla all’utente. Una CTA efficace deve spiegare esattamente cosa succederà dopo il clic e perché vale la pena farlo ora.
Infine, molte landing page mancano di focus sull’utente. Parlano dell’azienda, dei prodotti, dei numeri… ma dimenticano chi sta leggendo. Ogni sezione dovrebbe rispondere a una domanda implicita del visitatore: “Cosa ci guadagno?”, “Perché dovrei fidarmi?”, “Quanto mi costa?”
Limitarsi a elencare caratteristiche senza spiegare i benefici concreti genera distacco. Al contrario, quando mostri di capire i dubbi e i desideri del tuo utente, attivi leve come la simpatia e l’unità, e aumenti le probabilità che resti con te.
Hai già rivisto la tua CTA oggi? È davvero chiara, motivante, irresistibile?
Consigli pratici
Le leve di persuasione del marketing non sono trucchi da venditore, ma strumenti per comunicare in modo più autentico ed efficace. Quando usate con intelligenza, rendono la tua landing page più bella e soprattutto più utile per chi la visita. Perché alla fine, una buona pagina non vende: accompagna. Risponde ai dubbi, crea fiducia, stimola l’azione giusta nel momento giusto.
Cosa puoi fare da subito? Ecco qualche consiglio pratico:
Rileggi la tua landing page chiedendoti: cosa sto offrendo? È chiaro? È desiderabile?
Inserisci una riprova sociale reale, anche piccola: una recensione, una cifra, una storia vera.
Verifica che la tua CTA sia coerente con ciò che prometti.
Prova a raccontare chi sei con un tono più umano, meno istituzionale: ti fideresti di qualcuno che parla solo di sé?
Infine, sperimenta. Testa versioni diverse della tua pagina, confronta i risultati e continua a migliorare. Perché ogni utente è diverso, ma tutti rispondono a una comunicazione che li rispetta, li comprende e li coinvolge davvero.
Hai mai visitato una pagina che ti ha convinto, senza troppi giri di parole, a comprare qualcosa? Ti sei ritrovato a cliccare “acquista ora” quasi senza accorgertene, come se fosse la scelta più naturale?
Se sì, molto probabilmente stavi leggendo una sales page fatta bene.
E no, non è magia. È strategia.
In questo articolo parleremo di:
Quando (e perché) usare una Sales Page
Ti sei mai chiesto perché certe pagine ti fanno venire voglia di comprare… e altre ti fanno solo chiudere la finestra?
Spesso la differenza è tutta qui: nel sapere quando e come usare una sales page.
Non tutte le pagine devono vendere. Ma quando vuoi vendere sul serio, una sales page è la tua migliore alleata.
Hai lanciato un nuovo prodotto? Stai promuovendo un corso, un servizio, un evento? Vuoi convertire le visite in qualcosa di concreto?
Allora è il momento giusto per usarla.
Una sales page funziona quando serve più di una semplice “presentazione”. Se il tuo utente ha bisogno di capire, fidarsi, decidere… hai bisogno di una pagina che lo accompagni in quel percorso. E la sales page lo fa bene: lo prende per mano, risponde ai suoi dubbi, anticipa le obiezioni e lo porta verso la CTA con naturalezza.
Perché usarla, quindi?
Perché aumenta il tasso di conversione. Perché ti permette di raccontare una storia che vende, invece di affidarti a un “clicca qui” buttato a caso. Perché ti aiuta a costruire fiducia in chi ancora non ti conosce. E soprattutto, perché lavora anche quando tu non lo stai facendo:
Quando hai qualcosa da offrire, serve anche una pagina che lo dica bene. E quella pagina è una sales page.
Struttura di una Sales Page efficace: cosa deve contenere (e perché)
Una sales page efficace non è questione di fortuna o di design accattivante. È un puzzle ben costruito, dove ogni pezzo ha un ruolo preciso: attirare, coinvolgere, convincere, convertire. Se manca anche solo un elemento, l’intero equilibrio può saltare.
Partiamo dall’alto: il titolo. Hai pochi secondi per farti notare, quindi la headline deve essere chiara, dritta al punto e centrata sul bisogno del tuo utente. Non scrivere “Benvenuto sulla nostra pagina”, ma “Scopri come eliminare (il problema) in 7 giorni”. Deve far dire a chi legge: “Okay, questa cosa mi interessa”.
Subito dopo, il sottotitolo rafforza la promessa. È il momento in cui l’utente decide se continuare a leggere o no, quindi non perderti in chiacchiere. Arriva al punto: “Ecco come possiamo aiutarti, in modo semplice e concreto”.
