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Landing page per e-commerce: come costruirla per massimizzare le conversioni

10 Luglio 2025

Quando vendi online, ogni clic conta. Ma non tutti i clic sono uguali: quelli che atterrano su una landing page ben progettata possono fare la differenza tra una semplice visita e un acquisto.

In questo articolo scoprirai cosa rende davvero efficace una landing page per e-commerce, come costruirla per aumentare il tasso di conversione e quali elementi curare per evitare sprechi di traffico e budget.

Cos’è una landing page per e-commerce e quando serve

Una landing page per e-commerce è una pagina progettata con un unico obiettivo: convertire il visitatore in cliente. A differenza delle pagine tradizionali di un sito, come la homepage o una scheda prodotto, la landing page è costruita per eliminare ogni distrazione e guidare l’utente verso un’azione precisa. Questo tipo di pagina è uno strumento strategico quando si lavora su campagne pubblicitarie, email marketing o promozioni stagionali. Serve a trasformare l’interesse in acquisto, con una comunicazione semplice, mirata e persuasiva.

Immagina di lanciare un nuovo prodotto e volerlo promuovere con una campagna Google Ads. Mandare l’utente sulla homepage del tuo sito significa chiedergli di cercare l’offerta da solo, rischiando che si perda nel percorso. Con una landing page per e-commerce, invece, l’utente atterra su una pagina che parla esattamente del prodotto promosso, con un messaggio coerente e un’unica call to action: “Acquista ora”. Tutto è studiato per far sì che quel clic si trasformi in una conversione.

Chi lavora con un sito e-commerce dovrebbe conoscere bene la differenza tra landing page e home page, perché usare la pagina sbagliata può compromettere le performance di un’intera campagna. 

Nel prossimo paragrafo vedremo come cambiano gli intent di una landing page e quali azioni deve incentivare, a seconda del prodotto e del target.

Intent e obiettivi: spingere l’utente all’acquisto, senza distrazioni

Nel paragrafo precedente abbiamo definito l’obiettivo della landing page per e-commerce: spingere l’utente a comprare. Non a informarsi, non a navigare il sito, non a iscriversi a una newsletter. Il suo scopo è portare la persona che arriva da un annuncio, una promozione o un’email direttamente alla conversione. Ogni elemento della pagina, dal visual al copy, fino alla call to action, è progettato per sostenere questa azione unica.

Il visitatore non deve pensare. Deve solo dire: “Sì, lo voglio” e cliccare su “Acquista ora”.

Nella maggior parte dei casi, le landing page e-commerce sono usate per:

  • Promuovere un singolo prodotto o una collezione tematica (es. “Linea estate 2025”).
  • Lanciare un’offerta limitata, come uno sconto esclusivo, un bundle o una promo con scadenza.
  • Accompagnare campagne Google Ads, Meta o email marketing, dove ogni clic deve portare a una pagina coerente con la promessa fatta.

In rari casi, una landing può avere obiettivi intermedi, come raccogliere email per accedere a un’offerta riservata, ma in quel caso il focus resta comunque sulla vendita imminente, non sulla lead generation fine a se stessa.

La verità è semplice: una landing per e-commerce non deve spiegare tutto. Deve solo vendere.
Il resto spetta al sito web, alle schede prodotto, al blog o alla customer journey.

Elementi fondamentali di una landing page per e-commerce efficace

Una landing page per e-commerce progettata per vendere deve essere chiara, persuasiva e focalizzata. Ogni sezione deve guidare l’utente verso l’acquisto, senza deviazioni o elementi superflui. L’efficacia non dipende solo da un buon design, ma dalla capacità di comunicare in pochi secondi perché quel prodotto è la scelta giusta.

Vediamo quali sono gli elementi indispensabili per raggiungere questo obiettivo.

Immagini e video prodotto

Il prodotto deve essere al centro della scena. Immagini professionali, dettagliate e contestualizzate aiutano l’utente a visualizzare cosa sta acquistando e a immaginarne l’uso. I video, anche brevi, aumentano la fiducia e rendono la pagina più dinamica. È importante che siano leggeri, ottimizzati per mobile e corredati da alt text descrittivi in ottica SEO.

Headline e copy orientati ai benefici

Il testo deve parlare dei vantaggi per l’utente, non delle caratteristiche tecniche. L’headline iniziale deve catturare l’attenzione con un messaggio chiaro e rilevante. Il resto del copy accompagna alla decisione, anticipando eventuali dubbi e rafforzando il desiderio. Ogni frase deve avere uno scopo preciso: avvicinare l’utente al clic.

CTA chiare e persuasive

La call to action deve essere visibile già al primo scroll, ben distinguibile dal resto della pagina e formulata in modo incisivo. Non servono frasi vaghe: meglio un “Acquista ora” diretto, che faccia capire subito cosa succederà dopo. Colore, posizione e testo devono lavorare insieme per spingere all’azione.

