Tipi di Landing Pages: come scegliere la più adatta al tuo obiettivo
Le landing pages, o pagine di atterraggio, sono strumenti fondamentali nel digital marketing. Il loro scopo è semplice, ma potentissimo: convertire. Che si tratti di generare contatti, vendere un prodotto o far iscrivere un utente a un evento, ogni landing page è costruita con un obiettivo ben preciso. Ma proprio perché esistono obiettivi diversi, esistono anche diversi tipi di landing pages, ciascuno con caratteristiche e funzionalità uniche.
In questo articolo parleremo delle principali tipologie, dei contesti in cui usarle e di come scegliere quella giusta per la tua strategia.
Niente teoria inutile: solo informazioni concrete, chiare e pronte all’uso.
In questo articolo parleremo di:
I principali tipi di landing pages
Ogni landing page ha un compito specifico, e comprenderne le differenze può davvero fare la differenza nei tuoi risultati. Ecco una panoramica dei tipi di landing pages più utilizzate.
Landing page di transizione (Click-through)
La landing page di transizione è progettata come passaggio intermedio tra un’informazione iniziale e la fase finale di acquisto o iscrizione.
È molto usata nel mondo SaaS, nei funnel B2B o nei percorsi in cui il prodotto o servizio necessita di una spiegazione prima che l’utente compia un’azione. Questo tipo di pagina, infatti, non contiene un form, ma un pulsante o una call-to-action che rimanda alla pagina finale di conversione.
Il vantaggio principale di una click-through è che prepara l’utente alla fase decisiva, eliminando eventuali resistenze. In pratica, “scalda” il lead.
Spesso è usata dopo una campagna Google Ads o social, dove l’utente ha mostrato un interesse ma non è ancora pronto a convertire. La pagina gli fornisce informazioni aggiuntive come vantaggi, testimonianze, video, o comparazioni per costruire fiducia. Quando è fatta bene, il tasso di clic sul bottone può superare il 30%.
Attenzione però: per funzionare, questa tipologia deve essere perfettamente coerente con la fonte da cui arriva il traffico e con la pagina di destinazione. Messaggi poco coerenti infatti abbassano la conversione. L’ideale è usarla con offerte ad alto valore, dove la decisione d’acquisto ha bisogno di un piccolo “ponte logico” tra interesse e azione.
Landing page per lead generation
La pagina di acquisizione lead è forse il formato più noto tra le landing pages. Il suo obiettivo è ottenere dati di contatto, in genere email, ma a volte anche nome, telefono o ruolo lavorativo. Questo avviene quasi sempre in cambio di un contenuto gratuito o un incentivo: ebook, webinar, checklist, sconto, o accesso a un contenuto riservato.
La forza di questa tipologia sta nella semplicità.
Il messaggio è diretto: “Dammi il tuo contatto, ti do qualcosa di valore in cambio”. Ma proprio perché così diffusa, è anche la più abusata. Molte lead page oggi falliscono perché chiedono troppo senza offrire abbastanza. Per avere successo, il valore percepito dell’offerta deve essere altissimo. Più il tuo lead magnet è specifico, utile e ben presentato, più aumentano le conversioni.
Dal punto di vista del design, è importante ridurre al minimo le distrazioni. Niente link esterni, niente menu di navigazione.Tutto deve portare all’inserimento del form.
Anche la posizione del form fa la differenza: sopra la piega (above the fold) per offerte dirette, oppure dopo una breve spiegazione, se l’utente ha bisogno di capire meglio. L’uso delle testimonianze, dei badge di sicurezza e delle micro-animazioni può aumentare ulteriormente la fiducia e la conversione.
Questa tipologia di landing page è perfetta per categorie specifiche come studi legali, psicologi ecc.
Sales Page
La sales page è una landing page progettata per un obiettivo preciso: vendere direttamente.
A differenza delle pagine pensate per raccogliere contatti, qui l’intero percorso è costruito con un copywriting persuasivo che rimuove dubbi, presenta l’offerta in modo convincente e spinge all’azione finale. Il focus è interamente sulla presentazione del prodotto o servizio, sulla creazione di urgenza e sulla rimozione delle obiezioni.
Esistono sales page più brevi, adatte a prodotti semplici e a basso costo, e sales page più lunghe (come la long-form sales page) pensate per offerte complesse o ad alto valore. In ogni caso, il principio resta lo stesso: condurre l’utente dalla consapevolezza all’acquisto in un unico percorso.