Poi arriva la parte centrale: il problema. Devi far capire al lettore che lo conosci, che lo capisci, che sei stato anche tu lì. Solo dopo introduci la tua soluzione: il prodotto o servizio che offri. Ma attenzione: non è il momento di fare l’elenco delle caratteristiche. Parla dei benefici, di come cambierà la vita dell’utente, cosa avrà in più, cosa lascerà alle spalle.
A metà pagina inserisci riprove sociali: testimonianze, numeri, recensioni vere. La riprova sociale rassicura, crea fiducia. È come dire: “Guarda che non sei il primo. Ha funzionato per altri, può funzionare anche per te”.
E infine? La CTA: chiara, visibile, ripetuta più volte. Non “clicca qui”. Ma “Inizia ora la tua trasformazione”, “Scarica subito la guida”, “Prenota la tua sessione gratuita”.
Se vuoi andare oltre: inserisci FAQ, per sciogliere dubbi comuni, e una garanzia (anche piccola) per togliere ogni freno all’acquisto.
La struttura non è rigida, ma il percorso sì: da problema → soluzione → fiducia → azione.
Scrivere una pagina di vendita che converte davvero: consigli pratici
Ora che hai capito cos’è una sales page e com’è fatta arriva la parte più difficile: scriverla. Non basta “scrivere bene”. Serve scrivere con un obiettivo: far dire “sì” a chi legge.
Come si fa?
Si parte dal lettore. Sempre. Dimentica l’azienda, il prodotto, i dati tecnici.
Pensa solo a lui: cosa vuole? Di cosa ha paura? Cosa lo frena?
Le parole che usi devono parlare la sua lingua, toccare le sue emozioni, rispondere alle sue domande.
Evita i giri di parole. Sii chiaro, diretto, umano. Meglio “Ti aiuta a dormire meglio” che “Migliora il tuo benessere psico-fisico notturno”. Ricorda: se devi spiegare una frase due volte, è sbagliata.
Poi c’è lo storytelling. Anche una sales page racconta una storia: la frustrazione iniziale, la scoperta della soluzione, la trasformazione finale. Se riesci a far immaginare al lettore “come si sentirà dopo aver comprato”, sei già a metà dell’opera.
E i dettagli? Fanno la differenza. Un video breve, una testimonianza autentica, una foto reale… Ogni elemento visivo rafforza il testo. Ma attenzione: solo se serve. Se è messo lì “per riempire”, meglio toglierlo.
Infine: testa tutto. Un titolo diverso, una CTA cambiata, un ordine invertito. I test A/B sono il modo più semplice (e intelligente) per scoprire cosa funziona davvero. Perché ogni pubblico è diverso, ma la voglia di sentirsi capiti è universale.
Scrivere una sales page che converte non è questione di ispirazione. È questione di ascolto, empatia e tanta pratica.
Creare una Sales Page con noi: ecco cosa possiamo fare per te
A questo punto potresti pensare: “Ok, ho capito tutto… ma da dove comincio?”. E soprattutto: “Ho davvero tempo e competenze per farlo da solo?”
La verità? Non tutti hanno bisogno di scrivere la propria sales page da zero. Anzi, spesso affidarsi a chi lo fa di mestiere è il modo più veloce, sicuro e strategico per ottenere risultati concreti.
È qui che entriamo in gioco noi.
Quando lavoriamo su una sales page, il nostro obiettivo è farti vendere. Punto.
Partiamo sempre da una consulenza personalizzata: ti ascoltiamo, studiamo il tuo brand, analizziamo il tuo pubblico e costruiamo una strategia su misura. Poi passiamo alla scrittura, al design e all’ottimizzazione della pagina, con ogni parola, immagine e bottone studiati per convertire.
E non finisce lì. Ti aiutiamo anche a testare la pagina, capire come performa, ottimizzare CTA, headline e layout. Perché una sales page non è un file statico: è uno strumento dinamico, che evolve con il tuo business.
Se vuoi evitare i soliti errori, risparmiare tempo e avere una pagina che funziona davvero, siamo qui per questo.
Hai mai pensato a quanto possa influire una semplice frase sulla decisione di un utente?
Una Call to Action (CTA) efficace non è solo un dettaglio grafico o un bottone accattivante: è spesso l’elemento decisivo che trasforma un visitatore in cliente.
In questo articolo, scoprirai come scrivere, progettare e posizionare una CTA che funzioni davvero.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è una call to action (CTA) e perché è fondamentale
Una Call to Action è un invito all’azione, una frase che guida l’utente verso un comportamento desiderato: cliccare su un link, iscriversi a una newsletter, acquistare un prodotto, scaricare una risorsa.
Sebbene possa sembrare un elemento marginale, la CTA è uno degli snodi cruciali all’interno di un funnel di conversione. È il ponte tra il contenuto e l’obiettivo finale del tuo progetto.
