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Call to action: come crearne di efficaci e far crescere le conversioni

17 Aprile 2025

Hai mai pensato a quanto possa influire una semplice frase sulla decisione di un utente? 

Una Call to Action (CTA) efficace non è solo un dettaglio grafico o un bottone accattivante: è spesso l’elemento decisivo che trasforma un visitatore in cliente.

In questo articolo, scoprirai come scrivere, progettare e posizionare una CTA che funzioni davvero.

Cos’è una call to action (CTA) e perché è fondamentale

Una Call to Action è un invito all’azione, una frase che guida l’utente verso un comportamento desiderato: cliccare su un link, iscriversi a una newsletter, acquistare un prodotto, scaricare una risorsa. 

Sebbene possa sembrare un elemento marginale, la CTA è uno degli snodi cruciali all’interno di un funnel di conversione. È il ponte tra il contenuto e l’obiettivo finale del tuo progetto.

Spesso si dà per scontato che, una volta fornita una buona informazione, l’utente agirà di conseguenza. 

Ma non è così. 

Le persone online hanno bisogno di indicazioni chiare e motivanti. 

Ecco perché una CTA ben studiata, posizionata strategicamente e coerente con il contenuto che la precede può fare la differenza tra un rimbalzo e una conversione.

Inoltre, la CTA è un indicatore di valore. Quando promette qualcosa di utile e lo comunica in modo convincente, accende l’interesse. E in un mondo digitale affollato, catturare anche solo qualche secondo di attenzione può significare molto. 

Ti sei mai chiesto perché certi siti ti portano quasi naturalmente a compiere un’azione, mentre altri ti lasciano indifferente? 

La risposta spesso sta proprio lì: nella qualità della Call to Action.

uomo che salta da un lato all'altro di sentiero in montagna a identificare l'invito all'azione tipoco di una call to action

Tipologie di call to action

Le Call to Action non sono tutte uguali: possono assumere forme diverse a seconda del contesto e dell’obiettivo. Conoscerle ti aiuta a scegliere quella più adatta al tuo pubblico. 

Una CTA può essere testuale, come un semplice link all’interno di un paragrafo, oppure visiva, come un bottone colorato o una grafica accattivante. 

C’è poi la CTA vocale, sempre più diffusa nei dispositivi smart.

In generale, possiamo distinguere tra CTA primarie e secondarie. 

Le call to action primarie puntano all’azione principale che vuoi ottenere, ad esempio, l’acquisto di un prodotto.

Le call to action secondarie suggeriscono un comportamento meno impegnativo ma comunque utile, come l’iscrizione alla newsletter o il download di una guida. 

Entrambe hanno un ruolo nel processo decisionale dell’utente.

Un altro elemento importante è il contesto d’uso

Una CTA su una landing page ha caratteristiche diverse rispetto a quella in una mail o in un post social. 

Ogni canale ha le sue regole e dinamiche di attenzione: ciò che funziona su una homepage potrebbe non avere lo stesso impatto in una campagna di advertising. Per questo è essenziale testare, adattare e ripensare le CTA a seconda del mezzo.

Hai mai pensato che anche una frase come “Scopri di più” possa influenzare la fiducia del lettore? Dipende tutto da come, dove e quando viene proposta.

CTA e Landing Page: cosa cambia davvero

Una Call to Action pensata per una landing page ha uno scopo molto più mirato e diretto rispetto a una CTA inserita in una newsletter o in un post social. Nella maggior parte dei casi, una landing page è costruita attorno a un solo obiettivo: generare una conversione.

Questo significa che ogni elemento presente, testo, immagini, testimonianze, video, ha la funzione di accompagnare l’utente verso quell’unica azione.

In questo contesto, la CTA deve emergere con chiarezza in ogni momento chiave del percorso dell’utente. 

Deve essere ben visibile sin dall’inizio (above the fold), ma anche riproposta in modo naturale lungo la pagina, ad esempio dopo la descrizione di un prodotto o servizio, la descrizione di un vantaggio competitivo o un approfondimento specifico sull’offerta. Ogni ripetizione non è un doppione, ma un punto di rilancio, che accompagna progressivamente il visitatore verso la conversione.

Inoltre, la CTA deve rispecchiare esattamente ciò che l’utente troverà dopo il clic. Se il pulsante dice “Scarica la guida gratuita”, allora l’azione successiva deve essere esattamente quella, senza passaggi intermedi ambigui o richieste aggiuntive non dichiarate. 

L’utente non deve mai chiedersi cosa succede dopo: deve saperlo in anticipo, sentirsi rassicurato e motivato a procedere.

Il linguaggio deve essere specifico e orientato al beneficio, evitando frasi vaghe o generiche come “Clicca qui”.

Meglio optare per formule come “Accedi all’offerta”, “Prenota la tua consulenza gratuita” o “Attiva subito lo sconto”. 

In una landing page, ogni CTA è una promessa concreta: più è chiara e coerente, più sarà efficace. 

La promessa dev’essere evidente e il valore percepito elevato. Pensiamo, ad esempio, a frasi come “Prova gratis per 14 giorni” o “Scarica ora la guida completa”: comunicano un’azione e un vantaggio, senza lasciare spazio a dubbi.

Per chi progetta landing page, è quindi fondamentale comprendere che la CTA è il fulcro di tutto il lavoro di conversione. Ignorare questa centralità significa sprecare il potenziale di uno degli strumenti più potenti del digital marketing.

Hai mai testato diverse CTA sulla tua landing page per capire quale converte meglio? Se non l’hai ancora fatto, potresti scoprire che anche una piccola variazione può portare a grandi risultati.