Gli elementi chiave di una sales page efficace sono:
- Un titolo forte e chiaro, che cattura l’interesse subito.
- Una descrizione dei benefici concreti che il prodotto porta.
- Prove sociali come testimonianze, recensioni o casi studio.
- Una call-to-action visibile e immediata.
Quando usi una sales page, ricorda che il pubblico dev’essere già in una fase avanzata del funnel, pronto a prendere una decisione. Per questo motivo, il tono deve essere sicuro, persuasivo ma anche rispettoso: forzare la vendita può ottenere l’effetto contrario.
Usare una sales page ben strutturata può aumentare drasticamente il tasso di conversione, specialmente se supportata da campagne di retargeting o email marketing mirate.
Squeeze page
La squeeze page è l’essenza della sintesi.
Il suo obiettivo?
Una sola cosa: ottenere l’email dell’utente. Niente fronzoli, niente paragrafi lunghi.
Solitamente contiene una frase di apertura, una breve promessa di valore e un form con uno o due campi al massimo. Il messaggio è forte e chiaro: “Iscriviti ora e ottieni questo beneficio”.
Questa tipologia è perfetta quando il traffico è freddo ma curiosamente interessato, come nel caso di un utente che arriva da una pubblicità social o da un link in un guest post. La brevità della pagina riduce le possibilità di distrazione e velocizza la decisione. Tuttavia, proprio perché è minimalista, ogni elemento deve essere curato al massimo: il titolo deve essere magnetico, il benefit immediato, il bottone persuasivo.
Un altro elemento cruciale è il design. Colori accesi per il bottone, testo leggibile e un layout mobile-first sono fondamentali. In molti casi, le squeeze page sono accompagnate da un timer o da un numero limitato di iscrizioni, per sfruttare il principio della scarsità. L’importante è che tutto sembri autentico: le pressioni psicologiche forzate vengono percepite come spam.
Usare una squeeze page è particolarmente utile quando si vuole far crescere velocemente una lista email, ad esempio per il lancio imminente di un prodotto, o per offrire contenuti gratuiti periodici (come una newsletter).
Infomercial Page
La pagina infopubblicitaria (o “infomercial page”) prende ispirazione dalla pubblicità televisiva a risposta diretta.
Si tratta di una landing page molto lunga, spesso piena di testo, video, immagini, grafici e testimonianze.
Il suo compito è informare e convincere.
È ideale per prodotti complessi, servizi ad alto ticket o soluzioni nuove che richiedono una spiegazione dettagliata.
A differenza di altre landing, qui l’utente viene guidato passo dopo passo, spesso in uno stile narrativo: si presenta il problema, si mostra la soluzione, si costruisce autorità, si inseriscono prove e poi si propone l’azione.
Questo formato è molto usato nei funnel avanzati, nel copywriting diretto e nell’ambito formativo.
Affinché una pagina infopubblicitaria funzioni, deve essere ben strutturata.
Ogni sezione deve anticipare un’obiezione e rispondere prima che l’utente la formuli. Serve equilibrio tra testo e visivo, e un uso sapiente delle call to action lungo tutta la pagina. Molti marketer scelgono di inserire più CTA: una in alto per i convinti, una centrale e una finale per i più riflessivi.
Non è una tipologia adatta a tutti i contesti: va usata quando l’utente ha tempo, voglia di leggere, o è motivato da una necessità reale. Quando queste condizioni ci sono, può ottenere conversioni impressionanti, anche senza bisogno di retargeting.
Pagina di destinazione virale
La pagina virale è progettata per una cosa sola: essere condivisa.
A differenza di altre landing, qui l’obiettivo non è tanto la conversione diretta, quanto la diffusione del contenuto o del messaggio a una rete più ampia. Per riuscirci, questa pagina punta tutto sull’emozione: sorpresa, divertimento, indignazione, curiosità. Più riesce a colpire l’utente a livello emotivo, più aumenta la probabilità che venga condivisa.
Spesso include video, quiz, giochi, challenge, ma anche giveaway o contenuti interattivi. Il layout è semplice, mobile-friendly e ottimizzato per la condivisione social. Il copy è incisivo e stimola l’azione: “Condividi con i tuoi amici”, “Sfida i tuoi contatti”, “Scopri se sei tra i primi 100”. L’elemento di gamification è spesso centrale.