Spesso si dà per scontato che, una volta fornita una buona informazione, l’utente agirà di conseguenza.
Ma non è così.
Le persone online hanno bisogno di indicazioni chiare e motivanti.
Ecco perché una CTA ben studiata, posizionata strategicamente e coerente con il contenuto che la precede può fare la differenza tra un rimbalzo e una conversione.
Inoltre, la CTA è un indicatore di valore. Quando promette qualcosa di utile e lo comunica in modo convincente, accende l’interesse. E in un mondo digitale affollato, catturare anche solo qualche secondo di attenzione può significare molto.
Ti sei mai chiesto perché certi siti ti portano quasi naturalmente a compiere un’azione, mentre altri ti lasciano indifferente?
La risposta spesso sta proprio lì: nella qualità della Call to Action.
Tipologie di call to action
Le Call to Action non sono tutte uguali: possono assumere forme diverse a seconda del contesto e dell’obiettivo. Conoscerle ti aiuta a scegliere quella più adatta al tuo pubblico.
Una CTA può essere testuale, come un semplice link all’interno di un paragrafo, oppure visiva, come un bottone colorato o una grafica accattivante.
C’è poi la CTA vocale, sempre più diffusa nei dispositivi smart.
In generale, possiamo distinguere tra CTA primarie e secondarie.
Le call to action primarie puntano all’azione principale che vuoi ottenere, ad esempio, l’acquisto di un prodotto.
Le call to action secondarie suggeriscono un comportamento meno impegnativo ma comunque utile, come l’iscrizione alla newsletter o il download di una guida.
Entrambe hanno un ruolo nel processo decisionale dell’utente.
Un altro elemento importante è il contesto d’uso.
Una CTA su una landing page ha caratteristiche diverse rispetto a quella in una mail o in un post social.
Ogni canale ha le sue regole e dinamiche di attenzione: ciò che funziona su una homepage potrebbe non avere lo stesso impatto in una campagna di advertising. Per questo è essenziale testare, adattare e ripensare le CTA a seconda del mezzo.
Hai mai pensato che anche una frase come “Scopri di più” possa influenzare la fiducia del lettore? Dipende tutto da come, dove e quando viene proposta.
CTA e Landing Page: cosa cambia davvero
Una Call to Action pensata per una landing page ha uno scopo molto più mirato e diretto rispetto a una CTA inserita in una newsletter o in un post social. Nella maggior parte dei casi, una landing page è costruita attorno a un solo obiettivo: generare una conversione.
Questo significa che ogni elemento presente, testo, immagini, testimonianze, video, ha la funzione di accompagnare l’utente verso quell’unica azione.
In questo contesto, la CTA deve emergere con chiarezza in ogni momento chiave del percorso dell’utente.
Deve essere ben visibile sin dall’inizio (above the fold), ma anche riproposta in modo naturale lungo la pagina, ad esempio dopo la descrizione di un prodotto o servizio, la descrizione di un vantaggio competitivo o un approfondimento specifico sull’offerta. Ogni ripetizione non è un doppione, ma un punto di rilancio, che accompagna progressivamente il visitatore verso la conversione.
Inoltre, la CTA deve rispecchiare esattamente ciò che l’utente troverà dopo il clic. Se il pulsante dice “Scarica la guida gratuita”, allora l’azione successiva deve essere esattamente quella, senza passaggi intermedi ambigui o richieste aggiuntive non dichiarate.
L’utente non deve mai chiedersi cosa succede dopo: deve saperlo in anticipo, sentirsi rassicurato e motivato a procedere.
Il linguaggio deve essere specifico e orientato al beneficio, evitando frasi vaghe o generiche come “Clicca qui”.
Meglio optare per formule come “Accedi all’offerta”, “Prenota la tua consulenza gratuita” o “Attiva subito lo sconto”.
In una landing page, ogni CTA è una promessa concreta: più è chiara e coerente, più sarà efficace.
La promessa dev’essere evidente e il valore percepito elevato. Pensiamo, ad esempio, a frasi come “Prova gratis per 14 giorni” o “Scarica ora la guida completa”: comunicano un’azione e un vantaggio, senza lasciare spazio a dubbi.
Per chi progetta landing page, è quindi fondamentale comprendere che la CTA è il fulcro di tutto il lavoro di conversione. Ignorare questa centralità significa sprecare il potenziale di uno degli strumenti più potenti del digital marketing.
Hai mai testato diverse CTA sulla tua landing page per capire quale converte meglio? Se non l’hai ancora fatto, potresti scoprire che anche una piccola variazione può portare a grandi risultati.