CTA per social e email

Una CTA efficace deve adattarsi al contesto in cui viene inserita, e questo è particolarmente vero quando si parla di email marketing e social media. In questi canali, il comportamento degli utenti è diverso rispetto a quello che si ha durante la navigazione su una landing page: l’attenzione è spesso frammentata, il tempo di esposizione più breve e l’intento meno definito.

Nel caso delle email, la CTA è spesso parte di una narrazione o di un messaggio relazionale. Non si tratta solo di portare l’utente su una pagina, ma anche di rafforzare il rapporto, offrire valore e mantenere un contatto costante. 

Una CTA in una mail funziona meglio quando è coerente con il tono personale del testo e si inserisce naturalmente nel flusso della comunicazione. Frasi come “Leggi la storia completa” o “Scopri come funziona” sono meno aggressive ma più adatte al contesto. È importante posizionarla nei momenti in cui l’interesse è più alto: dopo un aneddoto, un vantaggio o una rivelazione interessante.

Sui social, invece, le regole cambiano. Qui l’attenzione dura pochi secondi, e tutto si gioca sulla capacità di catturare subito l’occhio. Le CTA devono essere brevi, immediate e visivamente distinte. Il formato visuale è spesso prioritario rispetto al testo, quindi è utile accompagnare la CTA con grafiche coinvolgenti, emoji, e formati che stimolino l’interazione (reel, caroselli, storie). “Scopri ora”, “Partecipa”, “Commenta con un’emoji” sono esempi semplici ma funzionali.

In entrambi i casi, l’obiettivo resta lo stesso: guidare l’utente verso l’azione. Ma lo stile, il tono e il formato devono sempre rispettare il linguaggio e i limiti del canale in cui vengono veicolati.

Come scrivere una call to action efficace

Scrivere una CTA che funziona è un esercizio di precisione e psicologia. Devi essere sintetico, diretto e allo stesso tempo stimolare una risposta emotiva. Le parole che scegli hanno un peso enorme: un verbo forte può fare la differenza tra un clic e l’indifferenza.

Il primo elemento da curare è il verbo d’azione. “Scarica”, “Scopri”, “Inizia”, “Prova”, “Prenota” sono esempi concreti che spingono all’azione. Sono verbi che suggeriscono movimento, beneficio, cambiamento. Allo stesso tempo, bisogna dare all’utente un motivo per compiere l’azione. 

Non basta dire cosa fare: devi far capire cosa ci guadagna.

Un altro elemento da considerare è l’urgenza. Inserire parole come “ora”, “subito”, “oggi” può accelerare la risposta, soprattutto in contesti dove la tempestività è importante. Tuttavia, è essenziale che questa urgenza sia credibile. 

Evita frasi troppo aggressive o che suonano finte: l’autenticità paga sempre.

Infine, attenzione al tono. Una CTA deve rispecchiare il linguaggio del tuo pubblico e del brand. Se sei informale, usa frasi vicine al parlato. Se ti rivolgi a professionisti, mantieni uno stile più autorevole. L’obiettivo è sempre lo stesso: far sentire l’utente a proprio agio, come se quel clic fosse la scelta più naturale possibile.

Design e posizionamento delle CTA

Una Call to Action non si limita a ciò che comunica: è anche forma, colore, spazio, ritmo. 

Il design gioca un ruolo fondamentale nell’efficacia di una CTA. Spesso si pensa che basti un bottone rosso per attirare l’attenzione, ma la realtà è molto più complessa. Il contrasto cromatico deve essere calibrato rispetto al resto della pagina: una CTA che si confonde con lo sfondo o con altri elementi visivi rischia di essere ignorata.

Anche la dimensione è importante: un bottone troppo piccolo può passare inosservato, ma uno troppo grande può risultare invasivo. Serve equilibrio, proporzione e coerenza con l’identità visiva del brand. Un altro aspetto da non sottovalutare è lo spazio bianco attorno alla CTA. Questo “respiro” grafico consente di evidenziare meglio l’elemento e di guidare naturalmente lo sguardo dell’utente verso di esso.

Il posizionamento, poi, è decisivo. Le CTA vanno collocate in punti strategici, dove l’utente ha già assimilato informazioni utili o ha raggiunto un momento chiave nel percorso di navigazione. 

Vuoi sapere se la tua CTA è davvero efficace? Osservala con occhio critico e chiediti: “Salta all’occhio? È chiaro cosa succede dopo il clic?”

Errori comuni da evitare

Anche la migliore intenzione può essere vanificata da un’esecuzione sbagliata. Ci sono alcuni errori che ricorrono spesso quando si crea una Call to Action, e riconoscerli è il primo passo per evitarli. 

Ecco i più comuni:

  • l’ambiguità: una CTA vaga, come “Clicca qui”, non fornisce alcuna informazione sul beneficio o sull’azione che ne seguirà. L’utente moderno ha bisogno di sapere cosa otterrà cliccando;
  • l’uso eccessivo di CTA in una singola pagina. Quando tutto è una chiamata all’azione, nulla lo è davvero. Il rischio è di confondere, affaticare o persino irritare l’utente. Meglio focalizzarsi su uno o due obiettivi chiari per volta;
  • la mancanza di coerenza tra CTA e contenuto può creare frustrazione. Se prometti una guida gratuita e l’utente atterra su una pagina di vendita, la fiducia viene compromessa;
  • una CTA invisibile o mal progettata, magari con un font poco leggibile o un colore che si mimetizza e vanifica qualsiasi sforzo. Così come è dannoso utilizzare messaggi troppo aggressivi o pressanti, che danno l’idea di voler forzare una scelta.

Un consiglio? Ogni tanto fermati e chiediti: se fossi al posto del mio visitatore, questa CTA mi convincerebbe davvero?


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