Social proof e urgenza (FOMO)

Recensioni, valutazioni, badge e testimonial autentici abbassano le resistenze all’acquisto. A questi si possono affiancare leve del marketing come timer, disponibilità limitata o notifiche social (“Altri 5 utenti stanno visualizzando questo prodotto”). Se ben dosati, questi elementi aumentano la percezione di valore e accelerano la decisione.

Design e UX: semplicità e navigazione mirata

Il design di una landing page e-commerce non deve stupire: deve guidare. L’utente arriva con un intento preciso – spesso dopo aver cliccato su un annuncio – e la pagina deve accoglierlo nel modo più diretto possibile, senza fronzoli. Una buona UX (User Experience) serve proprio a questo: eliminare ogni ostacolo tra il visitatore e l’acquisto.

Layout troppo complessi, effetti grafici superflui o contenuti dispersivi riducono la conversione. Meglio optare per una struttura semplice, con pochi blocchi verticali, titoli ben visibili, immagini che spiegano il prodotto e una CTA sempre presente. L’obiettivo è portare l’utente da “atterrato” a “ha cliccato su acquista” in pochi secondi, con il minimo sforzo cognitivo.

Layout Z-pattern / split-screen

landing page per e-commerce: schema z pattern

Due dei modelli più efficaci per le landing e-commerce sono il layout a Z e lo split-screen. Il primo sfrutta il movimento naturale degli occhi sullo schermo: dall’alto a sinistra verso destra, poi diagonale fino al basso a sinistra e infine a destra. Inserire headline, visual, benefici e pulsante d’acquisto lungo questo percorso aumenta le probabilità di conversione. Lo split-screen, invece, è utile quando si vuole mostrare in parallelo il prodotto e il suo valore: a sinistra l’immagine, a destra il testo con CTA. È molto usato per lanci di nuovi articoli o offerte speciali.

Eliminazione distrazioni e moduli above the fold

In una landing page che vende, meno è meglio. Niente menu, footer complessi, link esterni o sezioni informative non pertinenti. L’unico focus deve essere il prodotto. Tutto ciò che non contribuisce alla vendita va rimosso. Inoltre, l’elemento chiave – cioè il modulo di acquisto o il bottone CTA – deve essere visibile fin da subito, “above the fold”, ovvero nella prima schermata. Questo riduce l’attrito iniziale e aumenta le probabilità che l’utente compia l’azione desiderata.

Monitoraggio, test e ottimizzazione continua

Una landing page e-commerce non si progetta una volta per tutte. Anche la pagina meglio costruita ha bisogno di essere monitorata, testata e migliorata nel tempo. Perché i comportamenti degli utenti cambiano, le offerte evolvono e ciò che funziona oggi potrebbe non funzionare domani. L’ottimizzazione continua è ciò che distingue un progetto mediocre da una macchina di conversione.

Le metriche fondamentali da osservare sono poche ma decisive: tasso di conversione, bounce rate, durata della sessione, numero di clic sulla CTA. Questi dati ti dicono se gli utenti si fermano, se interagiscono, dove cliccano e dove abbandonano. Google Analytics, Clarity o Hotjar offrono strumenti per osservare questi comportamenti in dettaglio, con mappe di calore, sessioni registrate e funnel di conversione.

Metriche principali: bounce, sessioni, conversioni

Un bounce rate alto indica che la pagina non risponde alle aspettative: magari il messaggio non è chiaro, il caricamento è lento o l’utente si aspettava qualcos’altro rispetto all’annuncio cliccato. Il tasso di conversione ti mostra invece quanti visitatori hanno effettivamente acquistato, ed è l’indicatore più importante per valutare l’efficacia della landing. Monitorare il numero di sessioni e la durata media può aiutarti a capire se il contenuto è troppo lungo, poco coinvolgente o se servono aggiustamenti nella sequenza delle informazioni.

Strumenti: heatmap e A/B testing

L’A/B testing è essenziale per migliorare le performance. Puoi testare headline diverse, colori dei pulsanti, immagini, formati delle CTA o persino la lunghezza della pagina. Spesso basta cambiare una parola o spostare un elemento per aumentare significativamente le conversioni. Le heatmap aiutano a visualizzare dove gli utenti cliccano, scorrono o si fermano. Se una sezione fondamentale viene ignorata, va rivista o riposizionata.

Ottimizzare una landing non significa stravolgere tutto. Significa leggere i dati, ascoltare il comportamento degli utenti e agire in modo strategico per fare in modo che ogni visita conti davvero.

Conclusione

Una landing page per e-commerce è uno strumento di vendita diretto, che deve portare il visitatore a compiere un’azione precisa, subito. Per farlo funzionare davvero, serve una progettazione consapevole, orientata alla conversione e supportata da una struttura chiara, da scelte di design strategiche e da un’ottima performance tecnica.

Eliminare le distrazioni, focalizzare il messaggio, rendere la CTA irresistibile e testare costantemente sono le azioni chiave per ottenere risultati concreti. Ogni elemento deve lavorare in funzione della vendita, senza eccezioni.

Hai bisogno di una landing page progettata per vendere davvero? Il team di PageTop può realizzarla per te, con un approccio strategico, misurabile e orientato al risultato.

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