CTA per social e email
Una CTA efficace deve adattarsi al contesto in cui viene inserita, e questo è particolarmente vero quando si parla di email marketing e social media. In questi canali, il comportamento degli utenti è diverso rispetto a quello che si ha durante la navigazione su una landing page: l’attenzione è spesso frammentata, il tempo di esposizione più breve e l’intento meno definito.
Nel caso delle email, la CTA è spesso parte di una narrazione o di un messaggio relazionale. Non si tratta solo di portare l’utente su una pagina, ma anche di rafforzare il rapporto, offrire valore e mantenere un contatto costante.
Una CTA in una mail funziona meglio quando è coerente con il tono personale del testo e si inserisce naturalmente nel flusso della comunicazione. Frasi come “Leggi la storia completa” o “Scopri come funziona” sono meno aggressive ma più adatte al contesto. È importante posizionarla nei momenti in cui l’interesse è più alto: dopo un aneddoto, un vantaggio o una rivelazione interessante.
Sui social, invece, le regole cambiano. Qui l’attenzione dura pochi secondi, e tutto si gioca sulla capacità di catturare subito l’occhio. Le CTA devono essere brevi, immediate e visivamente distinte. Il formato visuale è spesso prioritario rispetto al testo, quindi è utile accompagnare la CTA con grafiche coinvolgenti, emoji, e formati che stimolino l’interazione (reel, caroselli, storie). “Scopri ora”, “Partecipa”, “Commenta con un’emoji” sono esempi semplici ma funzionali.
In entrambi i casi, l’obiettivo resta lo stesso: guidare l’utente verso l’azione. Ma lo stile, il tono e il formato devono sempre rispettare il linguaggio e i limiti del canale in cui vengono veicolati.
Come scrivere una call to action efficace
Scrivere una CTA che funziona è un esercizio di precisione e psicologia. Devi essere sintetico, diretto e allo stesso tempo stimolare una risposta emotiva. Le parole che scegli hanno un peso enorme: un verbo forte può fare la differenza tra un clic e l’indifferenza.
Il primo elemento da curare è il verbo d’azione. “Scarica”, “Scopri”, “Inizia”, “Prova”, “Prenota” sono esempi concreti che spingono all’azione. Sono verbi che suggeriscono movimento, beneficio, cambiamento. Allo stesso tempo, bisogna dare all’utente un motivo per compiere l’azione.
Non basta dire cosa fare: devi far capire cosa ci guadagna.
Un altro elemento da considerare è l’urgenza. Inserire parole come “ora”, “subito”, “oggi” può accelerare la risposta, soprattutto in contesti dove la tempestività è importante. Tuttavia, è essenziale che questa urgenza sia credibile.
Evita frasi troppo aggressive o che suonano finte: l’autenticità paga sempre.
Infine, attenzione al tono. Una CTA deve rispecchiare il linguaggio del tuo pubblico e del brand. Se sei informale, usa frasi vicine al parlato. Se ti rivolgi a professionisti, mantieni uno stile più autorevole. L’obiettivo è sempre lo stesso: far sentire l’utente a proprio agio, come se quel clic fosse la scelta più naturale possibile.
Design e posizionamento delle CTA
Una Call to Action non si limita a ciò che comunica: è anche forma, colore, spazio, ritmo.
Il design gioca un ruolo fondamentale nell’efficacia di una CTA. Spesso si pensa che basti un bottone rosso per attirare l’attenzione, ma la realtà è molto più complessa. Il contrasto cromatico deve essere calibrato rispetto al resto della pagina: una CTA che si confonde con lo sfondo o con altri elementi visivi rischia di essere ignorata.
Anche la dimensione è importante: un bottone troppo piccolo può passare inosservato, ma uno troppo grande può risultare invasivo. Serve equilibrio, proporzione e coerenza con l’identità visiva del brand. Un altro aspetto da non sottovalutare è lo spazio bianco attorno alla CTA. Questo “respiro” grafico consente di evidenziare meglio l’elemento e di guidare naturalmente lo sguardo dell’utente verso di esso.
Il posizionamento, poi, è decisivo. Le CTA vanno collocate in punti strategici, dove l’utente ha già assimilato informazioni utili o ha raggiunto un momento chiave nel percorso di navigazione.
Vuoi sapere se la tua CTA è davvero efficace? Osservala con occhio critico e chiediti: “Salta all’occhio? È chiaro cosa succede dopo il clic?”
Errori comuni da evitare
Anche la migliore intenzione può essere vanificata da un’esecuzione sbagliata. Ci sono alcuni errori che ricorrono spesso quando si crea una Call to Action, e riconoscerli è il primo passo per evitarli.