Una pagina virale può anche contenere una call-to-action secondaria, come l’iscrizione a una newsletter o l’accesso a un contenuto esclusivo.
La forza di questo formato sta nella rapidità con cui può portare traffico qualificato attraverso il passaparola digitale. Va usata con attenzione, però: se il contenuto non è realmente interessante o divertente, rischia di sembrare forzato e ottenere l’effetto opposto.
Quando funziona, questa landing può generare un’esposizione enorme con investimenti pubblicitari ridotti. È particolarmente utile per brand giovani, startup o iniziative con una forte identità creativa.
Splash page
La pagina interstiziale, più comunemente chiamata “splash page”, è una breve schermata che appare prima dell’accesso al contenuto principale di un sito.
Non è una landing page nel senso stretto del termine, ma può diventarlo quando utilizzata per indirizzare il traffico verso un’azione specifica. Per esempio, può essere usata per annunciare un’offerta, raccogliere l’iscrizione a una newsletter o indirizzare l’utente verso una landing vera e propria.
Il suo utilizzo principale è comunicare un messaggio rapido e contestuale: selezione della lingua, promozione a tempo, aggiornamento importante, avviso legale. Il design è essenziale, quasi sempre fullscreen, e punta a una sola interazione (cliccare un bottone, scegliere un’opzione, chiudere la finestra).
Per essere efficace, una splash page deve essere chiara, rapida da caricare e facilmente chiudibile. Troppa insistenza o testi ambigui possono danneggiare la user experience e aumentare il bounce rate. Quando viene usata con intelligenza, può invece anticipare un contenuto rilevante e migliorare il percorso dell’utente.
Nel contesto delle landing vere e proprie, può fungere da filtro iniziale, soprattutto in siti multilingua o con pubblico internazionale, guidando l’utente verso la landing più adatta.
Pagina di ringraziamento (Thank You Page)
Spesso sottovalutata, la pagina di ringraziamento è in realtà un elemento strategico nella progettazione di una buona esperienza utente.
Si attiva dopo che l’utente ha completato un’azione: iscrizione, acquisto, richiesta informazioni.
Il suo ruolo è duplice:
- confermare che l’azione è andata a buon fine;
- guidare verso il prossimo passo.
Oltre al messaggio di conferma, questa pagina può includere contenuti aggiuntivi, come una guida da scaricare, un video introduttivo, o link utili. Molti marketer la usano anche per attivare un upsell o un invito a condividere l’esperienza sui social. In ottica funnel, rappresenta il punto di partenza per costruire una relazione a lungo termine con l’utente.
È importante che questa pagina sia coerente con il tone of voice usato nella landing precedente e che non appaia “vuota” o trascurata. Anche piccoli dettagli, come un messaggio personalizzato o un’animazione, possono aumentare l’effetto positivo sull’utente e rafforzare la fiducia nel brand.
Infine, è utile monitorare il comportamento degli utenti sulla thank you page, perché può fornire indicazioni preziose su quanto l’esperienza di conversione sia stata soddisfacente e su eventuali azioni successive da proporre.
Pagina di vendita estesa (Long-form sales page)
La long-form sales page è una landing lunga, spesso molto dettagliata, che ha come obiettivo la vendita diretta.
Il suo formato si adatta particolarmente bene a prodotti o servizi ad alto valore, dove l’utente ha bisogno di tempo e informazioni per maturare la decisione d’acquisto. È molto usata nel digital marketing, nei corsi online, nei programmi di coaching, nei software in abbonamento.
La struttura è articolata, ma segue uno schema preciso: si parte con un titolo forte, si introduce un problema comune, si presenta la soluzione, si costruisce autorità (tramite bio, social proof, recensioni), si aggiungono bonus e si conclude con la call-to-action. Spesso il tutto è accompagnato da elementi visivi, video di testimonianze e un bottone ben visibile in più punti.
Affinché questa pagina sia efficace, ogni sezione deve anticipare e rispondere a un’obiezione. L’utente deve sentire che ogni suo dubbio viene sciolto, senza bisogno di contattare nessuno. Il copy è fondamentale: dev’essere diretto, umano, ma anche tecnico quanto basta per costruire fiducia. L’uso dei numeri, delle statistiche e delle “storie” di successo ha un grande impatto.