Ecco i più comuni:
l’ambiguità: una CTA vaga, come “Clicca qui”, non fornisce alcuna informazione sul beneficio o sull’azione che ne seguirà. L’utente moderno ha bisogno di sapere cosa otterrà cliccando;
l’uso eccessivo di CTA in una singola pagina. Quando tutto è una chiamata all’azione, nulla lo è davvero. Il rischio è di confondere, affaticare o persino irritare l’utente. Meglio focalizzarsi su uno o due obiettivi chiari per volta;
la mancanza di coerenza tra CTA e contenuto può creare frustrazione. Se prometti una guida gratuita e l’utente atterra su una pagina di vendita, la fiducia viene compromessa;
una CTA invisibile o mal progettata, magari con un font poco leggibile o un colore che si mimetizza e vanifica qualsiasi sforzo. Così come è dannoso utilizzare messaggi troppo aggressivi o pressanti, che danno l’idea di voler forzare una scelta.
Un consiglio? Ogni tanto fermati e chiediti: se fossi al posto del mio visitatore, questa CTA mi convincerebbe davvero?
In questo articolo ti spieghiamo come lo Studio Legale ha ottenuto il primo cliente dopo poche ore di campagna pubblicitaria.
In questo articolo parleremo di:
Chi è il cliente?
Lo Studio Araldi possiede due sedi a Parma e un’esperienza pluridecennale nel settore legale. Invece di investire su un sito generico, lo studio ha deciso di puntare su una landing page verticale focalizzata su un unico servizio: il risarcimento del danno.
Il risultato? Il primo contatto interessato nel giro di poche ore. Una conversione nel primo giorno di campagna Google. Un contratto firmato.
L’obiettivo: generare contatti qualificati.
L’obiettivo dello Studio Araldi era chiaro: acquisire nuovi clienti interessati a un servizio ben preciso, senza perdere tempo (e soldi) in campagne generaliste o traffico disallineato.
Il focus è stato su un servizio strategico e ad alta domanda: il risarcimento danni alla persona.
In questo articolo ti spieghiamo come da una presenza web pari a 0, siamo riusciti a portare il primo contatto (trasformato in cliente) nel giro di poche ore dall’inizio della campagna online.
Come abbiamo raggiunto questo risultato in 3 step?
1. La decisione strategica: Abbiamo studiato il target dello Studio e il suo settore di riferimento per offrire una comunicazione realmente efficace.
2. La landing page: nel valutare la scelta tra landing page o sito web, abbiamo scelto la via più efficace, cioè una landing page verticale focalizzata su un solo servizio, il risarcimento danni.
3. La campagna: abbiamo creato una campagna online mirata su Meta che si rivolgesse a uno specifico target interessato al servizio offerto.
La realizzazione della landing page: poche regole, ma chiare.
Un solo servizio: niente menù pieno di informazioni o link esterni.
Copy diretto: parliamo AL cliente, non del cliente, in modo persuasivo.
Autorevolezza: presentiamo lo studio in modo autorevole, con termini efficaci e comprensibili.
Call to action chiara: un solo obiettivo: compilare il form per una consulenza. Nessun’altra distrazione.
Cosa deve possedere una strategia che funziona per uno studio legale?
un servizio verticale e specifico
una landing page che funziona
un messaggio chiaro e una strategia pubblicitaria mirata
I risultati arrivano in fretta.
Perché la landing page e la strategia hanno funzionato?
Specificità. I siti generalisti non convertono. Le landing page sì.
Posizionamento. In un mare di competitor che fanno “tutto”, tu ti presenti come un esperto specifico nel tuo settore.
Esperienza utente. Nessun menù, nessuna distrazione. Solo tanto valore e una CTA: prenotare la prima consulenza.
Le 3 regole d’oro che puoi rubarci.
Se vendi tutto, non vendi niente. Verticalizza il tuo servizio.
Le landing page non sono mini-siti, ma strumenti pensati per vendere.
Il primo contatto può arrivare anche in poche ore, ma solo se hai la strategia giusta, non è vero che vanno firmati contratti da 3, 6, 12 mesi per ottenere i primi risultati.
Quando si tratta di costruire una presenza online efficace, una delle domande più comuni è:
Meglio un sito web o una landing page?
Questa scelta dipende dagli obiettivi del tuo business.
Un sito web offre una panoramica completa della tua azienda, mentre una landing page è progettata per convertire visitatori in clienti in modo rapido ed efficace.
In questo articolo analizzeremo le differenze tra landing page e sito web, ti aiuteremo a capire quale soluzione è più adatta alla tua attività e ti mostreremo perché Page Top è la scelta migliore per trasformare il traffico in vendite.
In questo articolo parleremo di:
Cos’è un sito web e quando è fondamentale per il tuo brand
Un sito web è una piattaforma online che raccoglie informazioni su un’azienda, i suoi prodotti o servizi.
È strutturato con più pagine e sezioni, che possono includere:
Blog: contenuti informativi, educativi e ispirazionali per il pubblico
Contatti: moduli per richieste (o supporto clienti)
Un sito web è un alleato fondamentale se desideri affermare la tua autorevolezza e costruire fiducia nel tuo settore. Ti permette di migliorare la visibilità sui motori di ricerca, rendendo più facile per i tuoi potenziali clienti trovarti online. Inoltre, è uno strumento prezioso per educare e informare il tuo pubblico, offrendo contenuti completi e di valore. Grazie a una struttura ben organizzata, puoi guidare i visitatori in un’esperienza di navigazione fluida e strategica, facilitando l’esplorazione dei tuoi servizi e aumentando le opportunità di conversione.
Ecco 3 esempi pratici di aziende che traggono vantaggio da un sito web completo:
E-commerce di moda: un buon esempio di sito web è Zalando, che offre una piattaforma strutturata con categorie di prodotto ben definite e una sezione Storie, con cui rafforza la sua brand awareness attraverso contenuti ad hoc.
Azienda B2B: un fornitore di soluzioni software come Salesforce sfrutta la sezione blog attraverso contenuti dettagliati, casi studio e webinar per educare il pubblico e convertire i visitatori in clienti.
Ristoranti, hotel, centri turistici: un sito web ben strutturato ti permette di toccare con mano in anteprima ciò che stai per acquistare. Questo semplifica l’esperienza per il cliente e riduce la dipendenza da piattaforme di terze parti.
Se il tuo obiettivo principale è convertire rapidamente i visitatori in clienti, il sito web potrebbe non essere la soluzione migliore!
Landing page: la tua arma segreta per più conversioni
Una landing page è una pagina web progettata per un solo obiettivo: la conversione.
A differenza di un sito web, una landing page è priva di menu o elementi di distrazione, e guida l’utente verso un’unica azione specifica, che sta a te decidere:
Acquistare un prodotto o servizio
Iscriversi a una newsletter
Scaricare un eBook, una guida o un freebie
Prenotare una consulenza o una prima call gratuita
Cosa rende davvero efficace una landing page?
Prima di tutto, un titolo chiaro e persuasivo, capace di catturare subito l’attenzione e trasmettere il valore dell’offerta.
Il design gioca un ruolo fondamentale: deve essere minimalista, intuitivo e perfettamente adattabile a qualsiasi dispositivo, perché oggi la maggior parte degli utenti naviga da mobile.
Poi c’è la call-to-action, il cuore pulsante della pagina: deve essere forte, ben visibile e ripetuta nei punti giusti per guidare il visitatore all’azione senza esitazioni.
E infine, la fiducia. Nulla convince più di una testimonianza autentica o di recensioni reali: sapere che altri hanno avuto un’ottima esperienza può fare la differenza tra un semplice interesse e una conversione.
Grazie a una struttura studiata appositamente per catturare l’attenzione e guidare l’utente verso l’azione, una landing page ottimizzata può aumentare in modo significativo il tasso di conversione, molto più di una semplice pagina all’interno di un sito web.
Landing page vs sito web: le 3 differenze che devi conoscere
Obiettivo
Il sito web informa e presenta il brand, offrendo una panoramica completa dell’attività, dei servizi e dei prodotti.
La landing page invece, è progettata per un’azione specifica: catturare lead, generare vendite o promuovere un’offerta mirata.
Struttura e contenuto
Il sito web ha più pagine e sezioni, ciascuna con funzioni diverse: homepage, chi siamo, servizi, contatti e blog.
La landing page è singola e focalizzata su un unico messaggio, eliminando elementi di distrazione per aumentare le conversioni.
Navigazione
Il sito web permette l’esplorazione tra le varie pagine, consentendo agli utenti di scoprire più informazioni in autonomia.La landing page è progettata per evitare distrazioni e indirizzare l’utente a un’unica azione, con pulsanti chiari e un percorso di navigazione semplice e lineare.
Quando una landing page fa la differenza (e perché)
Quali sono le situazioni in cui una landing page è la scelta vincente?
Se stai lanciando un nuovo prodotto o servizio disponibile solo per un periodo limitato, hai bisogno di una pagina che sappia catturare subito l’interesse e generare conversioni senza dispersioni.
Oppure, se il tuo obiettivo è raccogliere contatti qualificati (lead generation) per le tue future campagne, una landing page ben strutturata può diventare lo strumento perfetto per costruire una lista di potenziali clienti davvero interessati.
Vuoi conoscere meglio il tuo pubblico?