Questa tipologia richiede tempo per essere progettata e testata, ma quando funziona, ha un tasso di conversione altissimo, soprattutto in abbinamento a una strategia di email follow-up.
Landing page per eventi
La pagina evento è progettata per promuovere un evento specifico: online o fisico, gratuito o a pagamento.
Il suo scopo è informare, entusiasmare e convertire. Deve fornire tutti i dettagli essenziali (data, luogo, programma, relatori), ma anche costruire fiducia e spingere all’iscrizione.
Il layout tipico include un’intestazione accattivante, una presentazione dell’evento, una sezione con gli speaker e uno spazio per iscriversi (form o bottone di acquisto).
Il copy deve rispondere a tre domande fondamentali: di cosa si tratta, perché dovrei partecipare, cosa mi porterò a casa. L’aggiunta di un timer con countdown o un numero limitato di posti può aumentare l’urgenza e incentivare l’azione immediata.
È importante che la pagina sia responsive, chiara e veloce da caricare. Se l’evento è online, considera di integrare l’iscrizione con una piattaforma come Zoom. Se è dal vivo, puoi aggiungere mappe, info logistiche o anche una galleria con foto delle edizioni precedenti.
La chiave di una pagina evento efficace è la combinazione tra chiarezza, energia comunicativa e facilità d’azione. Ogni elemento dovrebbe portare naturalmente l’utente verso l’iscrizione.
Come scegliere la landing page giusta per la tua strategia
Scegliere la landing page giusta non è questione di gusti, ma di strategia. Ogni tipo è pensato per rispondere a esigenze diverse lungo il funnel di vendita.
Prima di tutto, chiediti: qual è il mio obiettivo? Voglio generare contatti? Vendere un prodotto? Creare attesa per un nuovo lancio?
Se sei nella fase iniziale del funnel, le pagine di acquisizione lead o le squeeze page sono ideali. Puntano alla raccolta dei dati per costruire relazioni nel tempo. Se invece l’utente è già caldo e pronto all’acquisto, allora una pagina di transizione o una long-form sales page possono fare la differenza. Quando organizzi un evento o lanci un prodotto, invece, la pagina evento o quella “coming soon” aiutano a focalizzare l’attenzione e generare hype.
Altri fattori da considerare sono: il tipo di pubblico (B2B o B2C?), il canale di traffico (email marketing, social, search), e la complessità dell’offerta. Una landing page ben progettata non solo aumenta le conversioni, ma migliora l’esperienza utente, rafforza la fiducia e ottimizza il ritorno sull’investimento pubblicitario.
Best practices per la creazione di landing pages efficaci
A prescindere dal tipo scelto, ci sono alcune regole universali per costruire landing pages efficaci. La prima riguarda il focus: ogni pagina deve avere un solo obiettivo, una sola call-to-action e nessuna distrazione. Poi conta il design: deve essere pulito, coerente con il brand, ma soprattutto orientato alla conversione. Il titolo deve essere forte e chiaro, i benefici vanno messi in evidenza subito, e il form deve essere semplice e veloce da compilare.
Altro aspetto cruciale è la coerenza con l’annuncio o il link da cui l’utente arriva. Se prometti una guida gratuita, la landing deve consegnarla. Se inviti all’iscrizione a un evento, deve esserci il form per farlo. Infine, ogni landing page deve essere ottimizzata per il mobile: oltre il 60% del traffico web arriva da smartphone, e una pagina non responsive rischia di perdere la maggior parte delle conversioni.
Conclusione
Conoscere i diversi tipi di landing pages ti dà un vantaggio importante, ma progettare una pagina davvero efficace è tutta un’altra storia. Non basta scegliere il formato giusto: serve una strategia precisa, copywriting persuasivo, design orientato alla conversione e ottimizzazione continua.
Ogni dettaglio conta, e spesso la differenza tra una landing che converte e una che fallisce sta proprio nella cura dei particolari.Se vuoi creare landing page che funzionano davvero, pensate per aumentare le tue conversioni e costruire valore reale, affidati a chi lo fa di mestiere. Pagetop è specializzato nella realizzazione di landing pages ad alte prestazioni, su misura per il tuo obiettivo e il tuo pubblico.
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