Una pagina ottimizzata ti permette di raccogliere dati preziosi per capire cosa funziona e di analizzare il tuo pubblico target per affinare le tue strategie di marketing.
E se devi vendere in tempi brevi, senza le distrazioni di un sito tradizionale, una landing page progettata per massimizzare le conversioni è la soluzione più efficace per ottenere risultati concreti.
Landing page + Ads: la formula perfetta per vendere di più
Le landing page danno il massimo quando vengono integrate con campagne pubblicitarie su Meta e Google Ads, creando un percorso fluido e mirato per gli utenti.
Se il tuo obiettivo è incrementare rapidamente le conversioni, scegliere la piattaforma giusta può fare la differenza.
Google Ads è perfetto quando il tuo pubblico sta già cercando attivamente ciò che offri. Se un utente digita “acquisto scarpe da corsa online” o “miglior commercialista a Milano”, significa che è pronto ad agire, e una landing page ben strutturata può trasformare questa ricerca in una vendita.
Meta Ads, invece, è l’alleato ideale per intercettare chi potrebbe essere interessato alla tua offerta, ma non sta ancora cercando una soluzione in modo attivo. È la scelta giusta per lavorare sul branding, il remarketing e la promozione di offerte mirate, raggiungendo un pubblico in target con il massimo impatto visivo e persuasivo.
La combinazione Landing page + Ads ti permette di:
Attirare traffico altamente qualificato
Ottimizzare i costi pubblicitari, con un alto tasso di conversione
Misurare le performance e migliorare continuamente i risultati
Page Top è specializzato nella creazione di landing page ottimizzate per le conversioni, perfette (anche) per le tue campagne pubblicitarie.
Best practices per la creazione di landing page efficaci
Ecco 6 punti d’oro da applicare quando vuoi costruire una landing page che converte:
Titolo accattivante e chiaro
Design minimal e senza distrazioni
Call-to-action ben visibile
Testimonianze e social proof
Velocità di caricamento ottimizzata
Mobile-friendly
Sito web o landing page? La scelta giusta per il tuo business
Se vuoi aumentare le conversioni e vendere di più, una landing page è la scelta migliore.
Se invece desideri una presenza online completa e strutturata, un sito web è essenziale.
Con Page Top, puoi avere una landing page ottimizzata che trasforma i tuoi visitatori in clienti.
Scopri qui come possiamo aiutarti a ottenere più risultati con meno sforzo.
Nel mondo del marketing digitale, ogni clic conta. Ogni volta che un utente interagisce con un annuncio pubblicitario, un’email promozionale o un link strategico, viene indirizzato verso una pagina specifica che ha il compito di trasformarlo in cliente. Questa pagina è nota come landing page e rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ottenere conversioni misurabili. Ma affinché sia realmente performante, deve essere progettata con precisione, senza distrazioni e con un messaggio chiaro che guidi l’utente verso l’azione desiderata.
Landing Page: definizione
Quando navighi su internet e clicchi su un annuncio pubblicitario, una newsletter o un link promozionale, molto probabilmente atterri su una landing page.
Ma cos’è esattamente?
Si tratta di una pagina web progettata con l’obiettivo preciso di trasformare i visitatori in clienti, guidandoli verso un’azione ben definita.
A differenza delle altre pagine di un sito, che possono avere contenuti più generici e una navigazione articolata, una landing page è essenziale, diretta e focalizzata su un solo obiettivo: spingere il visitatore a compiere un’azione.
Può trattarsi dell’acquisto di un prodotto, dell’iscrizione a una newsletter, della richiesta di un preventivo o di qualsiasi altra interazione strategica per il business.
Il suo successo dipende dalla capacità di catturare l’attenzione dell’utente, offrire informazioni chiare e persuasive e guidarlo senza distrazioni verso il passo successivo.
Ogni elemento di una landing page è studiato per massimizzare il tasso di conversione, evitando percorsi complessi e mantenendo un focus chiaro sull’azione desiderata.
Caratteristiche di una landing page ad alto tasso di conversione
Una landing page che funziona davvero non è frutto del caso, ma di una strategia ben studiata.
Ogni elemento, dal titolo alle immagini, dal testo alla chiamata all’azione, deve essere ottimizzato per guidare il visitatore verso la conversione. Un layout pulito, un messaggio chiaro e un’ottima esperienza utente sono le basi per ottenere risultati concreti.
Vediamo ora quali sono gli aspetti fondamentali da curare per rendere una landing page efficace.
L’Obiettivo della landing page
Immagina di entrare in un negozio senza cartelli né indicazioni.
Ti muoveresti con sicurezza o avresti bisogno di tempo per orientarti?
Lo stesso vale per una landing page: deve avere un obiettivo chiaro, immediatamente comprensibile.
Vuoi vendere un prodotto? Far iscrivere gli utenti alla tua newsletter? Ottenere richieste di preventivo?
Ogni decisione determina il layout, il contenuto e la strategia della pagina.
Un visitatore che non capisce in pochi secondi cosa deve fare, se ne va.
Per questo, l’headline deve essere chiara e d’impatto, seguita da un sottotitolo che fornisca dettagli.
Il pulsante della CTA deve essere subito visibile e invitare all’azione in modo diretto. Ogni elemento deve lavorare in sinergia per portare l’utente alla conversione.
Conoscere il pubblico di destinazione
Pensa ai tuoi clienti ideali.
Cosa vogliono? Quali problemi devono risolvere? Come puoi convincerli che il tuo prodotto o servizio è la soluzione perfetta per loro?
Una landing page efficace non può essere generica: deve parlare direttamente al pubblico di riferimento, anticipandone i bisogni e rispondendo alle obiezioni.
Se vendi un software per la gestione delle spese, dovrai adottare un linguaggio dinamico per i giovani imprenditori e un tono rassicurante per chi ha poca dimestichezza con la tecnologia.
Anche la scelta delle immagini e dei colori gioca un ruolo fondamentale: ogni dettaglio contribuisce a creare un’esperienza coinvolgente, capace di generare fiducia.
Uso strategico delle parole chiave
Hai mai notato che alcuni siti compaiono sempre tra i primi risultati di Google?
Non è un caso, ma il frutto di un’ottimizzazione SEO ben studiata.
Se vuoi che la tua landing page venga trovata facilmente, devi utilizzare le giuste parole chiave.
Ma attenzione: il semplice inserimento di termini strategici non basta.
Le keyword devono essere integrate in modo naturale nei titoli, nei sottotitoli e nei testi, senza appesantire la lettura.
Un titolo ottimizzato aiuta i motori di ricerca a comprendere il contenuto della pagina, ma è soprattutto il valore offerto agli utenti a determinare il successo di una landing page.
Le descrizioni devono essere chiare e persuasive, pensate per convincere chi legge ad approfondire e a compiere l’azione desiderata.
Design e usabilità della landing page
Aprire una pagina e trovarsi davanti un caos di testi e immagini disordinate è una delle esperienze più frustranti per un utente.
E sai cosa succede?
Se ne va in pochi secondi. Il design di una landing page deve essere pulito, intuitivo e accattivante. Un layout semplice, con una chiara gerarchia visiva, guida il visitatore attraverso il contenuto senza distrarlo.
Il titolo deve catturare l’attenzione, il testo deve essere ben leggibile e la CTA immediatamente visibile.
Inoltre, con sempre più utenti che navigano da smartphone, è indispensabile che la pagina sia responsive e si carichi velocemente su ogni dispositivo.
Ogni dettaglio, dai colori alla tipografia, deve essere scelto con cura per migliorare l’esperienza utente e aumentare il tasso di conversione.
Chiamata all’azione (CTA) efficace
Ti è mai capitato di leggere un’offerta interessante ma di non trovare il pulsante per approfittarne?
Una landing page senza una CTA chiara è una pagina inutile.
La chiamata all’azione deve essere ben visibile e invitante. Un semplice “Clicca qui” non basta: meglio optare per frasi più incisive, come “Scarica subito la guida gratuita” o “Inizia ora il tuo percorso”. Il colore del pulsante deve risaltare rispetto allo sfondo, e il testo deve creare un senso di urgenza. Ogni dettaglio della CTA ha un impatto diretto sulla conversione, quindi testare diverse versioni può aiutare a trovare la formula più efficace.
Errori da evitare nella creazione di una landing page
Troppe informazioni confuse, tempi di caricamento lenti, design caotico: questi sono solo alcuni degli errori che possono compromettere il successo di una landing page.
Un visitatore impiega pochi secondi per decidere se restare o abbandonare la pagina.
Per questo, il messaggio deve essere chiaro fin dal primo istante, la navigazione semplice e la CTA immediatamente accessibile.
Anche la velocità di caricamento gioca un ruolo cruciale: pagine lente fanno perdere utenti e conversioni. Infine, evitare contenuti generici e puntare su un testo diretto, mirato e coinvolgente può fare la differenza tra una pagina inefficace e una che funziona davvero.
Conclusione
Creare una landing page ad alto tasso di conversione richiede attenzione ai dettagli e una strategia ben definita. Dall’obiettivo chiaro alla conoscenza del pubblico, dall’ottimizzazione SEO al design efficace, ogni elemento contribuisce a trasformare i visitatori in clienti.